Days Gone, recensione del titolo SIE Bend Studio

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Abbiamo attraversato in lungo e in largo un mondo dove l’uomo è stato messo in ginocchio, ma non si è spezzato, e lo abbiamo fatto rigorosamente in sella ad una splendida moto. Questo è Days Gone, una visione post-apocalittica del pianeta targata SIE Bend Studio. Venite con noi?!

Days Gone è ambientato nella regione dell’Oregon (Stati Uniti) e chiede ai giocatori di vestire i panni del biker Deacon St. John, che a piedi o a bordo della sua moto, da due anni compie ormai il suo lavoro da cacciatore di taglie, nella speranza di poter, un giorno, riabbracciare Sarah, la sua ragazza. Lei, Sarah, l’ha vista l’ultima volta allontanarsi in un elicottero della NERO (acronimo che sta per National Emergency Responce Organization), per tentare di salvarle la vita, diretta verso una zona di raduno non troppo lontana del centro abitato (ormai in fiamme e devastato dai Furiosi (l’ennesimo modo di non dire “zombie”).

Così, dopo qualche minuto passato ad osservare il filmato introduttivo, ci si ritrova subito in sella alla propria moto. Gli splendidi paesaggi dell’Oregon possiamo quasi respirarli. Raggi di sole che filtrano attraverso la vegetazione, infuocati tramonti su montagne distanti all’orizzonte. Da quando il caos è calato sul mondo son passati solo poco più di due anni, ma è chiaro come la natura stia tornando a prendere il sopravvento su tutto, anche sulle centinaia di carcasse di mezzi abbandonati tra le strade, polverose o asfaltate che siano. Per quanto in grado di regalare scenari incantevoli, ora coloro che vivono da queste parti chiamano il loro mondo “L’Incubo”, e non solo a causa dei temibili Furiosi, ma anche per la presenza minacciosa dei Ripugnanti, una setta di individui inspiegabilmente votata ad un culto che prevede dolorosissime punizioni corporali.

Days Gone è un survival ambientato in un Open World che ammalia, dove ogni viaggio, anche il più breve, si trasforma in un’avventura (non sempre a lieto fine). Persa quasi subito la moto preferita dal nostro eroe, ci ritroviamo a dover salire in sella ad un modello decisamente meno performante, che come avrete già intuito, andrà potenziato con il proseguire dell’avventura rivolgendosi ai pochi meccanici rimasti in zona. Il nostro bolide a due ruote potrà quindi essere migliorato sotto svariati aspetti, dagli scarichi meno rumorosi (i Furiosi sono attratti dal rumore), a ruote più performanti, aumentando al contempo il numero di cavalli del motore e la resistenza del telaio. Non bastasse, il mezzo potrà essere personalizzato esteticamente grazie ad un discreto numero di livree e adesivi (che si sbloccheranno con il passare delle missioni).

Come ogni titolo d’avventura che si rispetti al giorno d’oggi, Days Gone presenta un elevato numero di missioni principali (per finirlo saranno necessarie circa 35 ore) e una quantità soddisfacente di secondarie. Attraverso le sei differenti regioni, ricostruite ad arte con l’ausilio dell’Unreal Engine, prenderà vita una storia che, sopratutto nelle fasi iniziali, risulterà essere piuttosto lenta, ma ben scritta ed emozionante. Nel percorrere infinite volte le strade di un mondo post-apocalittico che sembra non desiderare più la presenza dell’uomo, sarà necessario prestare attenzione a diversi fattori: innanzitutto la benzina, linfa vitale della propria moto. Come ogni altra risorsa (proiettili, medikit, e via discorrendo), la benzina è presente col contagocce. Soprattutto nelle primissime fasi di gioco, con il serbatoio più piccolo a disposizione, vi ritroverete spesso ad andare a caccia di preziose taniche di benzina abbandonate in giro per il mondo di gioco (ci sono anche dei distributori, in ogni caso). Le sessioni in moto sono senza dubbio l’aspetto più curato del titolo SIE Bend Studio, al punto che gli sviluppatori hanno addirittura pensato alla possibilità di spingere il proprio mezzo utilizzando le proprie gambe, e consigliando espressamente di sfruttare l’inerzia nelle discese per cercare di non sprecare nemmeno una goccia di carburante!

I paesaggi mutano sotto i nostri occhi in maniera splendida grazie ad una riuscitissima riproduzione del meteo dinamico, che rende strade polvere, in pochi attimi, un vero inferno di fango, dove è difficile restare in piedi sulla propria moto. I Furiosi reagiscono al mondo che li circonda, cambiando abitudini a seconda che in cielo brilli il sole o la luna. Odiano la luce, cadono sotto i colpi di proiettili e oggetti contundenti ritrovati in giro per le ambientazioni e possono essere bruciati con il fuoco, come i nidi nei quali amano rintanarsi quando è giorno. Come i temibili predoni, autori di continue imboscate (anche mentre si è lanciati ad alta velocità verso una meta precisa), i nidi rappresentano solo in determinati punti degli obiettivi obbligatori da portare a termine. Nella maggior parte dei casi, invece, rappresentano un’ottima scusa per tornare a visitare l’Oregon in fase di endgame, quando la storia sarà ormai stata portata a termine. Le orde, invece… Beh, quelle hanno saputo impressionarci fin dalla loro prima apparizione: intere mandrie di Furiosi si muovono lentamente per il mondo di gioco, salvo scatenare tutta la propria ira dando vita ad una corsa che incute davvero timore, e che in più di un’occasione ci ha fatti saltare dalla sedia. Riempiono quasi tutto lo schermo, rendendo la fuga l’unica opzione valida e caldamente consigliata. Un orrendo spettacolo di corpi in decomposizione che raccolgono tutte le forze rimanenti con un unico scopo: fare della vostra carne del cibo.

Importante come la moto, in Days Gone, vi è il protagonista delle vicende narrate, e la trama stessa. Deacon (doppiato splendidamente in italiano), è ricco di espressioni facciali pregne di significato, e che tracciano a schermo un profilo di un biker aggressivo solo quando serve, ma fondamentalmente buono. Un uomo che non avrebbe mai voluto ritrovarsi in una simile situazione, ma che sa tenervi testa con le unghie e con i denti (e con la sua moto). Nel corso della campagna ci si imbatterà in molti personaggi, le cui storie si intrecciano come le strade attraversano gli splendidi paesaggi di gioco. Ogni compagno d’avventura del nostro St. John avrà un suo ben delineato carattere, suoi sogni, suoi desideri. Ma pochissime sono le scelte lasciate al giocatore; una precisa scelta degli sviluppatori al fine di raccontare una storia ben precisa, che sa continuamente emozionare.

Meno riuscite sono le fasi di sparatoria e quelle stealth. Il sistema di controllo, così accurato e preciso quando si è in sella, diviene palesemente più rude. Sporgendosi di pochissimo da un riparo per colpire un nemico, ad esempio, ci si ritrova a colpire il riparo stesso, anche se il mirino è palesemente indirizzato verso la testa (o il corpo) del nemico che abbiamo innanzi. Un problema che sarebbe di poco conto in un titolo che fa piovere munizioni da ogni dove, ma che in un Survival, quale Days Gone è, dove ogni proiettile è piuttosto raro, risulta essere piuttosto fastidioso. Le fasi stealth presentano degli alti bassi: il più delle volte vi capiterà di essere perfettamente in linea con lo sguardo di un nemico (sia esso un essere umano qualsiasi che un Furioso) e non essere visti. Inspiegabilmente, in altre situazioni, se avvistati da un cecchino, tutti i nemici presenti nell’area saranno immediatamente a conoscenza della vostra posizione. Nella maggior parte dei casi, i tentativi di portare a compimento un’intera missione seguendo la filosofia stealth saranno frustrati da tali imprecisioni tecniche, e ci si ritroverà a sparare contro tutto e tutti ogni singolo proiettile (dei pochissimi a disposizione). Non crediamo che gli sviluppatori apporteranno mai correzioni degne di nota sotto questo aspetto, ma speriamo vivamente lo facciano per quel che concerne la fluidità del motore di gioco, che rallenta un po’ troppo spesso, sopratutto quando nelle immediate vicinanze sono presenti punti di interesse (nidi dei Furiosi, accampamenti e quant’altro).

Days Gone risulta in definitiva essere una splendida esclusiva per PlayStation 4, un’indimenticabile avventura in sella ad una moto, in un mondo di gioco che regala panorami di incredibile bellezza, incastrando al suo interno storie di uomini e donne che lottano con tutte le loro forze per non mettere il punto, quello definitivo, alla storia dell’intera umanità. Qualche sbavatura tecnica di troppo impedisce a questo titolo di eccellere del tutto, ma la qualità e la cura con la quale le vicende sono narrate, e l’attenzione prestata nel ricreare un mondo sull’orlo del collasso, nonché la particolare cura riposta nel voler far provare al giocatore l’emozione di sentirsi un biker solo contro il mondo, valgono il prezzo del biglietto. Senza dubbio, il miglior giro in moto che vi sarà mai possibile compiere controller alla mano.

 

Le migliori offerte

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Days Gone

8.7

Grafica

8.5/10

Giocabilità

8.7/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Vi sentirete un vero Biker!
  • Storia splendida
  • Sistema di guida accurato

Cons

  • Realizzazione tecnica altalenante
  • Vistosi cali di frame-rate

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