A cinque anni esatti di distanza dalla conquista del primo titolo in MotoGP, Valentino Rossi si appresta ad affrontare la penultima gara della stagione 2006 con l’obiettivo di scalzare Nicky Hayden dalla testa della classifica e assicurarsi la sesta corona iridata consecutiva. L’italiano arriva al Gran Premio del Portogallo, all’Estoril, dopo aver recuperato 39 punti sull’americano in quattro gare, e con solo altre 12 lunghezze da recuperare prima della fine del round finale di Valencia. Domenica un risultato nullo per Rossi potrebbe ovviamente consegnare il titolo nelle mani di Nicky Hayden, ma i precedenti ci dicono che si tratta di una cosa poco probabile visto che Rossi, a Estoril, è sempre salito sul podio. Sulla pista portoghese Rossi ha vinto in quattro occasioni, compresa la prima volta che vi ha corso con la Yamaha nel 2004, mentre il miglior risultato dell’americano è stato il settimo posto dell’anno scorso che colloca il circuito tra quelli a lui meno favorevoli.
La posizione del circuito, a soli sette chilometri dalla costa atlantica, lo rende particolarmente soggetto a repentini cambiamenti climatici, favoriti dal forte vento proveniente dall’oceano, tanto che i piloti non possono mai dare nulla per scontato. L’anno scorso, ad esempio, per la prima volta è stata utilizzata la regola del flag-to-flag anche se, contrariamente a quanto successo a Phillip Island quest’anno, allora nessun pilota ha optato per il cambio di moto.
In quella occasione, il compagno di squadra di Rossi, Colin Edwards, è stato una delle vittime del tempo variabile, cadendo nel corso del ventiquattresimo giro per poi risalire fino alla sesta posizione finale. Quest’anno il pilota americano spera di avere maggior fortuna e di poter sfruttare i recenti progressi fatti con la sua YZR-M1, culminati con un tempo record nei test di Motegi, per chiudere la stagione in positivo.
VALENTINO ROSSI: DUE TRACCIATI IMPEGNATIVI
Valentino Rossi è fiducioso di poter essere più veloce di Nicky Hayden in qualsiasi situazione, anche se ammette che i prossimi due circuiti non sono tra i suoi preferiti. L’italiano tuttavia ritiene che il competitivo pacchetto messogli a disposizione dagli ingegneri Yamaha, dopo un’estate di intenso lavoro, possa adattarsi sia alle esigenze dell’Estoril sia a quelle di Valencia, dandogli la possibilità di difendere il titolo come nelle precedenti stagioni.
“Abbiamo due piste difficili da affrontare ma penso che la nostra M1 possa essere veloce su entrambe,” ha detto Rossi. “Da Brno, dove abbiamo capito cosa fare per far lavorare di nuovo al 100% la moto, siamo sempre saliti sul podio. Penso che adesso siamo forti come i nostri rivali e che quando siamo al nostro massimo possiamo sempre lottare nelle posizioni di testa. Ovviamente sappiamo che avremmo potuto vincere più gare se fossimo stati a questo livello fin da inizio stagione ma, ormai, non possiamo far nulla al riguardo. Adesso conosciamo il nostro potenziale e, ultimamente, quando siamo partiti davanti siamo sempre saliti sul podio. Dobbiamo continuare in questo modo.
Ogni persona coinvolta ci ha aiutato a tornare a questo livello. Penso che il livello di motivazione della nostra squadra sia il migliore del paddock. È incredibile: davvero il più alto in assoluto e per questo devo ringraziare tutti di nuovo. In realtà a me piace il Portogallo – nel 2004 in special modo la moto è andata benissimo. Nel 2005 abbiamo avuto qualche problema di gomme e in più era la seconda gara dell’anno e il tempo non ci ha aiutato affatto. Spero che questa volta faccia più caldo, che non piova e che con la Michelin si riesca a trovare una buona gomma”.
COLIN EDWARDS: E’ IL NOSTRO TURNO PER UN PO’ DI SOLE!
Anche Colin Edwards spera che il recente lavoro fatto sulla YZR-M1 possa dare i suoi frutti nelle ultime due gare della stagione. Con il cambiamento di regolamento previsto per il 2007 e lo sviluppo della 800cc ben avviato, il texano spera di completare in crescendo “l’era” della moto attuale, come ha spesso dimostrato di poter fare nel corso delle due passate stagioni.
“Nei test di Motegi, dopo l’ultima gara, abbiamo fatto dei bei passi in avanti: mi sembrava di volare in pista quel giorno”, racconta Edwards. “Ci restano solo due gare da fare con questa moto ma è sempre importante cercare di migliorare nei test in modo da poterne utilizzare i risultati in gara, esattamente ciò che speriamo di fare in Portogallo. Anche se nei due GP precedenti non abbiamo ottenuto esattamente i risultati che volevamo, il feeling generale sulla moto è migliorato e quindi, con un po’ di fortuna e il lavoro di Motegi, all’Estoril avremo un pacchetto competitivo.
“L’anno scorso sono stato sfortunato a cadere ma poi sono risalito in sella e ho recuperato fino alla sesta posizione. Questa volta spero comunque di far meglio! Per quanto riguarda la pista, non provo sensazioni particolari: è un tracciato che ha un po’ di tutto e di solito è adatto alla nostra moto. Anche il posto non è affatto male, la costa è bellissima e il cibo grandioso. L’unico problema può essere il tempo, ma dopo la sfortuna di quest’anno forse è arrivato anche per noi il momento di un po’ di sole!”
DAVIDE BRIVIO: TENERE IN VISTA L’OBIETTIVO
Dopo gli ottimi recenti risultati il direttore del Camel Yamaha Team Davide Brivio è convinto che la cosa più importante adesso sia che la squadra mantenga ben chiaro il proprio obiettivo. Dai 51 punti di distacco di appena quattro gare fa, Valentino adesso vede la vetta della classifica e Brivio è determinato a non lasciar sfuggire questa opportunità.
“Siamo arrivati alla fase finale del campionato, una fase vitale, e non dobbiamo perdere la concentrazione,” afferma Brivio. “Il nostro obiettivo per l’Estoril è continuare come nelle ultime gare e arrivare all’ultimo round in una posizione favorevole per lottare per il titolo. Sarà dunque una gara molto importante perché dobbiamo cercare di ridurre al massimo il gap per metterci nella posizione migliore per vincere a Valencia.
“Colin ha fatto degli ottimi progressi nei test di Motegi. Se saremo in grado di confermarli all’Estoril e a Valencia penso che lo vedremo di nuovo a combattere nelle posizioni di testa. Sfortunatamente quest’anno ha faticato molto con il set up della moto ma non per questo ci arrendiamo! Abbiamo fiducia in lui e sappiamo che possiamo vederlo in posizioni migliori nelle ultime due gare”.
TECNICAMENTE PARLANDO: L’ESTORIL SECONDO MIKE NORTON
L’ Autodromo Fernanda Pires de Silva è una pista di gradi contrasti. Il suo rettilineo principale, uno dei più lunghi della MotoGP, permette di superare i 340 chilometri orari, mentre la chicane è una delle più lente in assoluto. La pista, in generale, ha la velocità media più bassa del mondiale, data dalla maggioranza di curve da seconda o da terza e dal carattere tortuoso del tracciato che raramente richiede una grande apertura del gas. Tuttavia curve come la Parabolica e la quinta dopo il traguardo, da 200 all’ora, sono tra le più impegnative del mondiale per moto e pilota. Con tali contrastanti aspetti da tenere in considerazione, i meccanici e i tecnici della Michelin non possono che cercare un compromesso in tutti gli assetti della moto.
“Le sospensioni, anteriore e posteriore, devono essere regolate per rendere al meglio alla fine della gara, in modo da aiutare le gomme che sono sottoposte ad un grande stress a causa delle curve di questa pista, nove e destra e quattro sinistra,” spiega Mike Norton, il tecnico delle sospensioni Öhlins di Valentino Rossi. “Non si tratta di una pista particolarmente tecnica ma mette sotto pressione le gomme e quindi la messa a punto deve cercare di ovviare il più possibile a questo fatto”.
“L’Estoril richiede un buon compromesso per affrontare sia le sezioni tortuose e lente del tracciato sia le curve più veloci, come la numero cinque e la Parabolica. Il maggior problema l’anno scorso è stato la temperatura delle gomme, a causa della pioggia e della temperatura di inizio primavera”.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!