orvolare le vette più alte dei vari continenti del pianeta, stabilire nuovi primati mondiali, esplorare le risorse umane e tecnologiche: è questo il progetto globale di Angelo d’Arrigo, pluricampione del mondo di volo libero con deltaplano. L’ultima impresa lo ha visto affrontare l’Aconcagua, la cima che con i suoi 6.962 metri di altezza domina la Cordigliera delle Ande, la seconda catena montuosa più alta del mondo. Qui, il 31 dicembre 2005, Angelo d’Arrigo ha stabilito il nuovo record mondiale di altitudine raggiungendo quota 9.100 con il suo deltaplano.
Per raggiungere il Campo Base di questa magnifica vetta (posto a quota 4.300 metri) Angelo d’Arrigo ha attraversato la Patagonia quindi il continente sud americano per arrivare al confine tra Cile ed Argentina. E al suo fianco c’era Fiat Sedici, il nuovo 4x4 di cui aveva avuto modo di apprezzarne la polivalenza nel corso dei suoi allenamenti sul vulcano attivo più alto d’Europa: l’Etna. Per le sue caratteristiche, infatti, il nuovo modello unisce il piacere di guida e l’handling di una compatta con le performance di un SUV, come dimostra anche il nuovo sistema 4x4, di tipo inseribile con differenziale centrale e 3 modi operativi (2WD, AUTO e LOCK).
Quindi, l’impresa sull’Aconcagua è l’ennesima tappa dell’ambizioso progetto di Angelo d’Arrigo nel mondo dell’avventura, dell’esplorazione e della natura. Nel 2001 il campione attraversa il deserto del Sahara in volo con il suo deltaplano, poi nel 2002 realizza la prima traversata della Siberia. Quindi nel 2004 Angelo sorvola la vetta più alta della Terra: l’Everest. In un contesto estremo, quale il sorvolo dell’Everest attraverso gli altipiani Tibetani e le foreste subtropicali del Nepal, Angelo d’Arrigo realizza un altro primato: raggiunge il Campo Base dell’Everest a quota 5.200 metri con due Fiat Panda 4X4. Oltre ad essere la prima volta per un piccolo off-road, l’impresa è ancora più straordinaria se si considera che le due vetture sono state preparate solo con alcune modifiche alla calibrazione della centralina controllo motore per adeguarle alla benzina locale.
Del resto per raggiungere le zone più remote del pianeta il campione deve affidarsi a mezzi di assistenza e di trasporto terrestre diventati ormai essenziali per i suoi obiettivi. Ecco perché, in ciascuna di queste spedizioni, Fiat Auto è stata un partner d’eccezione: sia con le sue auto per trasportare uomini e materiali fino ai Campi Base; sia come supporto tecnologico con il Centro Ricerche Fiat per testare tutti i materiali usati nelle sue imprese. In particolare, Angelo d’Arrigo si è preparato presso le Gallerie Aerodinamica e Climatiche di Orbassano (Torino) effettuando diverse simulazioni nelle più svariate condizioni ambientali. È questo, infatti, il luogo ideale dove, dal 1976, Fiat Auto conduce le prime fasi di sviluppo delle sue vetture: una volta, impiegando attrezzature e metodologie sperimentali, oggi utilizzando le più avanzate tecniche di calcolo e simulazione numerica
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