Formula 1: gli obiettivi di Renault Sport F1 per il 2015

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Sono ormai oltre 35 anni che Renault incarna lo spirito francese in Formula 1. Presente dal 1977, Renault ha imposto il proprio stile sui circuiti, adottando scelte tecnologiche ambiziose e avanguardiste. Dalla fine degli anni ’70 con il motore turbo, fino al 4° titolo consecutivo di Campione del Mondo Costruttori ottenuto con il V8 Renault, i numerosi successi riportati con le due ultime generazioni sono esemplari. Nel 2014, il regolamento tecnico della Formula 1 ha subìto una profonda trasformazione. Le originali tecnologie introdotte nei nuovi propulsori hanno stimolato la creatività e le competenze tecniche di Renault Sport F1. La sfida è inedita e l’obiettivo non è cambiato: vincere. «Le chiavi del successo in Formula 1 comprendono una passione assoluta, incessanti sforzi e un’innovazione permanente. Abbiamo alzato l’asticella, ma le nostre aspettative sono a loro volta cresciute». Cyril Abiteboul, Direttore Generale.

Renault affronta il 2015 con due obiettivi ben precisi: fornire gruppi propulsori che si dimostrino al tempo stesso competitivi ed affidabili, migliorando contestualmente il livello di performance rispetto all’anno precedente. Guardando le cose con distacco, dopo aver vissuto una difficile stagione 2014, Renault Sport F1 ha deciso di far evolvere lo stabilimento di Viry-Châtillon per raggiungere meglio i propri obiettivi. È stata così realizzata un’importante riorganizzazione, per lanciare la stagione 2015 su nuove basi.

«In Formula 1, le cose avanzano molto rapidamente. La disciplina evolve costantemente, al pari della tecnologia, e la competizione non si ferma mai. Il sito di Viry deve quindi imperativamente seguire lo stesso ritmo, spiega Cyril Abiteboul, Direttore Generale di Renault Sport F1. Lo stabilimento aveva bisogno di un nuovo slancio. Non ci sono mai mancati mezzi materiali o finanziari nel 2014, ma non abbiamo praticamente sfruttato queste risorse in tempo utile e in modo sufficientemente coordinato per ottenerne le qualità ottimali.

Durante la breve pausa invernale, abbiamo adottato alcune misure per avanzare e progredire, dando la priorità ad alcuni cambiamenti strutturali. Citerò tre delle diverse trasformazioni introdotte, per spiegare dove si concentreranno i nostri sforzi nel 2015.

Più fluida, questa nuova struttura consentirà innanzitutto di rispettare l’esigenza di evolvere e adattarsi costantemente nel cuore stesso di Renault Sport F1. In questa prospettiva, sono stati istituiti due dipartimenti: uno affidato a Rob White, e il secondo posto sotto la responsabilità di Jean-Paul Gousset. Nelle sue funzioni di “Chief Technical Officer”, Rob sfrutterà la sua approfondita conoscenza di Renault Sport F1 per definire la strategia e la road-map che consentiranno di acquisire, sviluppare e utilizzare le competenze tecniche nella Società. Ovviamente, tale polo continuerà sempre a seguire con attenzione la nostra attività in Formula 1.

Le performance in F1 dipendono innanzitutto dall’efficacia e dalla qualità della produttività umana: di conseguenza, abbiamo affidato in parallelo a Jean-Paul la funzione di “Organisational Performance Officer”. Ex capo produzione, gestirà da oggi l’insieme del protocollo e delle procedure. Jean-Paul avrà quindi il compito di controllare tutto, dai minimi dettagli ai cambiamenti più importanti, perché è proprio l’associazione di entrambi i fattori che stimola e conserva lo spirito di competizione che deve regnare a Viry-Châtillon.

La creazione del polo “sviluppo”, con a capo Naoki Tokunaga, assicura la supervisione del dipartimento ingegneria, che continua a essere diretto da Jean-Philippe Mercier. Naoki si occuperà direttamente dei rami “performance” e “affidabilità”. L’integrazione di questi due servizi trasversali ci avvicina al modello organizzativo che esiste oggi nelle scuderie di Formula 1, e dovrebbe quindi permettere di creare ponti e sinergie con i nostri clienti.

L’ultimo cambiamento importante riguarda la missione di Rémi Taffin, deputato alla supervisione dell’insieme delle operazioni di Renault Sport F1, dai banchi prova alla pista, passando per l’assemblaggio dei componenti. Affidando tali responsabilità a qualcuno come Rémi, esperto del mondo delle corse, ci auguriamo che lo spirito di competizione non si limiti alla pista, ma coinvolga anche tutti i laboratori dello stabilimento. Questa comunicazione semplificata ci consentirà di essere più reattivi rispetto ai cambiamenti e di garantire una migliore qualità dei controlli e dei costi presso i nostri clienti, interni ed esterni.

È ancora troppo presto per apprezzare i reali vantaggi di tale riorganizzazione, ma tutti i cambiamenti sono stati studiati in una prospettiva a lungo termine. Grazie alla maggiore flessibilità e alla migliore efficacia conquistata per tutte le operazioni, dovremmo poter iniziare a misurarne l’impatto circa a metà stagione».

Nonostante una competizione che si annuncia molto agguerrita nel 2015, Renault è determinata ad affermare la sua presenza e a migliorare il bilancio delle tre vittorie registrate lo scorso anno. «Avevamo un programma di lavoro chiaro quest’inverno e sappiamo oggi cosa abbiamo realizzato, conclude Cyril. Riteniamo di aver progredito a livello delle performance, migliorando parallelamente l’affidabilità. Ignoriamo dove si collochino i nostri avversari, e la questione del divario tra noi e i nostri concorrenti resterà in sospeso fino ai primi giri di pista. Siamo però fiduciosi, tenuto conto degli sforzi profusi per recuperare il nostro ritardo, e affrontiamo la stagione 2015 con serenità. Il nostro obiettivo è ridurre al massimo il gap, in modo da fornire a Red Bull Racing e Scuderia Toro Rosso una monoposto più performante sui circuiti, indipendentemente dalle loro caratteristiche e sensibilità».

Nonostante il 2015 coincida con la seconda stagione di competizione per i rivoluzionari gruppi propulsori introdotti l’anno scorso, questi ultimi continuano a porre ai motoristi una sfida ambiziosa. «Nello sviluppo di qualsiasi nuovo motore, il secondo anno costituisce sempre una sfida importante» spiega Rob White, “Chief Technical Officer” di Renault Sport F1.

Il progetto di gruppo propulsore 2015 è stato lanciato sei mesi prima del debutto in pista delle unità 2014. In altri termini, disponevamo a quell’epoca di pochi dati significativi su questa nuova tecnologia. Abbiamo poi dovuto gestire le difficoltà sopraggiunte durante la scorsa stagione. L’importante, quindi, è saper anticipare restando reattivi.
Suddividere le risorse tra i due progetti esige che si individui il giusto equilibrio per assicurare il successo a breve e lungo termine. Abbiamo preso numerose decisioni a monte e preferito, invece, rinviare alcune scelte progettuali, per beneficiare al massimo dell’esperienza acquisita con i gruppi propulsori 2014. In definitiva, il nuovo Renault Energy F1 possiede un forte potenziale e si distingue nettamente dal predecessore
».

Abbiamo realizzato sostanziali modifiche per diventare più competitivi e più affidabili. Dopo aver identificato gli elementi fondamentali, li abbiamo considerati prioritari per poter migliorare tutti i sistemi e sotto-sistemi del propulsore. Le principali evoluzioni riguardano il motore a combustione interna, il turbocompressore e la batteria. In conformità con il regolamento tecnico 2015, il V6 disporrà di una nuova camera di combustione. Abbiamo anche rivisitato e corretto la progettazione dell’impianto di scarico e delle trombette di aspirazione a lunghezza variabile. Infine, il compressore sarà più efficace e i sistemi di recupero dell’energia si adatteranno ad esigenze più elevate.

Il gruppo propulsore 2014 era già ben posizionato rispetto al proprio baricentro, ma abbiamo concentrato la disposizione globale delle parti per consentire alla nuova unità di integrarsi più facilmente nel telaio. Inoltre, si è proceduto a razionalizzare e semplificare numerosi sistemi e funzioni. In sintesi, sono stati ripresi ben pochi componenti della versione 2014 per il successore».

In questa stagione, tutti i cambiamenti correlati alle performance sono realizzati riferendosi ad un sistema di “gettoni”. Il gruppo propulsore si divide in numerosi sottoinsiemi, ciascuno dei quali ha un proprio valore espresso in gettoni, per raggiungere un totale di 66. Per la stagione 2015, ogni motorista potrà utilizzare 32 gettoni su 66, equivalenti al 48% del propulsore.

Per la stagione 2015 sono autorizzati soltanto quattro gruppi propulsori per pilota, e quindi uno in meno rispetto all’anno scorso. I nuovi V6 turbo ibridi dovranno quindi resistere più a lungo, e l’affidabilità svolgerà un ruolo ancora più cruciale. «Certo, i risultati 2014 in materia si sono rivelati inferiori alle nostre aspettative, ammette Rémi Taffin, Direttore delle Operazioni. Tuttavia, abbiamo lavorato alacremente e ottenuto autentici progressi a livello dell’affidabilità nella seconda metà della stagione.

In realtà, pensavamo già al 2015, poiché tutti i componenti sono stati utilizzati secondo regole che entreranno in vigore soltanto in questa stagione. Concretamente, invece di basarci su un ciclo di cinque propulsori per stagione, abbiamo ragionato sulla base di quattro unità assegnate, sottoponendo quindi i componenti al 20% di sollecitazioni supplementari.
Con soli quattro propulsori autorizzati quest’anno, il nostro margine di manovra si riduce necessariamente, prosegue Rémi. Sarà anche più difficile riutilizzare un componente che ha avuto un problema. Ciò nonostante, affrontiamo la stagione con la certezza di essere ben preparati. Come ho già detto, abbiamo iniziato da tempo a sollecitare i diversi elementi del propulsore in funzione delle nuove esigenze in termini di longevità. Abbiamo incontrato poche difficoltà, e ciò è incoraggiante
».

A fronte di un obiettivo chiaro e misurato, Rob è ottimista per questa nuova stagione: «In primo luogo, dobbiamo dar prova di affidabilità e competitività, avvicinandoci ai leader. Rispetto al 2014, abbiamo compiuto progressi particolarmente significativi. Anche se è difficile prevedere dove ci collocheremo rispetto ai concorrenti, sappiamo già che il nostro programma di lavoro è stato rispettato e che i nostri obiettivi in termini di performance sono in fase di realizzazione. È di buon auspicio prima che la stagione prenda il via».

Introdotti l’anno scorso ed estremamente innovativi, i gruppi propulsori di nuova generazione associano un motore a combustione interna turbocompresso e due potenti impianti di recupero dell’energia. Queste unità ibride sono considerate i gruppi motopropulsori più innovativi mai scesi in pista. Il V6 turbo e i suoi generatori elettrici si rivelano particolarmente performanti e l’insieme vanta un rendimento energetico straordinario: i nuovi gruppi propulsori possono erogare, infatti, una potenza di 850 cv con un consumo di appena 100 kg di carburante a corsa.

PRINCIPALI ELEMENTI
• Propulsore V6 1.6 litri turbocompresso a combustione interna.
• Iniezione diretta.
• Regime massimo motore 15.000 g/min.
• Potenti sistemi di recupero dell’energia composti da due motori elettrici: MGU-H, che recupera l’energia a livello dello scarico, e MGU-K, che recupera l’energia cinetica in frenata.
• L’energia elettrica viene immagazzinata in una batteria.
• La potenza massima erogata raggiunge 850 cv.
• Doppia restrizione sul consumo di carburante: la quantità di benzina utilizzata durante la corsa non può superare 100 kg, e la portata dell’iniezione di carburante è limitata a 100 kg/h.
• 4 gruppi propulsori assegnati a ciascun pilota per l’intera stagione.

CALENDARIO 2015

Australia (Melbourne)
15/03/2015

Malesia (Kuala Lumpur)
29/03/2015

Cina (Shanghai)
12/04/2015

Bahrein (Sakhir)
19/04/2015

Spagna (Barcellona)
10/05/2015

Monaco (Monte Carlo)
24/05/2015

Canada (Montréal)
07/06/2015

Austria (Spielberg)
21/06/2015

Gran Bretagna (Silverstone)
05/07/2015

Germania
19/07/2015

Ungheria (Budapest)
26/07/2015

Belgio (Spa-Francorchamps)
23/08/2015

Italia (Monza)
06/09/2015

Singapore (Singapore)
20/09/2015

Giappone (Suzuka)
27/09/2015

Russia (Adler)
11/10/2015

Stati Uniti (Austin)
25/10/2015

Messico (Città del Messico)
01/11/2015

Brasile (Interlagos/San Paulo)
15/11/2015

Abu Dhabi (Abu Dhabi)
29/11/2015

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