General Motors entra nell'USCAP

General Motors ha annunciato che entrerà a far parte dell’associazione USCAP (United States Climate Action Partnership), diventando così il primo...

General Motors ha annunciato che entrerà a far parte dell’associazione USCAP (United States Climate Action Partnership), diventando così il primo costruttore di automobili che sostiene la richiesta di questo gruppo apartitico per un’azione volta ad intervenire sul cambiamento climatico attraverso tecnologie avanzate, basandosi su di un’economia aperta, guidata dal mercato. USCAP è un’associazione, formata da società che rappresentano settori chiave dell’economia e da organizzazioni non-governative, che all’inizio dell’anno ha diffuso una serie di principi e di raccomandazioni per rallentare, arrestare ed invertire, nel più breve tempo possibile, il continuo aumentare delle emissioni di gas effetto serra. Sei sono i concetti fondamentali che guidano l’azione associativa: tenere conto delle dimensioni globali del cambiamento climatico; riconoscere l’importanza della tecnologia; essere efficacemente operativi in campo ambientale; creare opportunità e vantaggi economici; essere imparziali nei confronti di settori il cui impatto è superiore alla media; individuare ed incoraggiare un’azione immediata.

«GM è lieta di essere entrata a far parte di USCAP e di poter così contribuire a dare risposte concrete alle preoccupazioni derivanti dal cambiamento climatico» ha detto Rick Wagoner, presidente ed amministratore delegato di General Motors. «Il segreto, a nostro parere, sta nel differenziare l’offerta di energia, ovvero nella capacità di offrire al pubblico veicoli in grado di funzionare anche con fonti energetiche alternative e sistemi di propulsione che permettono di fare a meno del petrolio e di ridurre le emissioni di gas effetto serra. Abbiamo apprezzato in modo particolare il fatto che USCAP riconosca l’importante ruolo che la tecnologia può giocare al fine di arrivare ad una soluzione economicamente valida».

GM vede, dunque, nella necessità di promuovere la sicurezza delle fonti energetiche e di ridurre le emissioni di gas effetto serra un’esigenza economica oltre che un obbligo sociale. Il gruppo ha una propria politica mondiale integrata per rispondere alla crescente domanda di autoveicoli, ma al tempo stesso diminuirne l’impatto ambientale.

Come costruttore di autoveicoli di ogni genere, il gruppo GM sta perseguendo l’obiettivo di una diversificazione energetica in tutta la sua gamma, offrendo veicoli che possano funzionare con fonti energetiche differenti ed avanzati sistemi di propulsione che possano fare a meno del petrolio e ridurre così le emissioni di gas effetto serra. Al tempo stesso, GM continua a migliorare l’efficienza dei suoi motori a combustione interna e costruisce più veicoli di qualsiasi altro costruttore in grado di percorrere oltre 30 miglia con un gallone su strade extra-urbane. Il gruppo è, inoltre, impegnato a sostituire i tradizionali carburanti derivati dal petrolio con biocarburanti, come per esempio la miscela E85. Al tempo stesso GM sta ampliando ed accelerando in modo significativo lo sviluppo di veicoli elettrici, ibridi, ibridi ad innesto, fuel-cell ed elettrici a maggiore autonomia.

General Motors ritiene che questo approccio offra una soluzione più efficace di quella dell’attuale programma CAFE (Corporate Average Fuel Economy), che nel corso di oltre 30 anni ha fallito drasticamente gli obiettivi che si era posto. Da quando il programma CAFE è entrato in atto, infatti, il numero dei veicoli in circolazione e la loro percorrenza sono quasi raddoppiate. In questi circa trent’anni, solo negli Stati Uniti, i consumi di benzina sono aumentati del 60% e le importazioni di greggio di oltre il 100%. Questi aumenti si sono verificati nonostante i costruttori di automobili abbiano ridotto del 60% il consumo dei veicoli commerciali e di quasi il doppio quello delle autovetture - il gruppo GM ha ridotto i consumi della sua gamma più di ogni altro costruttore di autoveicoli.

In una sua dichiarazione rilasciata prima del Congresso dello scorso mese di Marzo, Wagoner ha detto che «è arrivato il momento per una nuova, più ampia e lungimirante politica nazionale che ci permetta di lavorare su ciò che ci permetterà di fare la differenza e ridurre consumi di petrolio ed emissioni di CO2».

Nella stessa occasione, Wagoner ha anche dichiarato che GM è disposta a discutere circa i limiti sul CO2 nell’economia americana nell’ambito di una più ampia politica sul cambiamento climatico. La posizione di GM è coerente con l’impegno di USCAP per una politica economica vasta ed un tessuto legislativo che comprenda un programma obbligatorio flessibile di commercio sicuro.

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