La nuova Mercedes-Benz SLK: design affascinante, comfort straordinario per una Roadster, tecnologie raffinate ed infinito piacere di guida open-air. La storia di successi di questa agile vettura sportiva, arrivata alla terza generazione, è iniziata nel 1994 con una showcar. L’SLK ha radici ancora più lontane che risalgono al modello 190 SL, vettura da sogno per gli appassionati già dal 1955, quando nella Repubblica Federale Tedesca era appena iniziata la ripresa economica. Nel 1996, con la produzione in serie, SLK ha dato vita ad un nuovo segmento di mercato. Con l'hard-top ripiegabile in acciaio che in pochi secondi trasforma il Roadster in Coupé, questa vettura è un modello di riferimento nel segmento delle automobili scoperte. Il successo di SLK ha superato tutte le aspettative, oggi sono più di mezzo milione gli entusiasti proprietari. 190 SL del ‘55: una nuova Stella nel firmamento automobilistico Con SLK, Mercedes-Benz ha rinnovato la sua tradizione nel segmento Roadster. Il modello 190 SL, suo diretto antenato, deve la sua esistenza soprattutto alla caparbietà di Maximilian Edwin Hoffman. Questo abile commerciante americano dal 1946 già importava automobili europee negli USA, dimostrando un intuito infallibile e una grande sensibilità per i gusti del pubblico, nel 1953 esortò i consigli direttivi della Daimler-Benz a produrre, oltre alla 300 SL, un'altra auto sportiva più accessibile per il mercato americano. Per conquistare la clientela statunitense, la 190 SL venne concepita come un’affascinante auto sportiva dal prezzo contenuto. Dopo solo cinque mesi di progettazione, il 6 febbraio 1954 la 190 SL celebrò il suo debutto mondiale a New York accanto alla leggendaria 300 SL “Ali di gabbiano”. Diversamente dalla 300 SL, la 190 SL non era stata concepita come un'auto sportiva purosangue, bensì come una due posti sportivo-elegante per i viaggi e gli spostamenti quotidiani. Come autotelaio era stato utilizzato il pianale accorciato della Mercedes-Benz 180 (W 120) con l'assale oscillante monosnodo con punto di rotazione ribassato già adottato dal tipo 220 (W 180). Le sospensioni anteriori con telaio ausiliario erano invece state riprese dal modello Mercedes-Benz 180. La 190 SL era spinta da un quattro cilindri di nuova concezione da 1,9 litri, albero a camme in testa e 105 CV di potenza. A seconda delle condizioni, la vettura poteva raggiungere una velocità di oltre 170 km/h e accelerava da zero a 100 km/h in 14 secondi. La produzione in serie venne avviata a maggio 1955.
La 190 SL era disponibile sia in versione Roadster con capote che come Coupé con hard-top amovibile, a scelta con o senza capote. Numerosi personaggi famosi scelsero questa elegante vettura sportiva per valorizzare la propria immagine, tra cui anche Grace Kelly e Frank Sinatra, che nel film “Alta società” guidavano una 190 SL. La Mercedes-Benz 190 SL venne prodotta fino al 1963. Quanto questo modello fosse popolare e di successo è dimostrato dalle cifre di produzione: tra maggio 1955 e febbraio 1963, a Sindelfingen ne sono stati prodotti 25.881 esemplari; molto più di quanto inizialmente sperato. Due studi di design per un nuovo genere di Roadster Su queste premesse storiche, decenni dopo fu logico arrivare ad una riflessione: perché i modelli ormai consolidati Mercedes-Benz Classe SL non avrebbero potuto avere nuovamente un “fratello minore”? Dopo tutto, la Casa di Stoccarda aveva avviato un'offensiva di prodotti fino ad allora inaudita, a cui una Roadster compatta avrebbe potuto dare impulsi decisivi, sottolineando fortemente l'anima sportiva del marchio con la Stella. Ben presto venne trovata la sigla adatta per il nuovo modello: SLK. Queste tre lettere stanno per le sue principali caratteristiche, ovvero "sportiva, leggera e corta" (in tedesco: "sportlich, leicht und kurz") e hanno un'assonanza quasi mistica che ricorda i grandi successi sportivi conseguiti dalla scuderia Mercedes-Benz negli anni Venti e Trenta. Nell'aprile del 1994, per la prima volta a Torino gli appassionati di vetture scoperte poterono farsi un'idea di come la Mercedes-Benz si immaginava una Roadster compatta. Una showcar color argento brillante, con un'aura decisamente sportiva e spartana, affascinò i professionisti del settore. Bruno Sacco, allora responsabile del settore Design del marchio, chiarì subito dove si voleva arrivare: “Stiamo mostrando uno studio di Roadster orientato al futuro, che coniuga in modo unico il puro piacere di guida con le tipiche doti di sicurezza delle vetture Mercedes”. Per soddisfare queste aspettative occorreva un'assoluta originalità dal punto di vista formale. Lo studio SLK rifletteva questo obiettivo attraverso le sue dimensioni esterne compatte e una serie di evidenti peculiarità. Sbalzi corti sul frontale e sulla coda, abbinati ad una linea cuneiforme fortemente marcata, esprimevano tutto il divertimento di una guida attiva. In più, i due “powerdome” sul cofano motore, rivolti nel senso di marcia, rappresentavano un omaggio all'antenata di tutte le SL degli anni Cinquanta. Lo studio SLK metteva in vista ampie superfici di metallo lucente. Solo il 20% degli interni era rivestito, mentre sulla plancia high-tech predominavano forme audaci e materiali raffinati. A settembre dello stesso anno, al Salone dell'Automobile di Parigi, i responsabili della Mercedes-Benz dimostrarono con quanta serietà avessero preso in considerazione fin dall'inizio il progetto SLK. Al Salone venne presentato un secondo studio, stavolta dotato di un hard-top ripiegabile e in una raffinata veste personalizzata di colore blu, con rivestimenti in pelle blu e vari dettagli per il comfort come cambio automatico, climatizzatore, alzacristalli elettrici, impianto HiFi e molto altro ancora. Con questo modello, Mercedes-Benz dimostrò efficacemente le ampie attrattive e potenzialità che si possono celare in una Roadster compatta.
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