IMPREZA Sport Wagon Bi-Fuel

MotoriSubaru

Con il lancio della nuova Impreza si è aperto un capitolo nuovo per quanto concerne la storia di Subaru.
IMPREZA Sport Wagon Bi-Fuel
Infatti con questa nuova vettura si vuole interessare un pubblico sempre più vasto e soddisfare esigenze sempre più specifiche.

Con le versioni sovralimentate, da 225 e 265 cavalli, si accontenta il cliente sportivo, quello che oltre ad un mezzo di trasporto vede l’automobile come un piacere, come lo strumento per soddisfare la sua voglia di guidare in modo sportivo.

Con il motore due litri aspirato, invece, si va ad interessare tutta quella clientela che necessita di un mezzo versatile, affidabile ma soprattutto sicuro in qualsiasi situazione ci si possa venire a trovare. Compresa una fetta sempre più ampia di pubblico femminile che considera l’Impreza per la sua versatilità e la sua eleganza, ma anche per la compattezza delle forme, la sportività delle linee e la concreta sicurezza che sa offrire in tutte le situazioni.
Proprio l’Impreza due litri aspirata, nella versione a tre volumi, Sport Wagon, acquista oggi una valenza del tutto particolare perché alla sua flessibilità in termini di spazio e alla sua capacità di muoversi con sicurezza anche in condizioni meteo e stradali proibitive, aggiunge oggi anche l’economia di esercizio data dalla trazione a doppia alimentazione, benzina-GPL, che le consente di poter raggiungere dei costi di esercizio, anche in rapporto ai motori alimentati a gasolio, decisamente minimi.
In questo modo raggiunge dei livelli di utilizzo assoluti, infatti la trazione integrale permanente di cui è dotata, come tutte le Subaru dal lontano 1972, le consente di poter essere utilizzata in modo incredibilmente efficace tutte le volte che l’inclemenza del tempo crea disagi alla circolazione stradale. In quest’ottica appare il mezzo ideale per chi è “costretto” a muoversi indipendentemente dal tempo e dalle situazioni ambientali. Ma anche senza prevedere delle condizioni meteo così estreme, si può dire che la trazione integrale AWD secondo Subaru di cui è dotata, è la risposta più efficace alla richiesta di sicurezza attiva che qualsiasi automobilista chiede alla propria vettura. Alla guida di questa Impreza chiunque può percepire la riserva di stabilità, sicurezza e padronanza del mezzo che è in grado di dare e questo per chilometri e chilometri. E proprio per questo, acquista una valenza formidabile l’impianto di alimentazione a GPL di cui oggi può essere dotata.
Si tratta di un impianto molto affidabile, progettato e costruito secondo le normative più severe in termini di sicurezza e di controllo ambientale, al punto che si può tranquillamente affermare che si tratta dell’impianto di alimentazione per motori endotermici più sicuro e “controllato” presente sul mercato.
Sono stati fatti dei passi in avanti incredibili dai vetusti impianti con il classico “polmone” che “distribuiva” gas un po’ dappertutto, spesso anche all’esterno dell’impianto!
Oggi l’impianto utilizzato è completamente elettronico, distribuisce il gas in forma liquida dosandone la quantità con una precisione assoluta, cilindro per cilindro, allo stesso modo dei più sofisticati impianti di alimentazione benzina elettronici. L’impianto poi è dotato di una ferrea procedura di autodiagnosi, così sofisticata da rientrare nelle normative europee EOBD (European On Board Diagnostic) che garantiscono il perfetto funzionamento di qualsiasi impianto di alimentazione del combustibile per motori a ciclo Otto o ciclo Diesel dal punto di vista delle emissioni e dei consumi.

L’Impreza 2.0 Sport Wagon così realizzata mantiene tutti i suoi plus per quanto concerne la sicurezza, la stabilità e la qualità della guida, con in più una riserva di autonomia senza pari e dei costi di gestione ridotti all’osso. Inoltre va detto che l’impianto si accoppia in modo superlativo alle caratteristiche del motore boxer da due litri al punto che i valori di coppia e di potenza si scostano di pochissimo da quelli rilevati con l’alimentazione a benzina (come analizzeremo in un capitolo specifico) che comunque permane.
Anzi va detto, per chiarezza, che l’impianto è complementare a quello a benzina ed è realizzato prima ancora che la vettura venga immatricolata. Tutte le volte che si mette in moto il motore l’avviamento avviene sempre a benzina. Questo per una serie di motivi, il principale è per poter assicurare a tutto l’impianto di alimentazione della benzina originario di poter mantenere efficiente ogni sua parte lubrificandola e “lavandola” da eventuali scorie ed impurità che il tempo può accumulare. Un altro motivo è che la fase dell’avviamento, essendo quella più critica per qualsiasi motore, effettuata a benzina viene fatta secondo le logiche elettroniche più coerenti con il progetto originale (infatti nel passaggio alimentazione a benzina- alimentazione e GPL alcuni algoritmi e alcuni dati essenziali di anticipo, regolazione del flusso e pressione sono modificati anche in modo cospicuo, in funzione delle temperature esterne, delle pressioni atmosferiche e dell’altitudine, per questo l’avviamento a benzina è il più “collaudato” e preciso che si possa avere).
Una volta messo in moto, il boxer a seconda della temperatura di lavoro che raggiunge, passa all’alimentazione a GPL in modo completamente automatico, senza che guidatore e passeggeri possano rendersene minimamente conto. L’indicatore di livello carburante presente in vettura segnala sia il livello di GPL sia della benzina, a seconda della posizione del commutatore.
Qualora, per qualsiasi motivo, il più semplice dei quali è l’esaurimento del GPL, non fosse più possibile continuare la marcia a GPL, l’elettronica di bordo commuta automaticamente in quella a benzina.
In questo modo si può avere una riserva di sicurezza elevatissima, potendo contare su due tipi di alimentazioni a controllo elettronico, e una riserva di autonomia elevatissima

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