Inizia con il piede giusto l’avventura Aprilia nell’enduro

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Con la trasferta a Linguaglossa è ufficialmente iniziata l’avventura dell’Aprilia RXV, la moto più esclusiva e rivoluzionaria, nel mondo dell’enduro.
Botturi Linguaglossa 2006
Dopo avere conquistato al debutto, nel 2004, il titolo mondiale Supermotard, la potente bicilindrica punta ora a imporsi anche nell’enduro, con una versione molto prossima a quella recentemente entrata in produzione di serie.

Lo sviluppo del progetto è affidato ad Alessandro Botturi, impegnato nella classe 450 4T, e ad Alex Zanni, che corre nella 500 4T, presenti in Sicilia pur consapevoli di affrontare un percorso non in grado di esaltare le caratteristiche del poderoso motore a V, nato da una geniale intuizione dei tecnici Aprilia. Due giornate primaverili non sono infatti bastate ad asciugare completamente il terreno di gara alle pendici dell’Etna, dove il fango è risultato ancora presente in proporzioni abbondanti al punto da imporre qualche modifica al percorso.

Le due impegnative giornate di apertura degli Assoluti d’Italia di enduro si sono concluse con due quinti posti di Alessandro Botturi nella combattutissima 450 4T e da un quinto e un terzo di Alex Zanni. Se la gara di Botturi è stata regolarissima, quella di Zanni è stata tutta in progressione, come confermato dai tempi delle prove speciali del sabato, in costante miglioramento nel terzo e quarto giro, ma soprattutto dai rilevamenti cronometrici della domenica. Tre delle ultime quattro prove speciali sono infatti state conquistate dall’Aprilia RXV di Alex Zanni.

Quelli ottenuti nelle due categorie sono risultati incoraggianti in prospettiva mondiale, poiché dimostrano che molte delle difficoltà, non solo tecniche, che interessano ogni moto al suo debutto, sono state superate. E la conferma arriva dalle parole di Stefano Passeri, che coordina l’attività del Team Aprilia nell’enduro: “Non possiamo che essere soddisfatti, soprattutto se si considera che i risultati di Alessandro e Alex sono stati ottenuti su un tracciato tortuoso, disseminato di buche e fango, le condizioni meno favorevoli per le nostre moto, che sono sciro impressioneranno quando i percorsi si faranno più scorrevoli. I nostri piloti hanno saputo adeguarsi alle difficoltà del fondo e hanno sfruttato l’opportunità di questa trasferta per proseguire il lavoro di sviluppo. Al termine delle due giornate di gara abbiamo infatti ben chiara la direzione nella quale è importante lavorare per l’evoluzione e la ricerca della competitività assoluta. Abbiamo quindi ben chiare in testa le soluzioni e ci spiace solo che il calendario non sia favorevole. La prima prova del mondiale è troppo vicina per consentirci di effettuare le modifiche pianificate”.

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