Da oggi la sicurezza stradale ha un valore riconosciuto anche a livello universitario. Dalla collaborazione tra il brand FIAT e Politecnico di Torino è nato Road School “Il laboratorio italiano di sicurezza stradale”, un progetto unico in Italia che riconoscerà 3 crediti formativi agli studenti che prenderanno parte ad un corso di guida ad hoc. Il corso di guida rivolto agli universitari prevede 16 ore di teoria, 9 di pratica e 25 ore di studio. I corsi verranno tenuti da piloti professionisti, ingegneri, docenti universitari e rappresentanti di Pubblica Sicurezza e permetteranno ai partecipanti di apprendere manovre in sicurezza: panic stop, skid, frenata differenziata. Le lezioni pratiche saranno realizzate in autodromo. Il corso inizierà nella prima settimana di marzo e sarà rivolto a 200 studenti del biennio.
L’Universiade invernale (di scena a Torino dal 17 al 27 gennaio prossimi) di cui FIAT è main sponsor, ha rappresentato l’occasione perfetta per costruire un progetto unico in Italia che racchiude due elementi fondamentali per il marchio FIAT: il mondo dei giovani e quello della sicurezza alla guida. Proprio durante l’Universiade verrà realizzato il primo corso dimostrativo pratico (Demo) con 40 partecipanti.
L’auspicio del brand FIAT è che questo progetto si possa replicare su tutto il territorio italiano coinvolgendo diversi atenei in modo da considerare la sicurezza stradale una vera e propria materia universitaria.
Road School rientra nel programma d’azione più ampio di FIAT per la sicurezza stradale 2003-2010, che prevede una serie di misure ed iniziative con un obiettivo preciso: contribuire a ridurre di almeno il 50% i decessi entro il 2010, considerando che tra i mezzi di trasporto, quello su strada conta il più alto prezzo in termini di vite umane.
Il 70% degli incidenti stradali ha come causa primaria il comportamento scorretto del conducente alla guida del veicolo. La sicurezza stradale, soprattutto quella dei giovani, è da sempre uno dei punti di forza del brand. Grazie a questo progetto, fatto in collaborazione con il Politecnico, il marchio FIAT vuole contribuire a sensibilizzare maggiormente il mondo universitario sul tema della guida sicura. La possibilità di vedersi riconosciuti dei crediti formativi facendo questo corso dovrebbe essere, in tal senso, un importante incentivo per coinvolgere i giovani.
Il Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo ha così commentato: “Il Politecnico di Torino è molto interessato ad offrire ai propri studenti l’opportunità di partecipare a un corso di sicurezza stradale e di poter contribuire a realizzare un progetto particolarmente importante per tutti e in particolare per i giovani. Proprio perché crediamo nella utilità dell’iniziativa abbiamo voluto sottolinearne la rilevanza accreditando i partecipanti al progetto, con 3 crediti formativi”.
Discussione 1
In realtà , presso il “Supercinema†della città delle acque, si è tenuto il convegno conclusivo del progetto “Strade Amare, strade da amare- campagna sulla sicurezza stradaleâ€.
Il percorso formativo, ideato dal prof. Antonio Sicignano e coordinato dal dirigente scolastico, dott. Sebastiano Piccolo, consisteva in una serie di conferenze tenute da personale esperto e qualificato a vario titolo.
In particolare sono intervenuti nei vari incontri previsti: il dott. Diego Marmo, Procuratore Generale presso il tribunale di Torre Annunziata, la dott.ssa Stefania Trotta, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Luigi Riello, magistrato già componente del C.S.M., il dott. Giovanni De Angelis, dirigente del tribunale di Gragnano, il dott. Luigi Petrillo, dirigente del commissariato P.S. di Castellammare, la dott.ssa Valeria Moffa, vicequestore della polizia stradale di Napoli, il cap. Giuseppe Mazzullo, comandante dei Carabinieri di Castellammare, il sen. Luigi Bobbio, relatore della legge sulla confisca dei ciclomotori, l’on. avv. Sergio Cola, relatore della legge sulla patente a punti, con i suoi giovani collaboratori l’avv. Andrea Imperato ed il p. avv. Gaspare Jucan Sicignano. Tuttavia il fiore all’occhiello del progetto era proprio il convegno conclusivo, in cui i ragazzi hanno potuto ascoltare le tragiche testimonianze del Maggiore dei Carabinieri Giuseppe Mari, padre di Catello noto calciatore deceduto lo scorso anno a causa di un incidente stradale, e di Alessio Tavecchio da Monza, ragazzo disabile per una caduta dalla moto e presidente dell'omonima fondazione, oltre che autore del libro "Cronaca di una gurigione in-possibile".
In una gremita sala del “Supercinemaâ€, davvero toccante si è rivelato l’intervento del Maggiore Giuseppe Mari, che ha esordito con espressioni, molto commoventi: «quando ti muore un figlio, ti muore l’anima e preferiresti che i fiori al cimitero fossero gli altri a portarli a te», ed ancora: «ai genitori consiglio di non aver paura di essere petulanti, insistete con i ragazzi in frasi del tipo “metti il cascoâ€, “metti la cintura†e “vai pianoâ€, io questa mattina sono in veste di genitore, un genitore sfortunato». Sempre all’insegna delle raccomandazioni si è espresso Alessio Tavecchio aggiungendo un particolare agghiacciante alla sua tragica storia: «io sono caduto con la moto su una buca non sufficientemente segnalata, ad una velocità di 50 Km all’ora. I comuni, le provincie e le regioni dovrebbero avere maggiore attenzione alla struttura del manto stradale ed tutti quei pericoli ad esso connessi, perché dopo è sempre troppo tardi».
Infine, dopo un breve saluto di tutti i relatori del progetto, il preside del Vitruvio ha ringraziato gli stessi, omaggiandoli con un quadretto ricordo dell’evento, e ricordando che «al Vitruvio chi si presenta senza casco a scuola non entra».