Le vetture della Milano Autostoriche al ‘Monte’ 2017

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Il regolamento del Rallye di MonteCarlo Historique ammette al via vetture costruite tra il 1955 e il 1979, a patto che un esemplare del modello abbia partecipato almeno 1 volta al Rallye di MonteCarlo negli anni in cui esse erano omologate per gareggiare. A seconda della data di fabbricazione e della cilindrata le auto sono poi divise rispettivamente in gruppi e classi, che concorrono sia alla classifica generale che alle graduatorie di categoria.

Così le auto costruite fino al 1961 fanno parte del gruppo I, quelle fabbricate tra il 1962 e il 1965 sono iscritte nel gruppo II, quelle prodotte tra il 1966 e il 1971 concorrono nel gruppo III e quelle datate dal 1972 al 1979 chiudono il lotto col gruppo IV. Nell’ambito di ciascun gruppo, le classi identificano pio la cilindrata massima ammessa: classe 1 fino a 1300 cc, classe 2 da 1301 a 2000 cc, classe 3 oltre 2000 cc.

Il Rallye di MonteCarlo Historique è una gara di regolarità a media, cioè una gara in cui la velocità media imposta nelle diverse prove speciali (ZR) viene rilevata, al fine delle penalità che faranno poi la classifica, in diversi punti a sorpresa nel corso delle 14 ZR. Va da sé che la differenza di prestazioni tra una vettura di 3000 cc del 1979 ed una di 1000 cc del 1955 è una discriminante abbastanza sensibile da tenere in considerazione. Così gli organizzatori hanno stabilito 3 categorie di media imposta a seconda delle variabili anno di costruzione/cilindrata. Così tutte le vetture del gruppo I (le più datate) hanno la facoltà di scegliere la media “lenta” per non essere troppo penalizzate nelle prestazioni, ed altrettanto dicasi per quelle del gruppo II di classe 1 (fino a 1300 cc). Le auto del gruppo II di classi 1 e 2, insieme a quelle dei gruppi III e IV di sola classe 1 (fino a 1300 cc) possono optare invece per la media “intermedia”. Tutte le altre sono inserite di diritto nella media “alta”.

Con 18 equipaggi al via la Scuderia Milano Autostoriche schiera una variegata carrelata di modelli, coprendo un arco di oltre 20 anni che va dal 1954 al 1975, con auto di serie fino a veri modelli da competizione anche con passato storico, in tutte le classi di cilindrata. Va da sé che sulla carta i modelli più moderni hanno maggiori cianche di figurare in alto in classifica, ma non bisogna dimenticare che la discriminante delle medie “lenta” e “intermedia” rimette facilmente in gioco anche le auto più datate, come ha dimostrato Aghem con la Fulvia di gruppi I lo scorso anno, 3° assoluto. E poi c’è sempre la variabile atmosferica che, in caso di maltempo, colpisce a casaccio non risparmiando nessuno e spesso favorendo le categorie più lente che partono coi numeri alti.

MOD_Rossi-Briani, Fulvia

Ma quali vetture scelgono i piloti della Milano Autostoriche?
• Lancia Fulvia Coupè, non solo perché si aggiudicò il MonteCarlo del 1972 con Munari, è una delle vetture più amate: trazione anteriore, discretamente potente (la HF 1.6 è certamente la più dotata), in caso di neve certamente può sfoderare delle doti di trazione e tenuta ancor oggi invidiabili. La HF 1.6 di Mozzi-Biacca concorre in media “alta”, le 1.3 S di Bertolini-Bertolini e di Rossi-Briani in media “intermedia” e la 1.2 di Aghem-Cumino in media “lenta”
• Fiat 124 Sport Spider e Abarth, altre vetture che hanno solcato con successo le strade del MonteCarlo negli anni d’oro. La trazione posteriore non avvantaggia certo la spider torinese in caso di maltempo, ma quando correvano ufficiali le 124 Abarth facevano vedere i sorci verdi a parecchie altre vetture. Con le Spider 1600 concorrono De Angelis-Sisti e Roveta-Roveta, mentre con la Abarth 1800 si cimentano Bonamini-Ambrogi
• Porsche 911, la vettura vincitrice nel 2011 con Sala-Torlasco. Il vantaggio della “tuttodietro” tedesca risiede essenzialmente nella potenza che aiuta a “rimettersi in media” rapidamente dopo un tratto difficile. Certamente non è la macchina più docile da guidare in caso di neve abbondante. Arengi Bentivoglio-Torlasco sono sulla 911 e Argenti Amorosa guidano una 911S
• Triumph TR2 e TR3: non sono certo le auto ideali per il “Monte”, non fosse altro per gli spifferi gelati che passano attraverso l’hard-top. Ma il fatto di usufruire della possibilità di correre in media “lenta” le rilancia, soprattutto in caso di gara secca come lo scorso anno. Sulla TR 2 troviamo Mercattilj-Giammarino e sulla TR3 Cabella-Mattiuzzi
• Opel Kadett 1.9 GTE, un classico dei rally anni ’70, motore anteriore e trazione posteriore. Maurizio Torlasco con Opezzo avranno certamente da divertirsi con traversi mozzafiato con un’auto che non sta diritta neppure sui binari, soprattutto se il maltempo farà la sua parte
• Lancia Beta Coupè 1.8: una “new entry” voluta da Aiolfi-Nodi dopo esperienze faticose con la BMW 2002 Ti. La trazione anteriore è certamente un vantaggio in caso di condizioni climatiche avverse, e la vettura ha certamente caratteristiche moderne che aiutano non poco
• Volkswagen 1303S 1.6, merita un discorso a parte: nonostante l’aspetto buffo a “uovo”, si tratta di una vettura ex-ufficiale da corsa con notevole potenza, ma con un carattere scorbutico che la rende poco incline alla guida delicata della regolarità a media. Ma quando il “tuttodietro” tedesco preparato dalla VW Porsche Austria scarica a terra tutti i cavalli, è una sensazione che non si può comperare .….per il resto c’è Mastercard, come dice la pubblicità. Per questo Bergamaschi ci riprova anno dopo anno, stavolta con Seneci
• Saab 96 V4, un’altra auto “a uovo”, però questa è una trazione anteriore, decisamente più delicata nell’erogazione di potenza. Gli svedesi la facevano andare come un treno negli anni ’70, ora tocca a Gandino-Scarcella
• Ford Escort Mexico 1.6, altra vettura che ha fatto la storia dei rally, ha una distribuzione dei pesi non ottimale in caso di terreni difficili, ma ha un DNA molto incline al traverso, come la Kadett, e, nella configurazione portata in gara da Bugatti-Bugatti, non è estremamente impegnativa
• Alfa Romeo GT Junior 1.3, un’auto che non ha avuto un gran successo nei rally, forse a causa della non ottimale distribuzione dei pesi (motore anteriore e trazione posteriore) che la rendeva più performante in pista. Seno-Bertuzzi potranno però dire la loro soprattutto se le condizioni atmosferiche volgeranno al bello
• Fiat 128 Rally 1.3, un’altra vettura di impostazione moderna che agevola l’impegno soprattutto in caso di maltempo. Fontanella-Scrivani potranno sfruttare le buone capacità di trazione e tenuta di strada, usufruendo del vantaggio di concorrere in media “intermedia”

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