L’importanza delle ricognizioni in un rally di regolarità

Rallye Monte-Carlo HistoriqueSport

In un precedente commento abbiamo accennato alle ricognizioni: è necessario però essere più precisi. In un rally di regolarità, nel quale i controlli di passaggio nel corso di una prova speciale sono segreti, è fondamentale, per non incorrere in penalità per l’anticipo o il ritardo, essere nel punto di rilevamento di passaggio esattamente nel minuto, nel secondo ed eventualmente nel decimo di secondo preventivamente calcolati dall’organizzatore. Si tratta evidentemente di un calcolo matematico: essendo noti l’orario di partenza (ad es., 9h50’00”) e la media oraria assegnata (ad es., 47,8 kmh), l’organizzatore sa che nel punto esatto in cui ha deciso di rilevare il passaggio di un certo concorrente (e cioè, per es., dopo 4.880 metri) devono essere trascorsi “x “secondi, il che corrisponde a “y” minuti e “z” secondi: ogni secondo, o decimo di secondo, di anticipo o di ritardo sarà penalizzato (spesso l’anticipo più del ritardo, perché si vuole evitare che lo “smanettone” metta a rischio la sua e l’altrui incolumità…).

Mentre il decorso del tempo è un concetto assoluto e immodificabile, il calcolo della distanza è solo teoricamente assoluto, mentre in realtà è molto relativo, e dipende da moltissimi fattori: il tipo di macchina, la strumentazione utilizzata, il tipo di guida (con più o meno “tagli”), il modo di percorrenza di una curva, di un tornante, di una rotonda stradale.

Addirittura, volendo scendere nel dettaglio, anche la pressione degli pneumatici può influire sul rotolamento e in definitiva sulla distanza, figurarsi il tipo di pneumatico o la sua temperatura in rapporto alla temperatura al suolo. Per la verità questi sono dettagli che però in una prova speciale lunga 30 o 40 o anche 50 km possono comportare una distanza differente anche di qualche decina o centinaia di metri, il che vuol dire secondi di anticipo o di ritardo, e in definitiva penalità.

Questo è il motivo per cui sono importanti, quando possibili e consentite, le ricognizioni: non solo per conoscere in anteprima il percorso, o almeno quello delle prove speciali, e valutare il tipo di comportamento da tenere in gara; non solo per verificare i bivi, le inversioni, gli attraversamenti degli abitati e “prendere le note”, come si dice in gergo; ma soprattutto per cercare di capire come è stato misurato il percorso delle prove speciali. Eh si, perché se la speciale è lunga 10km260m e io la percorro con la massima attenzione, ovviamente dotato di un buon tripmaster istallato a bordo, e alla fine il mio tripmaster misura 10km360m, io ho ben 100 metri di percorrenza in più, che vogliono dire una manciata di secondi, e quindi di penalità. In definitiva, le ricognizioni servono anche a capire “come” ha guidato l’organizzatore, o il suo tracciatore, perché solo guidando in un modo il più possibile simile al suo posso essere sicuro che le sue misure saranno molto vicine alle mie. Può sembrare un paradosso, ma nella regolarità a media la distanza non è sempre la stessa: “è” quella letta dall’organizzatore, quindi cessa di avere un valore assoluto.

Tutti gli organizzatori, e l’Automobile Club di Monaco non fa eccezione, prevedono sempre un tratto misurato su cui i concorrenti possono effettuare la taratura del tripmaster, quella che in francese si chiama “etalonnage”: un tratto di percorso lungo alcuni chilometri sul quale si può verificare la distanza “standard”, da adottare per tutto il rally. Tutti i concorrenti fanno l’etalonnage, anche più volte, per essere sicuri che il proprio strumento misuri esattamente la distanza indicata; in realtà, però, durante un rally di regolarità, specie durante un rally lungo come il Monte Carlo storico, ci si accorge che in certe prove la distanza combacia e in altre no. Come mai? Questo fa parte del bagaglio di esperienza, di intuito, di intelligenza dell’equipaggio.

Sotto questo aspetto diventa determinante la capacità del copilota, quello che in Italia tutti chiamano “naviga”, che in queste gare fornisce un apporto davvero insostituibile. Anzi, chi siede sul sedile di destra fa un “lavoro” veramente impegnativo e di fondamentale importanza: indica la strada, anticipando per quanto possibile le variazioni altimetriche, i cambi di direzione, il tempo e la distanza che mancano al successivo controllo orario o al fine prova; indica al pilota se sta viaggiando in anticipo o in ritardo rispetto alla media imposta, spronandolo, incoraggiandolo o tranquillizzandolo, a seconda delle circostanze; tiene vigile l’attenzione di entrambi nei lunghi trasferimenti; fornisce cibo o bevande al pilota impegnato nella guida; controlla che tutto l’equipaggiamento sia correttamente stivato in macchina e ha cura della strumentazione, delicata e costosa; custodisce la documentazione di gara e la indispensabile tabella di marcia. Per raggiungere buoni risultati al Monte Carlo storico non basta un pilota veloce ed efficace, e nemmeno una vettura performante e in ottimo stato di manutenzione: ci vuole un naviga esperto e affidabile, veloce e riflessivo, preciso e di buon umore: il naviga fa spesso la differenza tra una buona gara e una gara vittoriosa.

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