La concept-car Furai, la più recente “new-entry”della apprezzatissima e pluripremiata serie delle concept Nagare di Mazda, festeggia i 40 anni del motore rotativo e di tradizione nelle corse internazionali con un’interpretazione corsaiola del linguaggio stilistico NAGARE. Furai è un tipo di automobile che può essere proposta unicamente da una Casa capace di inserire lo “Spirito di una Vettura Sportiva” in ogni cosa che costruisce, ma con un occhio al futuro e all’ambiente con l’impiego di etanolo (E100) prodotto da BP. Ogni fine settimana, in Nord America corrono più Mazda e più vetture motorizzate Mazda rispetto ad ogni altro brand. Questo perchè ogni berlina, coupè e sportiva Mazda viene davvero progettata con il più alto contenuto possibile di Zoom-Zoom, che è il marchio di fabbrica della compagnia, l’autentica Emozione del Movimento. Tuttavia, Zoom-Zoom va ben oltre la pura prestazione del veicolo. Il look e lo stile espresso da Zoom Zoom possono essere meglio apprezzati già dai primi sviluppi basati su NAGARE , a partire dalla concept-car Mazda Nagare presentata a Los Angeles nel 2006, la Mazda Ryuga, esposta per la prima volta a Detroit proprio un anno fa, la Mazda Hakaze, che ha debuttato a Ginevra l’anno passato, e la Mazda Taiki, star del Motor Show di Tokyo 2007. “Nagare” indica come i futuri modelli Mazda alimenteranno lo spirito Zoom-Zoom mostrando la loro forte affinità per il movimento. I costruttori automobilistici espongono normalmente degli studi stilistici con una minima intenzione, o addirittura nessuna, di utilizzare realmente il tema presentato. Mazda ha un approccio opposto: tutte le concept car Nagare, compresa Furai, contribuiscono a evolvere questo suggestivo linguaggio di superfici per il futuro. Ogni veicolo Mazda incarna lo spirito di una vettura sportiva per realizzare un carattere dinamico Zoom-Zoom autentico. Nagare indica come verrà rappresentata questa impostazione sulle superfici interne ed esterne nei futuri modelli. Invece di una funzione che segue la forma, funzione e forma si fondono in una sola entità. Franz von Holzhausen, Direttore Design MNAO (Mazda North American Operations) responsabile del team che ha creato la Furai, spiega l’idea che è alla base di questa concept-car: “Cercavamo un modo per collegare il gap tra Mazda Motorsports e i modelli di serie della nostra gamma. L’approccio mentale dei sostenitori della vettura stradale e delle macchine da corsa è abbastanza diverso, così l’obiettivo di Furai è trovare un punto d’incontro per questi interessi così disparati”. “E, continua von Holzhausen, Furai realizza tutto questo superando i confini che tradizionalmente hanno differenziato la strada dalla pista. Storicamente, c’è stato un gap tra vetture da corsa specifiche e i modelli omologati stradali – comunemente indicati come supercar – che evocano macchine da corsa su strada”.
Le macchine da corsa sono inadatte a un impiego pratico in autostrada, per via della loro natura competitiva, e sono ben lontane da un modello omologato per la strada. Alcune supercar possono occasionalmente girare in pista, ma sono principalmente vetture stradali non propriamente equipaggiate per le corse. Lo scopo di Furai è di colmare questo gap. Detto ciò, Mazda non intende far correre Furai, e non è neppure una supercar che la compagnia intende costruire e commercializzare in un prossimo futuro. Piuttosto, Furai è uno studio stilistico che vive tra questi due estremi. Senza le restrizioni imposte dai modelli di serie, e con la libertà di un ambiente espositivo, Mazda utilizza l’opportunità di evolvere il tema stilistico Nagare della compagnia a un livello ancora più vicino alla realtà. Invece di imitare componenti ed elementi di design tipicamente da corsa in una vettura stradale – la strategia preferita dai costruttori di supercar – la scelta di Mazda è stata di iniziare questo progetto partendo dalla McCoy: uno chassis Courage C65 che ha corso per due stagioni nell’ALMS, la serie di gare dell’American Le Mans Series, nella categoria LMP2. Si tratta di una vettura sport-prototipo che è stata schierata con successo durante le stagioni 2005-2006 con le insegne di MAZDASPEED Motorsport Development dal team B-K Motorsports. Nelle quindici gare disputate nel Campionato ALMS, i piloti Jamie Bach, Guy Cosmo, Elliott Forbes-Robinson, e Raphael Matos hanno conquistato una vittoria e un totale di 9 piazzamenti sul podio. B-K si è piazzata al terzo posto nella classifica per team in entrambe le stagioni, mentre Bach e Cosmo sono stati i “Rookies of the Year”, (i migliori debuttanti dell’anno nel campionato) nel 2005. “Anticipando i futuri cambiamenti regolamentari dell’ALMS, abbiamo creato un nuovo cockpit chiuso che sarà più appropriato per un futuro modello di serie”, spiega von Holzhausen. “L’elemento fondamentale è la conferma del motore rotativo RENESIS da 450 CV basato sull’R20B a tre rotori, che assicura a Furai un forte carattere Zoom-Zoom. La Mazda ideale nella nostra mente è a motore rotativo; come compagnia non abbiamo intenzione di abbandonare questo importantissimo valore. Quando la gente pensa alle migliori vetture sportive al mondo, la Mazda RX-7 a motore rotativo è sempre in questa lista”.
La concept Furai è un punto di svolta nel processo evolutivo di Nagare. Mentre le quattro precedenti concept car hanno esplorato diversi modi per esprimere l’emergente filosofia stilistica di Mazda e per esplorare un’estetica, questa è specificamente funzionale, ogni linea e ogni dettaglio ha un compito specifico. In sostanza, il processo creativo si è concentrato sullo studio del flusso dell’aria sopra e attraverso la carrozzeria nei modi più vantaggiosi. Ma, per dimostrare che questa concept car va ben oltre la semplice analisi statica dell’aerodinamica, i team design, motorsport e R&D di Mazda hanno lavorato insieme per fare di Furai una sorta di laboratorio mobile a 300 km/h per verificare le sue capacità funzionali. “Le proporzioni base delle attuali macchine da corsa sono il sogno di ogni designer”, spiega con entusiasmo von Holzhausen. “Furai è alta poco più di un metro, ma è larga più di due metri”. Furai ostenta una presenza incredibilmente possente, ma la vera bellezza del progetto – e il suo valore più importante come prototipo – è nei dettagli che von Holzhausen e il suo team hanno inserito: - La superficie della carrozzeria offre una grande opportunità di realizzare gli elementi clou del design come i fari aggressivi e la speciale griglia a cinque punti di Mazda. - Gli elementi di rivestimento del faro funzionano come strutture guida per contribuire ad eliminare la portanza aerodinamica. - Zone ad alta pressione subito sopra le ruote anteriori servono allo stesso scopo. - Le specifiche soluzioni per il flusso dell’aria incanalano l’aria in movimento sotto il muso della vettura, dirigendola all’interno verso i radiatori di raffreddamento del motore. - La tipica sagomatura Nagare incorporata nelle superfici laterali dirige l’aria sui freni posteriori, i radiatori dell’olio del motore e del cambio. - Un diffusore nel sottoscocca che inizia a risalire subito dopo l’abitacolo contribuisce a tendere il volume dell’aria che fluisce attraverso gli scambiatori di calore e nel vano motore fuori dal posteriore.
I team design e R&D Mazda hanno lavorato a stretto contatto con Swift Engineering per definire le caratteristiche aerodinamiche, per far sì che Furai rimanga incollata al suolo alle alte velocità. Grazie agli esistenti legami con Swift Engineering, cementati durante la progettazione e lo sviluppo dello chassis della Champ Car Atlantic con motore Mazda/Cosworth, il team ha utilizzato un complicato software CFD (Computational Fluid Dynamics) per mettere a punto i vari elementi di design Nagare per raggiungere un alto grado di efficienza. Resistenza aerodinamica, portanza e deportanza, e l’estetica complessiva sono state le considerazioni principali. Derivata direttamente dalle corse, la scocca in carbonio della Courage rimane sostanzialmente immutata al di sotto della carrozzeria della Furai, compreso il sedile del guidatore sulla parte destra. Contrariamente all’interno spoglio, tipico delle vetture da corsa, il cockpit di Furai è rifinito con superfici più confortevoli ma sempre molto funzionali. Il volante comprende un display elettronico e i manettini di selezione del cambio. Nell’originale configurazione “racing” della scocca, il sedile del passeggero era sostituito dall’elettronica del cambio. Su Furai, questi componenti sono stati sistemati altrove per liberare uno spazio adeguato per due occupanti. L’abitacolo è più ampio ed offre un adeguato spazio per la testa e per le spalle e un’idonea visibilità esterna. Le portiere hanno un’apertura ad ali di farfalla, proprio per permettere un più agevole ingresso a bordo. In questo caso, il team design ha seguito un approccio dimostratosi molto efficace in tanti anni di gare endurance.
“Una cosa che abbiamo imparato dagli studi CFD è che non abbiamo bisogno di molta ala posteriore per equilibrare la deportanza creata dallo splitter anteriore e dalle forme Nagare modellate nella carrozzeria” spiega von Holzhausen. “L’aria per la combustione è garantita da una variazione del dispositivo “Turbo Tongue” che la Swift ha progettato per l’impiego sulle vetture Indy una decina d’anni fa. Si solleva leggermente rispetto alla superficie del tetto per aspirare aria pulita. Il nostro design finale lavora così bene che abbiamo registrato un brevetto con Swift. Oltre all’aspetto funzionale è anche una vera e propria opera d’arte, e l’abbiamo inserita nel design ”. Aria Group, di Irvine in California, ha avuto la responsabilità di creare i nuovi pannelli in composito e ha lavorato di pari passo con il team interno di Mazda North American Operations per inserirli nello chassis Courage. La finitura è scura metallizzata con accenti rossi e arancio che ricordano la livrea della leggendaria 787B che ha vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1991, consentendo a Mazda di essere la prima e finora unica Casa giapponese ad aver mai trionfato in questa classicissima prova di durata. Furai sonda non solo le future possibilità del design, ma guarda avanti anche per quanto concerne i carburanti alternativi. In linea con le iniziative di “Zoom-Zoom Sostenibile” recentemente annunciate da Mazda, e con i passi avanti rispetto alla benzina attualmente in atto in vari ambienti corsaioli, il motore trirotore è stato messo a punto per funzionare con etanolo (alcool etilico) al 100%. Miscele alcool-benzina note come E10 (benzina con il 10% di alcool) e E85 (con l’85% di alcool) sono già da anni ampiamente disponibili per l’impiego stradale. Eliminando la benzina, l’E100 rimuove la dipendenza dalle importazioni di petrolio e migliora le emissioni di scarico di Furai su livelli raramente visti su una vettura di queste prestazioni. John Doonan, manager del team di Progettazione e Sviluppo Motorsport di Mazda, spiega il concetto alla base dell’impiego del carburante alternativo su Furai: “Uno dei principali partner tecnici nella nostra attività sportiva – BP – ci ha aiutato e facilitato nell’impiego di E100. Nel 2007, l’ ALMS imponeva l’uso dell’E10, mentre l’E100 è ora l’unico carburante ammesso nella Indy Racing League, così ci stiamo proiettando in avanti con questa applicazione per guadagnare esperienza e migliorare il profilo ambientale di Mazda. BP ha una grande attenzione ecologica sul mercato, ed è intenzione di Mazda di sostenere la propria immagine di prestazioni Zoom-Zoom dentro e fuori le piste. Mentre il rotativo di Mazda si è dimostrato facilmente adattabile ai vari carburanti alternativi, compreso un importante lavoro con l’idrogeno, è la prima volta che viene attrezzato per l’E100”.
Grazie alla partnership con BP, Furai è stata specificamente messa a punto per funzionare con l’E100, ovvero con etanolo al 100%. E’ la prima esperienza di Mazda con carburante etanolo su un motore rotativo a tre rotori, e i risultati sono stati convincenti, tanto che, ancora una volta, il motore rotativo Mazda è davvero unico nella sua capacità di funzionare con diversi carburanti. L’etanolo deriva da cereali come frumento o soia. Il frumento, che è la fonte primaria, viene trasformato in etanolo con processi di macinazione a secco o umidi, e può essere prodotto da un’ampia gamma di fonti di biomassa cellulosica compresi i cascami delle piante agricole (insilitati, paglia, canna da zucchero), residui da processi industriali (segatura, pasta di carta) e coltivazioni specifiche come la switchgrass. Ma, ciò che il team Mazda dimostra con Furai è il valore reale del lavoro di squadra e dei principali partner: - Racing Beat ha lavorato instancabilmente per sviluppare l’unico motore rotativo a tre rotori al mondo capace di funzionare con E-100. - Mother’s Waxes and Polishes ha fornito un’ampia gamma di cere, lucidanti e agenti pulenti per rendere l’aspetto della vettura il più bello di sempre. - AER ha progettato insieme con Liferacing un meccanismo di selezione a sei marce con comandi al volante. - Brembo ha lavorato con il team Mazda per assicurare ai freni di Furai un’efficacia pari a quelli da competizione - Sachs e Eibach hanno lavorato insieme per fornire un’unità molla-ammortizzatore aggressiva, ma efficace. - Nippon Paint ha realizzato l’affascinante verniciatura. - Castrol fornisce tutti i lubrificanti ad alte prestazioni. - Kumho, partner di Mazda per lo sviluppo degli pneumatici per l’ALMS nel 2006 e nel 2007, ha creato gli speciali profili necessari per le coperture di Furai. - I cerchi del partner BBS, e sono del tipo a 14 razze in alluminio con dado centrale. - Le cinture di sicurezza sono fornite da Sparco Motor Sports. - I sistemi di acquisizione dati e controlli del motore sono realizzati e messi a punto da MoTeC, uno dei leader mondiali per quanto riguarda l’elettronica per le corse.
NAGARE: (pronuncia “na-ga-reh”), termine giapponese che indica flusso e incarnazione del movimento FURAI: (pronuncia “foo-rye”), termine giapponese che indica il suono del vento
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