La sua testimonianza fornisce un chiarimento sorprendente. Benoît Tréluyer, uno dei tre piloti dell’Audi R18 TDi/MICHELIN N°2, che ha vinto la 24 Ore di Le Mans 2011, spiega così il finale di questa corsa leggendaria “Lo stint è stato lunghissimo: 55 giri e 3h20 nella vettura! Gli pneumatici MICHELIN mi hanno dato subito l’aderenza necessaria e ho potuto guidare a un ritmo sostenuto durante tutto lo stint per mantenere il primo posto. Alla fine del quinto stint avrei ancora potuto attaccare.» Ogni parola del pilota esprime la quintessenza delle prestazioni degli pneumatici MICHELIN. Cosa dice? Rivela che anche gli pneumatici sono stati artefici della vittoria dell’Audi n°2, perché hanno dato prova di aderenza, longevità chilometrica e, elemento decisivo, costanza di prestazioni. Altrettante qualità che possono essere chieste a uno pneumatico in commercio e che ritroviamo, ovviamente, sugli pneumatici MICHELIN di serie. Durante le prove ufficiali che hanno preceduto la gara della 24 Ore e hanno determinato la griglia di partenza delle vetture, un fatto altrettanto importante evidenziava l’equilibrio di prestazioni degli pneumatici MICHELIN. L’Audi ha ottenuto la pole position con pneumatici che avevano già percorso svariate centinaia di chilometri (più di 300, per l’esattezza). La durata degli pneumatici MICHELIN è di gran lunga superiore a quelli utilizzati in altre competizioni, ad esempio in Formula 1, in cui le gomme da qualifica sono progettate per erogare prestazioni solo per poche decine di chilometri.
La costanza di prestazioni non è un fatto isolato nel tempo, bensì una tendenza di fondo alla Michelin. L’edizione 2010 della 24 Ore di Le Mans ne aveva già dato ampia dimostrazione. Al volante della Peugeot 908 HDi FAP N°1, il britannico Anthony Davidson aveva completato nel 2010 quattro stint di gara (46 giri) con un tempo medio sul giro di 3’21’’917, cioè 627 km a 243 km/h di media! L’equivalente di due Gran Premi di F1 corsi a Monza, il circuito più veloce tra quelli di questa disciplina.
Velocità, massima aderenza, costanza di prestazioni nel tempo sono dunque alcune qualità specifiche degli pneumatici MICHELIN usati nelle competizioni, a prescindere dalla disciplina. Ma c’è un’altra prestazione, a prima vista meno spettacolare, che uno pneumatico MICHELIN deve soddisfare, e sulla quale il Gruppo non transige: la sicurezza.
Michelin svela il processo di sviluppo degli pneumatici da competizione, che dimostra fino a che punto la sicurezza dei suoi pneumatici è un’esigenza da soddisfare sempre. Infatti, lo sviluppo di uno pneumatico da competizione avviene in tre fasi:
- la prima può essere definita la fase digitale. I ricercatori realizzano tutta una serie di calcoli per fare emergere una decina di soluzioni atte a soddisfare le esigenze espresse dal costruttore impegnato nelle competizioni; - la seconda fase consiste nel mettere alla prova i prototipi di pneumatici scelti e prodotti dopo i calcoli al banco prova. Gli pneumatici subiscono vere e proprie “torture” su dei tamburi e sono davvero spinti ai limiti massimi delle prestazioni; - terza fase: dopo il test dei rulli in laboratorio, gli ultimi pneumatici scelti vengono collaudati su alcuni veicoli, soprattutto per valutare, in condizioni reali, i carichi aerodinamici che possono sopportare e il loro comportamento.
Una volta ultimata questa fase di sviluppo, gli pneumatici MICHELIN sono validati per esprimere tutto il loro potenziale nelle competizioni. La specificità di Michelin sta nel considerevole lavoro che l’azienda fa a livello di ricerca e sviluppo. Michelin destina ogni anno circa 500 milioni di euro al suo Centro di tecnologia. Usa piste di prova costruite in tre continenti (Europa, Nord America e Asia), il che le permette di testare gli pneumatici in condizioni reali. Questa pluralità fornisce a Michelin una conoscenza precisa del comportamento dello pneumatico in diversi ambiti. Dalla diversità nasce la polivalenza degli pneumatici, che erogano un altissimo livello di prestazioni, in qualsiasi condizione di utilizzo.
Michelin si avvale anche di un altro laboratorio: le competizioni. L’azienda considera le competizioni un investimento per l’innovazione. Le tecnologie esclusive di cui dispongono oggi gli pneumatici Michelin di serie (come quelli delle gamme MICHELIN Pilot Super Sport e MICHELIN Pilot Sport) sono state innanzitutto validate nelle competizioni, sui circuiti e soprattutto nelle corse di Endurance, o nelle specialità dei rally. La partecipazione e l’impegno di Michelin nelle competizioni non hanno niente a che fare con le sponsorizzazioni o con un esercizio d’immagine, ma semplicemente con la volontà del Gruppo di capire meglio le reazioni degli pneumatici sottoposti a condizioni estreme, sviluppando al contempo soluzioni sempre più rispettose dell’ambiente.
In breve, le alte prestazioni ottenute nei circuiti o sulle piste del WRC vengono trasferite alla strada.
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