Mitsubishi Grandis, prova su strada

Mitsubishi Grandis, prova su strada

La nuova Grandis DI-D di casa Mitsubishi si è posta subito al vertice delle multispazio sin dal suo lancio commerciale in Europa. Veicolo inedito basato...

La nuova Grandis DI-D di casa Mitsubishi si è posta subito al vertice delle multispazio sin dal suo lancio commerciale in Europa. Veicolo inedito basato su una piattaforma nuova e specifica, Grandis DI-D aggiunge alla flessibilità di una monovolume di grandi dimensioni l’eleganza e la presenza di una station wagon dinamica. La Grandis DI-D, si presenta come una vettura che fa risaltare l’emozione di chi la sceglie piuttosto che la sua razionalità, una scelta frutto del desiderio piuttosto che delle necessità. Con questo monovolume, Mitsubishi Motors ha fatto un altro passo avanti in questa direzione: linea elegante, altezza non eccessiva e posizione di guida simili a quelle di una station wagon, massima facilità nel salire e scendere, ma anche la maneggevolezza tipica delle station wagon sportive. Abitacolo estremamente spazioso con una posizione di guida e una visibilità che domina la strada, configurazione a 6 (non importata in Italia) o a 7 posti, ed una terza fila di sedili dotata del sistema “Hide & Seat”, che permette di farli sparire singolarmente nel pavimento con una semplice operazione che richiede solo pochi secondi. Questa peculiarità, unica nel segmento dei multispazio di grandi dimensioni, consente di creare con facilità un vano di carico più ampio senza il disturbo di dover ripiegare, rimuovere, trasportare ed infine immagazzinare i pesanti sedili. Di fatto, la vettura si trasforma all’istante (a seconda della configurazione prescelta) da una 4/5 posti a una 6/7 posti senza la necessità di doverlo prevedere in anticipo. Soluzione molto interessante è il sistema “pic-nic”, che consente di ruotare i due sedili della terza fila in maniera da sedersi con le gambe verso il retro della vettura, sfruttando il portellone come tettoia nel caso in cui ci si volesse fermare per una sosta. Inoltre, i sedili della seconda fila possono essere impiegati come segue: regolati longitudinalmente, sdoppiati 60/40 (per il 7 posti), regolati in inclinazione come schienale, modalità relax per le sedute con 3 angoli di inclinazione, funzione di sollevamento e scorrimento per il massimo carico, modalità superficie totalmente piana (doppio letto), meccanismo di rilascio a pedale che consente ai passeggeri della terza fila di far scivolare in avanti quelli della seconda fila per agevolare l’accesso ai loro sedili. A seconda e terza fila ripiegate il vano di carico è lungo 160cm, con una capacità massima di carico di 1545 litri. Tanti gli accorgimenti presenti all’interno dell’abitacolo che agevolano la guida ed il relax durante la marcia: tavolini di lettura retrattili ed ammortizzati per i passeggeri della seconda fila, tasche sulle porte anteriori dotate di portabottiglie, consolle centrale fra i sedili anteriori, doppio cassetto portaoggetti sulla plancia, vano portaoggetti chiuso sopra la plancia, vano portaoggetti sul pannello del vano bagagli posteriore sinistro, vano portaoggetti sdoppiato sotto la terza fila di sedili, portabicchieri, vano portaocchiali, rete per il vano di carico, ecc… Più bassa, più sportiva, più attraente delle sue rivali, Grandis DI-D punta su design, dinamica e fascino giapponese per attrarre i clienti europei. La linea del muso riprende quanto visto su Lancer e Colt, con la mascherina sdoppiata che si prolunga lungo la nervatura del cofano. Il progetto stilistico della Grandis DI-D si è ispirato al passato, cercando di riappropriarsi dei valori estetici e culturali giapponesi. Gli stilisti hanno attentamente studiato le tradizioni che si sono tramandate di generazione in generazione ed i valori e la sensibilità estetica che pervadono e si intrecciano attraverso queste tradizioni. Nella parte posteriore della vettura, i comparti a forma di reticolo, che si trovano all’interno dei lunghi gruppi ottici posteriori, si rifanno ad un altro motivo tipico dell’estetica stilistica giapponese, così come i colori della carrozzeria riflettono l’immagine delle quattro stagioni nello scenario naturale del paesaggio giapponese. L’elegante profilo della vettura è accentuato dalla linea del tetto rastremata verso il posteriore che aggiunge dinamismo alla sua silhoutte. Questo tema all’insegna di eleganza e sportività continua nella linea di cintura, che corre verso l’alto dal bordo d’uscita laterale dei fari sino al portellone, prima di unirsi con i gruppi ottici posteriori a sviluppo verticale. Mentre i fianchi scolpiti evitano che la Grandis DI-D risulti massicciamente uniforme, la nitidezza di alcuni elementi le conferiscono una genuina personalità: la nervatura inferiore che corre verso l’alto dalla base delle porte sino al paraurti posteriore, l’armoniosa integrazione nel posteriore del logo dei Tre Diamanti, che richiama la nervatura frontale, la forma singolare dei fari a quattro elementi, l’uso dei LED (24 per le luci d stop, 18 per la terza luce di stop e 6 per ciascuno dei due indicatori di direzione laterale integrati nei retrovisori esterni, la relazione estetica fra mascherina, fari, nervatura e paraurti sul frontale, il cofano a forma di guscio, il basso fascione frontale che presenta un’ampia presa d’aria con ai lati i due fendinebbia rotondi, lo spoiler posteriore integrato nel tetto. Gli stilisti di Mitsubishi Motors hanno trasportato questa ispirazione derivata dalla cultura grafica giapponese anche nell’abitacolo, creando un salotto dall’atmosfera rilassante e riposante, perfettamente conforme alla sensibilità estetica giapponese. Si parte dalla forma ad onda, impiegata per la plancia e per le porte, amplificando la percezione di spaziosità. Come una vera vettura orientata a chi guida, e ben distante dagli standard delle monovolume, la Grandis DI-D propone il quadro strumenti davanti al conducente e fronteggiato da un volante dalla spessa impugnatura. A questo si aggiunge anche l’effetto dell’illuminazione a tre stadi: si accendono all’avviamento in blu e in successione le cornici degli strumenti, gli indicatori e, infine, il fondo degli strumenti. La funzionalità da multispazio non viene limitata, grazie alla consolle centrale non intrusiva ed alla leva del cambio montata sulla plancia per garantire la possibilità di muoversi all’interno. Sul fronte della sicurezza la vettura è dotata di: longheroni del frontale del telaio rettilinei con sezione ottagonale, traversa plancia e accoppiamenti montanti a dispersione d’energia con ingresso a 3 direzioni che aumentano l’assorbimento dell’energia d’urto e l’efficienza della sua dispersione, pannelli del pianale a sezione sferica che consentono una maggiore rigidità del pavimento e riducono le vibrazioni, sistema RISE (Reinforced Impact Safety Evolution) che gioca un ruolo determinante nell’integrazione e nella interconnessione degli elementi strutturali per ottenere una protezione attiva dei passeggeri negli incidenti. I passeggeri inoltre beneficiano delle seguenti dotazioni di sicurezza di serie: airbag a doppio stadio per conducente e passeggero anteriore, airbag laterali per conducente e passeggero anteriore, airbag a tendina, pretensionatori e limitatori di carico per le cinture di sicurezza anteriori, sedili anteriori di nuova concezione che limitano il movimento in avanti dell'occupante in caso di urto frontale, nuova struttura degli schienali e poggiatesta di nuova concezione che proteggono il collo in caso di urto posteriore, nuovi pedali del freno di servizio e del freno di stazionamento anti-intrusione per proteggere gli arti inferiori, barre di ancoraggio di sicurezza ISO-FIX per i seggiolini per bambini sulla seconda fila di sedili, riavvolgitori a bloccaggio automatico (ALR) sulla seconda e sulla terza fila di sedili per agevolare l'ancoraggio dei seggiolini per bambini. Tra le dotazioni per il confort invece troviamo: climatizzatore automatico anteriore (di serie), condizionatore posteriore con PTC (“Positive Temperature Coefficient), raffreddatore posteriore, filtro antipolline con funzione deodorante, rivestimento del padiglione ecocompatibile, che assorbe ed elimina il fumo di sigaretta e gli odori, cristalli a controllo dell'irraggiamento di nuovo sviluppo, che assicurano ai passeggeri un livello più elevato di protezione rispetto ai raggi ultravioletti. La Grandis DI-D è spinta da un motore da 1968cc, con turbocompressore e intercooler, DOHC, 16 valvole. Dotato di sistema d’iniezione con iniettore-pompa, questo propulsore sviluppa 136 CV a 4.000 g/min e una coppia di 310 Nm a 1.750 g/mini. Giova ricordare che la tecnologia iniettore-pompa di origine Volkswagen lavora a pressioni operative più elevate rispetto agli altri sistemi d’iniezione a gasolio, con il vantaggio di ottenere più coppia e potenza insieme a consumi più bassi. Inoltre, grazie a queste alte pressioni, la combustione risulta più pulita, con livelli più contenuti delle emissioni, tutto a vantaggio dell’ambiente. Questo le permette di soddisfare le norme EURO 4 pur senza il filtro antiparticolato DPF. Il cambio è manuale 6 marce. Questa trasmissione è dotata di un inedito volano a doppia massa che smorza vibrazioni e rumorosità del cambio, oltre a disporre di una frizione autoregistrante che assicura una maggiore durata alla frizione stessa. La velocità dichiarata dal costruttore è di 195 km/h, mentre l’accelerazione 0-100 viene coperta in 10,8 secondi, come confermato dalla nostra prova. Ottima la rapidità del motore non appena si sfiora il pedale del gas, seppur la vettura pesi 1710 kg. La tenuta di strada è buona, grazie al baricentro basso e l’altezza da terra ridotta che le permette in curva di mantenere sempre il punto di corda. Mai nessuna reazione brusca, neanche nelle situazioni di emergenza. La frizione si rivela molto morbida, e gli innesti del cambio di una straordinaria precisione tanto da sembrare una trasmissione sportiva, visto tra l’altro la ridotta escursione e le posizioni dei vari rapporti molto ravvicinate. L’impianto frenante a quattro dischi (anteriori autoventilati) con ABS ed EBD uniti agli pneumatici Yokohama Aspec 215/55 da 17 pollici assicurano decelerazioni importanti, in tutte le condizioni, senza mai scomporre il veicolo. A questo si aggiunge il controllo MASC (Mitsubishi Active Stability Control): questo sistema controlla il comportamento dinamico del veicolo ed i comandi impartiti dal conducente attraverso dei segnali provenienti da sensori montanti sulle 4 ruote. Se viene rilevata una differenza fra traiettoria effettiva del veicolo e comandi del conducente (sovrasterzo, sottosterzo), il sistema MASC controlla il movimento del veicolo gestendo il livello di slittamento sulle 4 ruote (utilizzando la forza frenante) e prevenendo movimenti indesiderati del veicolo. Se l’erogazione del motore è eccessiva per la situazione in atto, il MASC provvede a limitarla. Le sospensioni sono perfette, ottima la taratura per un giusto compromesso tra comfort e tenuta di strada. Per quel che riguarda i consumi il valore dichiarato dalla casa nel ciclo combinato è di 6,6 L/100 km piuttosto veritiero in città, un pò meno in autostrada. La Grandis DI-D viene venduta al costo di 27.950 euro. Unico e solo l’allestimento opzionale “Luxury Pack” che al costo di 3.950 euro permette di avere: sedili in pelle (anteriori riscaldabili), doppio tetto apribile in vetro, climatizzatore posteriore indipendente, fari allo Xenon autolivellanti con lavafari, Multi Display Station con touch screen a colori da 7”. Otto le colorazioni disponibili: Sterling Silver, Graphite Grey, Orient Red, Champagne Beige, Thunder Blue, Amethyst Purple, Polar White e Knight Black. La location utilizzata per il servizio fotografico è stata il centro storico di Morcone (BN), uno dei luoghi più belli del Sannio. La cittadina si affaccia sulla valle del Tammaro lungo il confine tra la Campania e il Molise, arroccata e posta a ventaglio sulle falde del Monte Mucre. Di origini antichissime vanta ritrovamenti di suppellettili ed armi risalenti addirittura ai periodi paleolitico ed eneolitico nella zona di Canepino. Fu fortificazione Sannitica di una certa importanza, come fa intuire lo stesso Tito Livio, della quale sono presenti ritrovamenti situati nella parte più alta del paese. I numerosi reperti di epoca romana rinvenuti nella pianura del Tammaro fanno facilmente intuire una lunga e massiccia presenza delle legioni di Roma dedite alla conquista della fortificazione sannitica. La città fu attiva in epoca medioevale fin prima del 776, così come affermato dal Meomartini, e quindi già in epoca longobarda, quando fu sede di Gastaldato. Durante il XVII e XVIII secolo Morcone fu sede di una fiorente industria per la produzione di panni di lana battuti grazie alla gualchiere presenti nella zona che venivano mosse dalla forza idraulica dei numerosi torrenti presenti sul territorio. Non a caso è ancora ben visibile il resto di un antico mulino dell’800. Durante il fascismo numerosi personaggi illustri del tempo hanno soggiornato a Morcone. Tra i tanti va ricordato il Principe ereditario Umberto II di Savoia nel 1933.

Le foto sono state realizzate con una fotocamera digitale Canon Digital IXUS 750.

Discussione 2

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GI
giannif · 18 anni fa #
parliamone
<b>MITSUBISHI GRANDIS</b>
GI
giannif · 18 anni fa #
vorrei pubblicizzare il sito sulla grandis