A partire dal mese di novembre 2012, il regolamento europeo stabilisce che gli pneumatici per autovetture e trasporto leggero dovranno essere dotati di un’etichetta contenente informazioni su tre prestazioni: il contributo dello pneumatico alla riduzione dei consumi di carburante (vedi sotto, n° 1), il livello di frenata sul bagnato (n° 2), il livello di rumorosità esterna di rotolamento (n° 3). Ma, al di là della rigorosa informazione da comunicare all’automobilista in fase di acquisto, l’etichettatura degli pneumatici persegue un obiettivo ancora più decisivo. Infatti, per potere essere commercializzati, dovranno soddisfare obbligatoriamente alcuni requisiti minimi di prestazioni nei tre settori in cui l’etichetta fornisce le informazioni. In base alle conoscenze dell’attuale stato dell’arte, il 30% degli pneumatici attualmente commercializzati, non potrà più essere venduto nel 2012. Dal momento che non riescono a rispettare una soglia di requisiti minimi (su tre), dovrebbero essere ritirati dal mercato. Le norme prevedono, sin d’ora, un programma progressivo di inasprimento dei requisiti minimi da rispettare. Di fatto, nel 2016, il 70% degli pneumatici attualmente commercializzati non potrà più essere venduto.
Questo nuovo regolamento è perfettamente in linea con le aspettative degli automobilisti europei. Da una sintesi di diverse ricerche condotte in 5 anni dall’istituto TNS Sofres, emerge che gli automobilisti desiderano che i loro pneumatici consentano di guidare liberi da ogni preoccupazione. Se hanno le idee chiare in materia di sicurezza e di serenità mentale, non dimenticano di mettere al terzo posto tra le loro aspettative la volontà di ridurre il costo d’esercizio degli pneumatici.
Michelin fornisce una risposta globale a questa problematica. Da circa vent’anni il Gruppo ha avviato dei progetti di Ricerca e Sviluppo per progettare pneumatici in grado di ridurre il consumo di carburante e dunque le emissioni di CO2, senza che le proprietà fondamentali dello pneumatico ne siano influenzate. Ha in particolare permesso di risolvere il seguente dilemma:
- ad ogni giro di ruota, e sotto l'effetto del carico, lo pneumatico si deforma per sposare la strada, e i suoi componenti si surriscaldano dissipando energia. Riuscendo a diminuire questo riscaldamento, si ottiene un contenimento del consumo di carburante, e dunque delle emissioni di CO2; - allo stesso tempo, per riuscire a frenare su distanze molto brevi, la superficie dello pneumatico in contatto con il suolo deve essere capace di entrare in temperatura molto rapidamente.
Poco riscaldamento ed entrata in temperatura rapida? Non è più paradossale da quando si dispone di avanzate tecnologie, come l'uso della silice e dei metodi di fabbricazione adeguati. Così si misura la forza dell'innovazione attuata da Michelin. Gli pneumatici Michelin, identificati dalla sigla “GREEN X” riportata sui fianchi, in fase di normale avanzamento si riscaldano poco (riducendo il consumo di carburante), e in fase di frenata sono capaci al livello del battistrada di raggiungere la temperatura puntuale (riducendo così lo spazio di frenata).
La prima generazione degli pneumatici MICHELIN ENERGY™, primi anche ad essere marcati con la sigla “GREEN X”, fu presentata nel 1992. Oggi, la via tracciata da questa gamma si concretizza in particolare con i MICHELIN ENERGY™ Saver.
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