Le compagnie aeree statunitensi tradizionali, già segnate dalle conseguenze dell'11 settembre, sono rimaste quasi paralizzate dall'incremento del prezzo del petrolio verificatosi nel biennio 2004-2005. Secondo Olivier Houri, President e General Manager Global Transportation di Unisys, questi operatori, dovendo fronteggiare la lievitazione del prezzo del petrolio, nel corso degli ultimi due anni hanno imparato un'importante lezione di business: infatti contrastando l'impennata dei prezzi del carburante con tariffe più alte o con il sovrapprezzo carburante, le compagnie hanno complessivamente mantenuto la propria concorrenzialità, sebbene con margini ridotti, come nel caso di alcune compagnie aeree asiatiche ed europee.
Le compagnie tradizionali di tutto il mondo hanno intrapreso una serie di misure per migliorare la propria competitività: recentemente, per esempio, alcune di esse hanno ridotto flotta e personale per allineare meglio la capacità alla domanda del mercato; un'iniziativa che ha permesso di incrementare le tariffe in mercati selezionati caratterizzati da una domanda più sostenuta. Altro fattore chiave da sottolineare: i costi annui complessivi delle compagnie statunitensi sono stati ridotti di circa 9 miliardi di dollari con l'obiettivo di accorciare il gap che separava le compagnie tradizionali da quelle low cost. Secondo recenti rapporti economici, queste scelte si sono dimostrate vincenti: la produttività è cresciuta del 33%, mentre il costo del lavoro è sceso del 35%. Secondo Olivier Houri, i migliori risultati interesseranno il fronte del trasporto passeggeri, mentre le aspettative per il segmento cargo sono più variegate. La regione Asia-Pacifico, in particolare, mostra grandi potenzialità grazie alla crescita economica della Cina, ma un'inversione economica in un'area così vasta genererà sicuramente importanti ricadute sul trasporto merci e sulla redditività complessiva delle compagnie aeree di tutto il mondo. Con l'aumentare del traffico passeggeri, inoltre, Unisys prevede l'insorgenza di problemi per il settore del controllo del traffico aereo (ATC - Air Traffic Control). Gli esperti sottolineano l'urgente bisogno di aggiornare i sistemi e le procedure ATC per minimizzare i ritardi imputabili alla mole di traffico, soprattutto nei mesi estivi. Inoltre è necessario un dialogo aperto fra compagnie aeree e autorità aeroportuali mirato a risolvere i problemi di sicurezza, agevolare il flusso passeggeri e incrementare la soddisfazione degli utenti.
Secondo gli esperti del settore Transportation di Unisys, le compagnie aeree, nel corso del 2006, cercheranno nuove modalità per competere, ricorrendo all'ottimizzazione delle operazioni di business e al potenziamento della sicurezza. L'impegno di queste aziende sarà quindi rivolto all'intensificazione delle operazioni self-service, all'impiego di tag RFID per l'identificazione in radio frequenza e all'adozione di tecnologie open source.
"Occorre tuttavia ricordare che un'epidemia di influenza aviaria, un altro grave attacco terroristico o prezzi del petrolio superiori al previsto (ad esempio oltre i 70 dollari al barile) potrebbero indurre pressioni impreviste e inibire la crescita delle compagnie aeree", ha precisato Oliver Houri.
Operazioni self-service Stando alle previsioni di Unisys, entro il 2007 il biglietto elettronico (e-ticketing) nel settore del trasporto aereo raggiungerà quota 100% e anche gli investimenti finalizzati al self-service delle operazioni di check-in e imbarco saranno cospicui.
L'adozione sempre più diffusa dei dispositivi mobili costituirà la seconda fase del potenziamento dei servizi in self-service e consentirà ai passeggeri di prenotare posti, acquistare biglietti ed effettuare il check-in attraverso tecnologie portatili come telefoni cellulari e PDA.
Unisys ritiene che queste soluzioni contribuiranno ad un significativo miglioramento del servizio rivolto ai clienti e diminuiranno i costi delle compagnie aeree.
Tag RFID L'impiego di tag RFID passive sui velivoli commerciali, approvato nel 2005, promette di migliorare l'affidabilità nella gestione dei bagagli. I costi delle tag RFID, tuttavia, sono ancora oggi proibitivi per gran parte delle compagnie: il prezzo di acquisto di una tag si aggira sui 12 centesimi di dollaro per lotti di piccola entità e 7 centesimi per grandi volumi. Affinché il sistema possa essere adottato dagli operatori del settore e consentire alle compagnie, alle aziende e ai consumatori di godere dei vantaggi e della sicurezza della tecnologia RFID, tale prezzo dovrebbe attestarsi fra 1 e 3 centesimi.
Secondo Unisys il costo delle tag diminuirà, ma il processo non sarà breve. Gli esperti stimano, infatti, un periodo minimo di circa cinque anni entro il quale si potranno realmente verificare i ribassi dei prezzi.
Tecnologie open source Le compagnie aeree cominceranno a sostituire i sistemi esistenti con tecnologie open source capaci di garantire costi inferiori e maggior interoperabilità.
Secondo Ron Kuhlmann, R2A Consultants Global Transportation di Unisys, il 2006 sarà ricordato come l'anno in cui molte compagnie aeree tradizionali statunitensi usciranno dalla bancarotta per intraprendere la strada della crescita. Le compagnie trarranno vantaggio da quanto imparato e cercheranno nuove modalità per competere attraverso la riduzione dei costi e l'incremento della customer satisfaction.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!