Attraverso un libro si può conoscere una piccola parte dell’Africa e quella piccola parte, con lo stesso libro, la si può aiutare. In “Quaderno Africano”, il libro Agenda 2006 edito da Frassinelli, centoventi tra le principali personalità della cultura italiana e internazionale raccontano l’Africa con il proprio stile e le proprie forme espressive per trasmettere le emozioni che questo continente comunica. Tutti uniti in un incontro irripetibile di arti e generi per contribuire alla realizzazione di una casa per i bambini di strada e di un Centro di Formazione per operatori. Nel 2010 infatti, solo in Kenya, ci saranno più di 2 milioni di bambini di strada e insieme ad un luogo di assistenza è sempre più necessario un lavoro educativo che possa affrontare il problema alle radici. A gestire il progetto saranno padre Kizito, una delle personalità più note e stimate in campo umanitario internazionale, e Amani, onlus che da anni sostiene l’operato di Kizito (www.amaniforafrica.org).
Sfogliando il Quaderno Africano ci si avventura in un percorso lungo dodici mesi in cui la penna di poeti e scrittori celebri come Alda Merini, Vincenzo Consolo, Paolo Maunensig, si alterna a quella di musicisti e cantautori come Ennio Morricone, Lucio Dalla, Roberto Vecchioni, Mogol o di filosofi come Salvatore Veca, Giulio Giorello e Stefano Zecchi passando per Wole Soyinka, Premio Nobel per la letteratura e per le parole di protagonisti del mondo del teatro e del cinema come Giuseppe Tornatore, Mario Monicelli, Ottavia Piccolo, Carlo Rambaldi e Alessandro Gassman.
Immagini, storie ed emozioni che per un anno accompagneranno i lettori assieme alla consapevolezza che acquistando la propria copia ognuno avrà contribuito a scrivere una parte di questa storia dell’Africa. Quaderno Africano vuole dunque unire le più grandi voci della cultura per rispondere a uno dei più grandi drammi moderni e spera soprattutto di unire i lettori che attraverso l’acquisto, il passaparola e qualche regalo di natale “speciale” potranno aiutare a dare un tetto ai bambini di strada. Non solo a Natale.
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