Mancano otto giorni alla partenza del Rally d’Italia Sardegna, settima prova del Campionato Mondiale Rally. Alla corsa organizzata dall’Automobile Club d’Italia sono iscritti 60 equipaggi di 27 nazionalità che si sfideranno dal 21 al 24 maggio su un tracciato di oltre 1.200 chilometri. La gara attraverserà le province di Olbia Tempio, Nuoro e Sassari. In programma 17 prove speciali e 347,12 chilometri cronometrati. Partenza da Olbia e arrivo a Porto Cervo. Da quest’anno, l’appuntamento vale per il Mondiale Produzione e per il Mondiale Junior. La prova mondiale è stata illustrata oggi a Roma da Enrico Gelpi, presidente dell’ACI e da Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, con la partecipazione di Gianni Petrucci, presidente del CONI. Anche quest’anno, l’alto tasso tecnico della competizione e l’organizzazione dell’ACI esalteranno la sicurezza e la spettacolarità dell’evento, candidato nuovamente al riconoscimento FIA come migliore gara del Mondiale ottenuto già lo scorso anno.
“Per il nostro ruolo di organizzatori della corsa e soprattutto per i rapporti costruttivi che ci legano alla FIA – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – siamo riusciti a confermare la tappa sarda come unico appuntamento italiano del Mondiale Rally. La manifestazione è un’occasione unica per il turismo dell’isola. Al di là dell’evento sportivo, fa piacere riscontrare rispetto al passato una attenzione nuova da parte della Regione e del suo presidente”.
Molte le novità introdotte nell’edizione di quest’anno, proprio per esaltare le caratteristiche tecniche del tracciato e per innalzare gli standard di sicurezza di equipaggi e spettatori. Infatti non esisteranno più le bandelle rosse, sostituite da cartelli che segnaleranno le zone off-limits.
Tra le novità del percorso, due prove speciali inedite. La prima a Sa Linea, lungo il tracciato di una ferrovia dimessa. La seconda a Fiorentini, nella zona del Goceano, all’interno dell’omonimo cantiere forestale.
Nuovo anche il format del percorso. La prima e seconda tappa, infatti, hanno moduli speculari con prove speciali della stessa lunghezza. Il giorno della partenza sono previste tre speciali da disputare due volte: le classiche di Sa Conchedda, Loelle e Crastazza. Anche nella seconda tappa sono tre i tratti cronometrati da percorrere due volte a Sa linea, Fiorentini e Monte Lerno. Nell’ultima giornata cinque prove speciali: le classiche di Monte Olia e Sorilis (da ripetersi due volte) e un’inedita versione della speciale di La Prugnola con l’attraversamento di una cava di granito.
Sono oltre 350 i giornalisti accreditati in rappresentanza di 190 testate italiane ed internazionali. Alla passata edizione sono state dedicate 313 ore di trasmissioni televisive in tutto il mondo, con audience di quasi 50 milioni di telespettatori. Solo per l’Italia, la valorizzazione degli spazi dedicati dalle tv ha superato i 3 milioni di euro.
“Il Rally – ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci – sposta per tre giorni il baricentro del mondo automobilistico in una terra unica per la sua bellezza e la propria vitalità. L’evento ha una doppia valenza strategica per la regione. Una, di forte promozione turistica dell’isola con oltre 60.000 presenze attese nei tre giorni di gara per una spesa superiore agli 11 milioni di euro. L’altra, rappresentata dalla valorizzazione dell’economia regionale che oggi più che mai ha bisogno di nuovi processi di internazionalizzazione. In quest’ottica le centinaia di testate giornalistiche mondiali accreditate assicureranno una visibilità senza precedenti a tutta la Sardegna”.
“Il consenso unanime che la manifestazione riscuote in ambito internazionale – ha sottolineato Gianni Petrucci, presidente del CONI – è l’ennesima dimostrazione della capacità del nostro Paese di promuovere lo sport a tutti i livelli. L’ACI è l’espressione del CONI per lo sport automobilistico, e il successo di manifestazioni come il Gran Premio di Formula1 di Monza e dello stesso Rally d’Italia Sardegna attesta l’estrema professionalità e la grande dedizione di chi fa dello sport la propria ragione di vita. Il mio nuovo mandato di presidente sarà improntato al sempre maggiore avvicinamento dei giovani alle discipline sportive. L’ACI lo sta già facendo con la scuola federale CSAI, dalla quale sono emersi campioni iridati e aspiranti campioni. Per produrre benefici concreti, l’attività formativa deve integrarsi con politiche di incentivazione, e l’aumento dei piloti italiani iscritti alla tappa sarda del Mondiale Rally – dai 17 del 2008 ai 24 di quest’anno – dimostra che gli sforzi finora compiuti anche sotto questo profilo sono stati proficui”.
Ai fini della promozione dell’automobilismo sportivo, l’Automobile Club d’Italia ha raggiunto un importante accordo con l’Automobile Club di Germania - ADAC - in base al quale un equipaggio di giovani promesse tedesche è stato iscritto gratuitamente al Rally d’Italia Sardegna. Analogamente, una gara di spessore internazionale in Germania vedrà la partecipazione di due giovani italiani individuati dall’ACI.
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