ll progetto “Strade più sicure” – nato nel 2007 in collaborazione con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano e la Fondazione 3M – ha l’obiettivo di identificare soluzioni innovative per migliorare – in termini di sicurezza – la circolazione dei veicoli a due ruote all’interno delle città. Oggetto dell’analisi sono le strade, le intersezioni, la segnaletica stradale e gli elementi di arredo urbano all’interno delle aree urbane. Proprio tali aree – come evidenziano le ricerche sull’incidentalità stradale su due ruote (Fonte Maids, 2004) – per varie ragioni sono infatti teatro della maggior parte degli incidenti in cui sono coinvolti i motociclisti. Le principali cause di incidenti sono imputabili alla disattenzione o imperizia degli attori coinvolti, alle condizioni del manto stradale, alla segnaletica orizzontale e verticale, all’illuminazione della sede stradale. L’architettura delle strade ed in molti casi la condizione delle stesse, oltre ad alcuni elementi di arredo urbano come ad esempio i pali di sostegno per la segnaletica verticale o i semplici dissuasori per evitare la sosta delle auto sui marciapiedi, sono elementi potenzialmente molto pericolosi per i motociclisti in caso di impatto con gli stessi (Fonte Maids, 2004).
Questa iniziativa nasce dall’esigenza di dare un contributo alla sicurezza dei motociclisti, oltre quello in cui BMW è già impegnata a fare nel settore auto come in quello delle due ruote, in termini di prodotto.
L’obiettivo del progetto “Strade più sicure” è la ricerca di soluzioni tecnologiche che possano avere un impatto positivo nel ridurre l’incidentalità stradale – grazie ad una migliore sicurezza attiva - o ridurre le conseguenze di un incidente, migliorando la sicurezza passiva.
Il progetto “Strade più sicure” è stato sviluppato da BMW Motorrad Italia in collaborazione con la Facoltà di Design del Politecnico di Milano ed il Centro Studi Sicurezza Stradale di 3M con il Patrocinio dell’Associazione nazionale dei costruttori di moto ed accessori (ANCMA).
L'iniziativa è partita nel 2007 con un workshop presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, che ha visto coinvolti circa 40 studenti della Facoltà. Nella prima fase gli studenti hanno analizzato i dati statistici degli incidenti ed osservato in maniera empirica le strade di alcune città per evidenziarne le criticità. Dalla fase di analisi sono scaturite le prime idee: 13 concept. Questi ultimi sono stati valutati in termini di:
• coerenza con gli obiettivi del progetto; • analisi del contesto e visione prospettica; • innovatività delle soluzioni proposte; • fattibilità tecnica.
3 concept sono stati individuati per la fase di sviluppo progettuale ed ingegnerizzazione. Ciascun progetto risponde ad alcune problematiche e la loro combinazione può dare origine ad un modello. Nella seconda fase che si conclude oggi i concept sono stati trasformati in progetti, grazie al supporto di una serie di aziende che hanno creduto nel progetto ed hanno dato il loro contributo in termini di know how tecnologico.
I 3 progetti
Progetto Sixth Sensor Sixth Sensor è un progetto che si propone come sistema di rilevamento e segnalazione di veicoli in arrivo in prossimità di un incrocio cieco. Il sistema si propone di operare in tutte quelle situazioni in cui la conformazione della strada non permette la visibilità completa dell’incrocio e non c’è nessun semaforo (oppure fuori uso) per gestire il traffico. Il concetto da cui nasce il sistema Sixth Sensor è legato alla consapevolezza che gli incidenti stradali sono provocati sia dalla distrazione di chi è alla guida, sia dalla difficoltà di prevedere le azioni degli altri utenti della strada. Inoltre si riscontrano numerosi incidenti in situazioni notturne, dove la visibilità è ulteriormente ridotta e la stanchezza di chi guida è maggiore. L’idea generale che ha accompagnato la definizione del progetto, dalla fase di Concept alla fase d’ingegnerizzazione, è quella di conferire all’utente della strada una sorta di “sesto senso”, informandolo della presenza di un veicolo non visibile e in avvicinamento sulla strada intersecante. Gli elementi chiave del sistema sono principalmente due: una spira di rilevazione dei veicoli transitanti sulla strada principale e un pannello informativo posto sulla strada secondaria. Il veicolo in avvicinamento è rilevato con un sistema a spira magnetica, a laser ottico, l’informazione è trasmessa a un pannello luminoso posto sulla carreggiata intersecante. Nel momento in cui un veicolo sulla strada principale sarà in procinto di avvicinarsi all’incrocio, il pannello led informerà il guidatore del veicolo che si trova sulla strada secondaria, che avrà così modo di fermarsi prima di giungere all’incrocio.
Il progetto vuole offrire una soluzione all’incidente frontale-laterale in cui spesso sono coinvolti motocicli che risultano scarsamente visibili a causa della stretta sagoma e dell’alta velocità.
Progetto ‘i-Ciuffo’ Il progetto i-Ciuffo è un sistema che permette di sostituire i dissuasori rigidi alla sosta, con un sistema composto da cilindri in polimero, disposti in serie, che si pone la duplice funzione di prevenire gli incidenti (sicurezza attiva) e limitare i danni ai motociclisti in caso di urto (sicurezza passiva). Per quanto riguarda la sicurezza attiva, i “ciuffi” sono dotati di un sistema di illuminazione a led, che si basa su una comunicazione intuitiva, cioè segnalando situazioni di pericolo con un fascio di luce rosso proveniente dalla testa del palo. L’utente della strada può perciò percepire la situazione di rischio (velocità eccessiva o avvicinamento di un altro veicolo) in maniera istintiva ed immediata. La sicurezza passiva è invece garantita dalla “flessibilità” del “ciuffo” stesso, o meglio, dalla sua predisposizione a collassare una volta raggiunto un carico che se superato ferirebbe il motociclista. Questo garantisce il raggiungimento del limite di energia assorbibile. Tale energia è però sicuramente inferiore all’energia cinetica del motociclista. Il sistema infatti è stato pensato per essere composto da più file di “ciuffi”, disposte una vicina all’altra, in modo da garantire il completo assorbimento dell’energia cinetica del corpo umano che le urta, senza danneggiare lo stesso. Nel caso dell’installazione pilota i “ciuffi” luminosi posizionati ai lati di una curva cieca si accendono quando un veicolo è in avvicinamento in direzione opposta, segnalandone il pericolo.
Progetto ‘The street that lives’ Questo interessante e semplice progetto nasce per risolvere il problema della difficile visibilità, in particolare nelle ore notturne, di fratture o buche sull’asfalto che possono, in special modo per i motociclisti, essere fonte di pericolo perché non viste in tempo per una manovra di emergenza. La presenza di buche sull’asfalto compromette la sicurezza stradale, le riparazioni al manto stradale vengono effettuate periodicamente e tipicamente nei periodi estivi. Non essendo possibile evitare che le buche si formino e non potendo, in molti casi, intervenire immediatamente la soluzione proposta è quella di inserire uno strato intermedio di colore contrastante nell’asfalto che renda visibile la buca appena si forma, in modo da consentire al motociclista di evitarla.
La motocicletta è sinonimo di libertà e divertimento. Per assaporare questi elementi è però necessario, ed imprescindibile, che il motociclista impari a gestire la propria moto, sappia come comportarsi in condizioni critiche, possa utilizzare la tecnologia per aumentare lo standard di sicurezza, abbia un abbigliamento adeguato e, non ultimo, che si possa muovere in un ambiente sicuro. Proprio la città è l’ambiente in cui avvengono la maggior parte degli incidenti, è proprio la strada è stata il punto di partenza del progetto “Strade più sicure” e sarà anche il punto di arrivo. Il Comune di Rho, da sempre sensibile alle problematiche della circolazione urbana, ha identificato delle strade ad alta incidentalità e ha deciso di supportare il progetto “Strade più sicure” mettendo a disposizione alcune di queste per implementare i progetti e verificarne l’efficacia. Gli studenti del Politecnico hanno effettuato diversi sopralluoghi in queste strade per contestualizzare i progetti sviluppati.
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