Subaru Impreza

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Mai come quest’anno l’Impreza può essere definita la vettura stradale più simile ad una vera vettura da rally. Tant’è che lo sviluppo della vettura stradale è stato fatto fianco a fianco dello sviluppo della vettura che correrà l’anno prossimo nel WRC.
Subaru Impreza
In più quest’anno cambia anche l’immagine della sportività secondo Subaru.

Una nuova immagine della sportività Subaru
In modo particolare il muso della Impreza è stato ridisegnato, un po’ dal vento, un po’ dal centro stile sotto la regia di A. Zapatinas. Il risultato è una vettura che non lascia dubbi sulle sue intenzioni di prestazioni e sportività. Promette già dal muso quello che mantiene nella guida.

Due soluzioni
Si presenta secondo due differenti soluzioni stilistiche: la berlina e la wagon (per le aspirate e per la WRX) che viene definita da Subaru come Sports Wagon.

Stretta collaborazione tecnica
Tanto per non dimenticare che lo sport è la matrice principale di questa vettura che, nell’espressione più elevata, l’STI, è stata realizzata proprio in stretta collaborazione con i tecnici della Subaru Tecnica International impegnati nella messa a punto di quella che correrà il Mondiale Rally l’anno prossimo.

Caratteristiche estetiche STI
Le principali caratterizzazioni della linea della nuova Impreza, rivisitazione della serie a tre anni esatti dal precedente lancio, sono:
• la calandra trapezoidale, che sarà sempre più uno stilema caratteristico della produzione Subaru;
• il cofano, in lega leggera per le sovralimentate, sagomato in modo da far acquisire maggiore importanza ai parafanghi allargati anteriori e conferire al muso quell’idea di ali di aeroplano tanto cara allo stilista greco.
• Ovviamente anche la griglia frontale ha assunto una nuova connotazione e al centro della stessa troneggia l’ovale contenente le Pleiadi nuovo logo contraddistivo di tutta la produzione Subaru. Sparisce il nome del marchio per lasciar posto alle stelle. In questo modo il frontale della vettura appare ancora più aggressivo del passato ma anche molto più filante e aerodinamico, lo si nota in particolare osservando la vettura di fianco. L’aerodinamica è stata particolarmente curata in tutte le versione ma in modo eccezionale per la STI dato che la stessa configurazione sarà poi quella che caratterizzerà la vettura da gara.

Aerodinamica sofisticata
I punti essenziali di convogliamento dell’aria dinamica sono definiti da:
• La conformazione del cofano che devia l’aria all’interno della presa di raffreddamento dell’intercooler, al centro, e al di sopra verso il parabrezza
• Due piccoli convogliatori d’aria nello spigolo esterno del paraurti che servono per far incrociare l’aria sopra il bordo inferiore della porta, aiutati in questo anche dalle minigonne laterali.
• Un nuovo labbro inferiore del paraurti anteriore che divide i filetti fluidi dell’aria all’interno del radiatore e al di sotto della vettura
• Un fondo piatto che consente di ridurre la portanza alle alte velocità aiutato in questo da un nuovo ed efficace estrattore posteriore, molto “racing”
• Un convogliatore d’aria posto al di sopra del lunotto con il compito di aumentare la deportanza ad alta velocità
• Una ala posteriore di dimensioni pari alla sua importanza sia in gara, che nella definizione dell’immagine sportiva della Impreza. Una icona nel mondo delle vetture sportive di razza.

La base per la vettura da rally
Questo studio così accurato della aerodinamica non è stato fatto solo in funzione della soddisfazione dei fedelissimi che la aspettano in concessionaria, ma anche e soprattutto perché forse mai come in questa occasione la vettura da strada è stata realizzata in linea con la vettura che sarà impegnata nel Campionato Mondiale Rally, nel Campionato Italiano Assoluto e in tutti gli altri campionati nazionali del mondo.

Il rally è nel DNA della produzione Subaru in generale perché con i rally si possono testare al limite le qualità e le performance anche in termini di durata e sicurezza delle vetture o di alcune soluzioni adottate. Ma nel caso della STI è proprio la matrice principale di ogni soluzione adottata: estetica, tecnica e funzionale.

I motori
Tre le motorizzazioni, tutti boxer quattro cilindri, quattro valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa e variatore di fase continuo per le valvole lato aspirazione.

Il primo è un nuovissimo due litri aspirato definito 2.0R da 118 kW (160 CV) a 5.600 giri/ min capace di una coppia massima di 186 Nm a 3.200 giri/min. Riesce ad accelerare in 8.8 sec e si pone tranquillamente al vertice della categoria per prestazioni e potenza. Un motore molto fluido, silenzioso, godibile in tutto l’arco di rotazione con una punta di sportività molto retrò oltre i 6.000 giri/min (si può “tirare” fino a oltre 7.000 giri/min). I motori sovralimentati sono stati oggetto di particolari rivisitazioni. Nello specifico è stata ritoccata la cilindrata per assicurare prestazioni, ma anche fluidità di marcia e rispetto delle norme antinquinamento.

Il turbo a bassa pressione che equipaggia la Impreza WRX è capace di una potenza massima di 169 kW (230 CV) a 5.600 giri/min per una coppia massima di ben 320 Nm a 3.600 giri/min. Potente, fluido, genera una spinta regolare e un allungo piacevole sia in velocità che nel misto stretto, magari in collina, dove da il meglio di sé. Questo motore equipaggia sia la berlina che la Sports Wagon e può essere accoppiato ad un cambio manuale a cinque rapporti o a un cambio automatico a quattro rapporti, come l’aspirato. L’accelerazione col cambio manuale è di 5,9 sec migliore di tutte le altre sportive giapponesi, italiane e tedesche del segmento. Il top di gamma è la superba STI. Una vettura che per prestazioni pure, maneggevolezza e motricità costituisce un punto di riferimento a livello mondiale.

280 CV (206 kW), 392 Nm a 4.000 giri/min sono dati che parlano da soli. Se poi si aggiunge che copre lo 0 – 100 km/h in 5,4 secondi si può intuire quali sono le sensazioni che si provano a bordo di questa vettura da gara portata sulle strade di tutti i giorni. Perché il bello di questa vettura è che ha proprio le reazioni di una vera vettura da rally. La trazione integrale caratterizzata da tre differenziali autobloccanti a vario titolo costituisce un banco di prova per ogni guidatore sul terreno viscido. È la classica vettura che per guidarla al limite “ci vuole il pelo”, come si suole dire. Cionostante può essere condotta anche docilmente in città senza velleità corsaiole dato che motore, sospensioni e freni sono decisamente adeguati a qualsiasi tipo di andatura.

Le trasmissioni
Tutte le Impreza ’06 sono a trazione integrale permanente, come è logico aspettarsi da una Subaru, ma differiscono tra loro per il tipo di sistema di trazione impiegato.

Se si tratta di una trasmissione con cambio manuale si utilizza un differenziale centrale con distribuzione 50%-50% con blocco tramite giunto viscoso a lamelle. Nel caso della STI questo blocco è realizzato da un sistema elettromeccanico comandato da una centralina elettronica in modo autonomo o gestito dal pilota che prende il nome di DCCD (Driver’s Control Centre Differential) evoluto rispetto al modello precedente per l’aggiunta di un sensore per l’angolo di sterzata. L’STI ha anche una diversa interpretazione della distribuzione della coppia motrice tra l’asse anteriore e quello posteriore. Infatti per privilegiare la trazione, l’accelerazione e quindi la sportività della vettura, accentua la coppia per il ponte posteriore dato che realizza un 41% di coppia all’anteriore e un 59% al posteriore (il modello precedente era caratterizzato da un 35-65%). Ovviamente prima che il blocco di slittamento lavori.

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