Intorno alla metà degli anni Settanta, la domanda di minicar cominciava a mostrare una tendenza al ribasso. In Giappone, Suzuki, che aveva incentrato il proprio sviluppo commerciale su questa categoria di veicoli, raccoglie la sfida e si dedica alla creazione di un nuovo prodotto vincente nella seconda metà degli anni ’70, quasi tutte le famiglie giapponesi possiedono un auto, e il numero di donne al volante comincia ad aumentare. Suzuki identifica la fascia di prezzo più richiesta sul mercato e quindi avvia lo sviluppo di un modello in grado di garantire risparmio e soddisfazione. Nell'ambito di un progetto guidato da Osamu Suzuki (ora Presidente e CEO del gruppo), i dirigenti della società dedicano i fine settimana all'elaborazione di un'idea per il nuovo veicolo. Completata la fase concettuale, entrano in scena gli ingegneri di fabbrica, che, per garantire processi di produzione razionalizzati con un uso efficiente dei materiali, intervengono ripetutamente sui progetti in modo da eliminare gli sprechi e ridurre al minimo i costi. Si arriva così al lancio, l'11 maggio 1979, di una nuova vettura con un motore da 550 cc a due tempi.
La piccola Suzuki rispondeva alle esigenze di offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo, versatile, e vantaggiosa per gli sgravi fiscali previsti per i veicoli compatti a basso livello di emissioni. Suzuki chiamò il nuovo modello Alto, un gioco di parole su una frase giapponese usata per esprimere il desiderio di possedere o provare qualcosa di buono. Inizialmente Suzuki prevedeva di vendere circa 5.000 Alto al mese, ma il modello riscosse un tale successo che gli ordini arrivarono a 18.000 unità nel mese del lancio. Presto altre case automobilistiche giapponesi seguirono l'esempio, generando un boom di vendite diveicoli compatti e versatili simili alla Alto; nel 1984, un quarto dei nuovi veicoli venduti in Giappone erano minicar.
Inoltre, la quota di acquirenti donne della Alto salì da un quarto al momento del lancio del modello, nel 1979, al 50% nel 1981. Non è esagerato affermare che la Alto è stata la forza trainante di due importanti fenomeni sul mercato automobilistico nipponico: l'aumento delle famiglie con una seconda auto di proprietà e del numero di donne alla guida.
La Alto è rimasta la minicar più venduta in Giappone per 14 anni, fino al lancio della Suzuki Wagon R, che ancora consegue numeri di vendita sul mercato domestico.
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