Suzuki DF200A, l’ultimo nato della gamma dei motori fuoribordo ad alte prestazioni

Suzuki DF200A, l’ultimo nato della gamma dei motori fuoribordo ad alte prestazioni

Quando si tratta di ottenere le migliori prestazioni da un motore, il rapporto fra il peso dell’unità termica e la potenza da esso erogata, diviene un...

Quando si tratta di ottenere le migliori prestazioni da un motore, il rapporto fra il peso dell’unità termica e la potenza da esso erogata, diviene un elemento molto rilevante. Con l’introduzione del DF200A, Suzuki propone un’alternativa nell’ambito dei fuoribordo da 200 HP, capace di esaltare le performance sfruttando appieno tale rapporto. Con i suoi 225 kg, che rappresentano il 12% in meno rispetto al più light dei V6, è infatti il più leggero fuoribordo oggi presente sul mercato nella sua categoria e, favorito dalla sua architettura a quattro cilindri in linea, anche il più compatto. Suzuki DF200A, l’ultimo nato della gamma dei motori fuoribordo ad alte prestazioni Il nuovo fuoribordo Suzuki rappresenta la soluzione ideale sia per chi deve acquistare una nuova imbarcazione sia per chi intende rimotorizzare quella attualmente in suo possesso.

Dimensioni, peso e costi di gestione sono sicuramente gli elementi vincenti del nuovo DF200A. Oltre a tali caratteristiche, il nuovo fuoribordo Suzuki porta con sé alcune soluzioni tecniche d’avanguardia tra le quali:

- presa d’aria diretta, di nuova concezione, e fasatura variabile, per una maggior efficienza termica e prestazioni elevate;

- unità termica di 2.867 c.c. di cilindrata, dunque un vero “Big Block”, con rapporto di compressione più elevato per garantire accelerazioni fulminee, grazie a valori di coppia elevati sin dai bassi regimi;

- tecnologia Lean Burn Control ovvero la combustione magra secondo Suzuki, un sistema che caratterizza la maggior parte dei fuoribordo del costruttore giapponese, in grado di rendere il funzionamento dell’unità termica più efficiente, economico e attento alle emissioni nocive;

- Sensori O2, di battito e di rilevazione dell’acqua nel carburante per il monitoraggio di tutte le funzioni e il controllo interno dei parametri operativi in tempo reale per garantire la massima affidabilità;

In aggiunta sulla versione DF200AP, di prossima introduzione, saranno presenti anche le seguenti tecnologie:

- Suzuki Selective Rotation, la soluzione d’avanguardia in termini progettuali e di utilizzo, che consente allo stesso propulsore di operare con rotazione destrorsa o sinistrorsa, senza dover intervenire sulla meccanica;

- Suzuki Precision Control, sistema che integra il controllo elettronico dell’acceleratore e del cambio marcia, grazie al Drive By Wire (DBW), per una guida sempre più confortevole e precisa;

- Sistema di accensione senza chiave, basato sull’utilizzo di un telecomando codificato che trasmettere un codice di accesso al sistema di avviamento del motore. Quando il trasmettitore è nel raggio di circa un metro e mezzo dal ricevitore, che è nella console di guida, l'utente può avviare il motore con la semplice pressione di un pulsante, oppure spegnerlo.

Nuovo nel design e nelle prestazioni Già al primo sguardo si capisce che il nuovo DF200A è un fuoribordo innovativo, grazie alla calandra completamente ridisegnata e dallo stile aggiornato. Il suo design supera le esigenze di natura estetica essendo funzionale anche a quelle di natura tecnica. Da tale dualità di funzione deriva il nuovo sistema di aspirazione dell’aria, in grado di garantire un flusso più freddo, passando per un collettore più lungo e articolato, diretto al motore. Il nuovo fuoribordo DF200A beneficia anche del Variable Valve Timing – sistema di fasatura variabile - che comanda le quattro valvole per cilindro.

A beneficiarne di tali soluzioni tecniche sono sia l’accelerazione, sia la velocità massima raggiungibile. I test svolti presso gli stabilimenti Suzuki, hanno, infatti, messo in evidenza un miglioramento del 1,5% nella velocità massima raggiungibile e del 12% nelle accelerazioni da 0 a 30 mph, rispetto ai modelli di pari potenza della concorrenza.

Altro elemento che rende possibili tali prestazioni è sicuramente il rapporto di compressione 10,3:1, incrementato del 9,7%, che, unitamente al sistema di valvole col doppio albero a camme in testa e alla citata fasatura variabile, ha permesso di accrescere la potenza in uscita di questo quattro cilindri da 2.867 cc.

L’introduzione di un nuovo sensore di controllo della combustione è in grado di fornire dati continui alla centralina elettronica, che è a 32 bit, per la gestione precisa delle fasi di funzionamento del motore. Il sensore di monitoraggio dell’ossigeno in entrata fornisce invece informazioni che permettono di gestire il rapporto aria/benzina, mantenendolo sempre ottimale per la massima efficienza e prestazioni.

C’è poi un inedito sensore per il rilevamento di umidità nel sistema di alimentazione, che permette di prevenire i comuni problemi derivati dall’eventuale impiego di carburanti a base di etanolo o comunque contaminati dalla presenza di acqua.

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