Per diventare Lisbeth Ho affrontato una notevole trasformazione fisica, ma è stata la parte meno difficile: ho fatto piercing sul viso e sul corpo, ho cambiato taglio di capelli, mi sono decolorata le sopracciglia... la trasformazione più impegnativa è stata quella interiore... Esordisce così Rooney Mara, dal 3 febbraio sul grande schermo con l’attesissimo “Millennium”, intervistata insieme al regista culto David Fincher e all’attore Daniel Craig dall’inviata del Tg5 Anna Praderio per “Note di Cinema”, in onda su Iris, lunedì 30 gennaio 2012, alle ore 16.50. Lisbeth - prosegue l’attrice, che per questa sua interpretazione è stata candidata agli Oscar come Migliore attrice protagonista - è una persona 'danneggiata', 'segnata' dalla vita e io, con la mia interpretazione, ho cercato di esprimere tutto questo. Nonostante tutte le violenze subite, Lisbeth non si comporta mai come una vittima… si ribella sempre ai soprusi e agli abusi. Forse è proprio per questo che il pubblico la ama. Un’artista fortemente voluta da David Fincher (in questo adattamento del primo romanzo della trilogia di Stieg Larsson), già regista di opere come “Seven” e il recente “The Social Network”, che sottolinea: Abbiamo cercato l'attrice adatta facendo casting in diverse parti del mondo, a Hollywood, ma anche in Islanda, Svezia, Germania, Inghilterra e persino in Australia. Alla fine, come spesso succede, la persona giusta per interpretare Lisbeth era già sotto i miei occhi. Con Rooney Mara avevo già lavorato in 'The Social Network' e ho sentito che sarebbe diventata una perfetta Lisbeth: Rooney con lei ha in comune la tenacia, la capacità di non arrendersi mai.
Sull’opera, Fincher tende a sottolineare il personale punto di vist:a Molti considerano 'femminista' il personaggio di Lisbeth, perché sarebbe una vendicatrice delle donne, ma io non sono d'accordo. “Millennium” per me è semplicemente la storia di una ragazza outsider, che ha vissuto sempre terribilmente ai margini.
Anche il co-protagonista Daniel Craig, ai microfoni di “Note di Cinema” sottolinea come la pellicola denunci la violenza sulle donne, un tema purtroppo sempre attuale nelle cronache. E precisa: Il nostro film è anche una storia d'amore, tra i due protagonisti, Blomkvist e Lisbeth…
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