Paul McCartney torna a parlare di musica, vita e Beatles in una conversazione esclusiva con Zane Lowe di Apple Music, in vista dell'uscita del nuovo album The Boys of Dungeon Lane. L'artista si racconta tra ricordi d'infanzia, libertà creativa e nuovi stimoli musicali.
Durante l'intervista, McCartney riflette sui suoi primi passi nel mondo della musica a Liverpool, ricordando gli autostop con George Harrison e John Lennon. "Facevo parecchio l'autostop. Perché a quei tempi si poteva. E non c'era alcun tipo di pericolo... Il modo in cui lo facevamo era che non sapevamo mai dove avremmo pernottato, è un po' una costante della mia vita. Faccio così e basta. Vado e basta. Ehi, troveremo un posto", racconta McCartney con nostalgia.
L'artista si sofferma anche sulla gestione della fama e il desiderio di restare sempre se stesso. "Ricordo che una volta, nei primi tempi dei Beatles, venivamo riconosciuti quasi ovunque, ma io e Ringo andammo in vacanza in Grecia con le nostre fidanzate e nessuno ci conosceva... una volta che non ha funzionato e una volta capito che, oh, sarò famoso, sai, per tutta la vita, se sono fortunato. Ho pensato, okay, è il momento di prendere una grande decisione", spiega Paul, che ammette anche di avere una strategia personale per proteggere i propri momenti privati dalle richieste di foto.
Il processo creativo del nuovo album emerge come un viaggio libero dai vincoli, con McCartney che rivendica la possibilità di scegliere in autonomia brani e direzioni artistiche. In un confronto con la cantautrice H.E.R., il musicista sottolinea: "Io sono libero, sono molto fortunato. Ma avrei sempre lottato per questo, altrimenti non mi sembra che ci sia molto senso".
Rimane centrale l'aspetto giocoso della composizione, come nella scrittura di Days We Left Behind. "Mi piace praticamente scriverle tutte perché è una cosa... è come fare un gioco... Con quella ho iniziato con un piccolo riff di pianoforte che c'è all'inizio... Poi mi sono fatto catturare dalle foto, questa idea di guardare indietro", racconta McCartney.
Momento clou del nuovo album è il primo vero duetto con Ringo Starr, Home to Us. Il brano, nato dallo scambio di idee e dall'improvvisazione in studio con il produttore Andrew Watt, racconta la loro infanzia a Liverpool e il senso di appartenenza pur nella povertà. "Quindi la canzone dice un po' che forse era un po' dura dove vivevamo, ma per noi era casa... E poi all'improvviso è diventato ovvio che io potevo prendere una battuta, lui poteva prendere una battuta. Così abbiamo il primo duetto tra Paul e Ringo".
McCartney condivide inoltre riflessioni sui rapporti post-Beatles, spiegando di non aver mai pensato a una reunion, e ricorda con affetto il supporto del padre, anch'egli musicista negli anni '20.
Guardando al futuro, il musicista rivela che la sua creatività si rinnova spontaneamente: "Sono sempre nello stesso posto, sai? Diretto verso il futuro. Ascolto sempre musica. Al momento, dato che sto facendo uscire questo album, non ho una voglia disperata di scrivere. Ma so che una volta uscito l'album vedrò una chitarra... Scriverò cose".
The Boys of Dungeon Lane, già anticipato da queste confessioni intime e sincere, si preannuncia come un viaggio tra memorie personali, nuove collaborazioni e il desiderio costante di evolversi senza mai perdere il contatto con le proprie radici.
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