70 anni fa i primi studi sulla 2 CV

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Gli anni Trenta segnano l’inizio di una profonda crisi economica che colpirà l’Europa intera.E’ in questo quadro, che nel 1936 Pierre Boulanger, Direttore generale di Citroën, ha un’intuizione geniale:fabbricare una vettura popolare, di piccola cilindrata, che possa offrire il massimo del confort con il minimo dei consumi.

Il progetto verrà chiamato TPV “très petite voiture”, futura 2 CV.Si legge negli appunti del Presidente: “due posti a sedere, un consumo di tre litri di benzina ogni centochilometri, portare 50 chili di patate o una damigiana di vino, una velocità massima di 60 km ora, percorrere strade accidentate, essere guidata da donne neopatentate e … portare sul retro un paniere d’uova senza che si rompano.(…) La TPV è come una bicicletta a quattro posti,protetta solo dall’acqua e dalla polvere e con una velocità in linea retta non superiore a 60/65 km/h. deve durare 50.000 km. Senza dover rimpiazzare alcun elemento meccanico. I clienti dovranno sopportare al massimo una spesa per le riparazioni correnti di non più di 10 F. (…) La qualità dovrà essere impeccabile eppure il prezzo dovrà essere molto basso. Dunque, all’infuori delle esigenze di qualità, niente di più che il minimo indispensabile alla conduzione della vettura.” L’équipe che lavora a partire dal 1936 sul progetto TPV è diretta da André Lefebvre e comprende Flaminio Bertoni. Dalla direzione tecnica del primo e dalle “maquettes” del secondo è nata nel ’34 la Traction Avant,
rivoluzionaria sia per tecnologia che per stile e aerodinamica. Le voci di corridoio, a Javel, sussurrano però che Boulanger vuole “quattro ruote sotto un parapioggia”, non una “bella” vettura: Bertoni dimostrerà di saper interpretare originalmente anche questo curioso indirizzo; e Lefebvre porterà a termine un progetto dalla vita pluridecennale. Dal 1937 al 1939 verranno costruiti ben 49 prototipi, dando inizio alla produzione di una pre-serie di 250 unità. La prima vettura esce dalle officine il 2 settembre 1939, a mezzogiorno. Il giorno dopo alle 11h30 c’è la dichiarazione di guerra. Solo una TPV sarà ultimata. Durante la guerra, i tedeschi che hanno occupato Parigi cercano in tutti i modi di avere una TPV da portare in Germania per mostrarla al Führer, ma Boulanger incarica un’équipe di ingegneri Citroën, installati in rue du Théâtre, di smontare e nascondere i prototipi scampati ai bombardamenti, evitando così che il “suo” progetto cada nelle mani sbagliate.

Gli studi sulla TPV continueranno clandestinamente durante tutta l’occupazione, portando avanti lo sviluppo della vettura all’insegna della tecnologia e dell’innovazione, che ovviamente caratterizzeranno il modello sorprendendo e impressionando il pubblico dell’epoca: trazione anteriore, sospensioni morbide, motore bicilindrico a piatto raffreddato a aria; una leggerezza ed una rigidità senza pari e un’attenta ripartizione delle masse, proprio come in un aereo. Il 7 ottobre 1948, in occasione del Salone di Parigi, alla presenza del Presidente della Repubblica francese Vincent Auriol, la 2 CV viene presentata al pubblico. Vettura ideale in un momento di totale ricostruzione del Paese ancora traumatizzato dagli eventi bellici, la 2 Cv diventa subito simbolo di libertà. Numerose le versioni presentate nel corso degli anni: 2 Cv Furgonette (1950), 2 CV Sahara (1958), 2 CV Dyane (1967), 2 CV Spot (1976), 2 CV Club (1980), 2 CV Charleston (1981), 2 CV Cocorico (1986), che testimoniano della vitalità di una vettura che ha attraversato gusti e mode, interpretandoli tutti a proprio modo. La produzione finirà ufficialmente il 29 febbraio 1988, dopo 40 anni. A tale data saranno state prodotte 6.956.944 2 CV e derivate, un vero record.

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