Accesso a siti pericolosi e phishing

Check PointTecnologia

Check Point Software Technologies ha annunciato i risultati di un sondaggio condotto a fine 2008 su un campione di 450 piccole e medie imprese italiane. Obiettivo dell’indagine era quello di illustrare lo stato dell’adozione IT presso le realtà più piccole del mercato, prestando particolare attenzione alle problematiche legate alla sicurezza informatica. Le aziende intervistate – dotate di una media di 100 postazioni fisse e una componente di laptop variabile (da 20 a 40) – hanno confermato di utilizzare Internet principalmente per la posta elettronica (28%) e per specifiche ricerche legate al proprio business (25%).

Ancora una volta, si è rivelato scarso l’uso che di questo mezzo viene fatto per le transazioni con clienti (8%) e fornitori (10%), ma anche per l’analisi della concorrenza (3,5%).

La prima parte del sondaggio – focalizzata su budget e decisioni di acquisto – ha indicato che il 72% delle imprese intervistate spende fino a 5000 Euro all’anno per prodotti e servizi IT e che la decisione viene presa nel 52% dei casi dal responsabile tecnico, e nel 33% dall’amministratore delegato. Il ruolo dei consulenti si conferma importante ma non per forza decisivo, tanto che il 42% degli intervistati lo definisce “molto importante ma non vincolante”, mentre un ulteriore 47% si rivolge a loro per un semplice confronto informativo. Solo il 2,5% ha dichiarato di demandare totalmente scelte e decisioni a società esterne o consulenti. Viene invece valutata in maniera tendenzialmente positiva la possibilità di utilizzare servizi di gestione forniti da realtà esterne: il 21% degli intervistati dichiara di avvalersene già per l’infrastruttura IT, mentre il 17% li ha adottati per la gestione della sicurezza. Sono invece il 17% le imprese che ritengono sia più efficace una gestione interna all’azienda, mentre il 16% conferma di preferire l’acquisto di beni rispetto alla sottoscrizione di servizi.

Per quanto riguarda invece le problematiche di sicurezza più sentite, il 38% degli intervistati conferma che il problema principale è causato dall’accesso a siti pericolosi e di phishing, mentre mette al secondo posto la sicurezza delle reti wireless (21%), e al terzo file sharing e instant messaging (18%). Il 10% degli intervistati non si sente esposto a pericoli, mentre un ulteriore 10% teme soprattutto furti da parte di personale interno.
Firewall, anti-virus e anti-spyware sono le soluzioni più frequentemente presenti nelle PMI intervistate con valori rispettivi del 24%, 25% e 18%. Seguono le VPN con il 15% ed i filtri per la navigazione con il 10%. Sono risultate scarsamente installate soluzioni di intrusion prevention e detection e quelle di cifratura di dischi e file. Tra le motivazioni principali che ostacolano l’adozione di soluzioni di sicurezza, gli intervistati hanno indicato la bassa priorità della problematica in azienda (30%), i costi (24%) e la difficoltà nell’individuare rischi e criticità dei proprio sistemi e reti (24%). Solo il 17% ha evidenziato la mancanza di competenze interne all’azienda come limite all’implementazione di una strategia di sicurezza.

Il sondaggio comprendeva anche una domanda relativa ai criteri di scelta adottati per la selezione di una soluzione di sicurezza. Le risposte evidenziano come le PMI italiane prendano in considerazione un insieme di diversi fattori in modo sostanzialmente equilibrato: costo (15%), semplicità di gestione (17%), serietà del vendor (18%), qualità della tecnologia (19%), disponibilità di una soluzione integrata (16%) e funzionalità superiori rispetto a quelle immediatamente necessarie (14%).

“I risultati ottenuti dal sondaggio sono estremamente interessanti”, dichiara Paolo Ardemagni, Regional Director Southern Europe di Check Point. “Confermano la sensazione che avevamo e cioè che le piccole e medie imprese italiane sono attente e impegnate nel verificare se la loro dotazione di sicurezza è in grado di proteggerle dalle minacce in continua evoluzione, ma spesso hanno difficoltà nell’individuare rischi e criticità interne. Ed è proprio per questo motivo che affidano sempre più frequentemente la gestione della sicurezza a società in outsourcing”.

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