Alessandro Borghese, tappa in Etruria su Sky Uno HD

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Penultimo appuntamento con Alessandro Borghese 4 Ristoranti, premiato da ascolti in costante crescita: dall’esordio di quest’anno, gli spettatori sono quasi triplicati e la sfida itinerante tra ristoratori ha conquistato 1 milione di spettatori a settimana (dati Smart Panel relativi al settimo episodio).

Questa settimana – martedì 26 gennaio alle 21.10 in esclusiva su Sky Uno HD – chef Borghese si spinge nell’antica regione dell’Etruria, dove si incrociano i confini di Toscana, Lazio ed Umbria.

In questa zona si trova una grande varietà di trattorie a gestione familiare, caratterizzate da una cucina semplice legata al territorio e da prezzi modici. I loro menù rappresentano una mescolanza di piatti e sapori tipici di queste tre regioni e si va dai pici toscani, alla carbonara laziale, passando per gli umbrichelli umbri, il cinghiale, il capriolo, il ragù d’oca, fino ai cantucci e vin santo. E, proprio 4 trattorie di questo particolarissimo territorio, si sfideranno a colpi di piatti della tradizione per conquistare il titolo di “Migliore trattoria di confine”. Ai 4 lati del ring troveremo: Da Gianfranco (Trevinano, Viterbo), Osteria da Pantalla (Pitigliano, Grosseto), Da Ciccio alla Capannaccia (Acquapendente, Viterbo) e Duca di Orvieto (Orvieto).

Come in ogni puntata chef Alessandro Borghese mette a confronto 4 ristoratori di una stessa area geografica su altrettanti aspetti fondamentali per un ristorante: la location, il servizio, il conto e, infine, il menù. I ristoratori invitano nel proprio locale i rispettivi “avversari” e colleghi che, accompagnati dallo stesso Alessandro, per prima cosa ispezionano da cima a fondo ogni angolo del ristorante ed esaminano con attenzione la cucina e il personale che vi opera. A seguire, inizia la cena vera e propria, nel corso della quale non mancheranno critiche e commenti pungenti. Alla fine ognuno assegna il proprio voto sui quattro aspetti fondamentali del locale, ma l’ultima parola spetta solo ed esclusivamente a Chef Borghese: la sua opinione, infatti, è decisiva per eleggere il migliore ristoratore della puntata.

L’ultima puntata di questa seconda edizione di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” andrà in onda martedì 2 febbraio e farà tappa in Sicilia, a Catania.

Adattamento di “My Restaurant Rocks”, il format ha un inconfondibile tocco italiano: la gara tra imprenditori della ristorazione si trasforma, infatti, anche in un pretesto per raccontare luoghi, culture gastronomiche e personaggi unici.

NONO EPISODIO: L’ETRURIA

DA GIANFRANCO
Il proprietario della trattoria è GIANFRANCO DELLI CAMPI, un simpatico signore verace. La sua è una trattoria tipica che si affaccia sulla piazzetta di Trevinano, paesino minuscolo nella provincia di Viterbo. La moglie Anna è salernitana e ha portato nel locale influssi partenopei.

La location è quella tipica della trattoria di provincia con tavoli e sedie di legno. Le pareti sono tappezzate di foto di ospiti illustri. La presenza in sala di Gianfranco è molto accogliente. Qui si fa tutto a mano e si punta soprattutto sulla pasta, sul cinghiale, sui pennuti alla griglia e sui dolci della casa.

OSTERIA DA PANTALLA
Silvia Chiatti è la titolare dell’Hosteria da Pantalla nel grazioso borgo di Pitigliano (GR). Mentre la mamma sta in cucina, Silvia si occupa della sala e dei dolci. Silvia e sua mamma amano mangiar bene e propongono la loro idea di cucina tradizionale e casereccia con materie prime di qualità. La presenza femminile nel locale è predominante. Nata come trattoria per contadini e cacciatori che passano le giornate a lavorare in campagna, il loro locale si distingue per l’abbondanza dei piatti e la loro ricchezza. Il menù è strettamente tradizionale, i tortelli con il ragù di cinta sono il must, chi li mangia torna per assaggiarli di nuovo.

DA CICCIO ALLA CAPANNACCIA
Daniele Polici è il titolare, insieme alla fidanzata Elena e alla mamma, della Capannaccia, nel paese di Acquapendente (VT). Oste chiacchierone e gioviale, non smetterebbe mai di parlare del suo locale. Romano di nascita, si è trasferito in campagna e si è innamorato del paesaggio incontaminato e della genuinità della vita. La cucina è casereccia, i prodotti sono tutti a km 0, provenienti dalle 3 regioni Lazio, Umbria e Toscana. Ciccio ci tiene a considerare il suo locale una trattoria e non un ristorante. Il locale esiste dal 1954, ma Ciccio lo ha preso in gestione da 4 anni. Prima era una fraschetta, un posto con un braciere dove si vendeva vino e pane, poi è diventato un alimentari dove si poteva trovare di tutto. La Capannaccia è una trattoria come quelle di una volta, con cibo genuino ripreso dalla tradizione e ricette tramandate dal nonno di Elena. I pici e il cinghiale in salsa verde sono le loro specialità.

DUCA DI ORVIETO
Adler Bonavera è la chef e proprietaria del Duca di Orvieto, un locale pregno di tradizione. È una proprietaria a 360 gradi: sta in cucina, è sommelier, accoglie gli ospiti in sala. Di origini trentine, è arrivata a Orvieto direttamente da Roma, dove ha vissuto 30 anni.

Adler propone una cucina “storica”, riprende le ricette del 1500 e le propone senza cambiare nulla. Nel menu ci sono anche i formaggi di pecora fatti in casa. La sua filosofia è “faccio quello che mi diverte, quando non mi diverte più smetto e cambio”.

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