Cambia il percorso, non muta il volto del vincitore di tappa. Igor Baretto questa mattina ha confermato la propria supremazia nella “1000 Grobbe Bike”, andando a vincere la seconda frazione disegnata sull’Altopiano di Lavarone. Questa volta il successo non lo ha costruito da solo, ci ha messo il provvidenziale zampino anche il compagno di squadra Flaviano Rigon, una vecchia conoscenza del Rampitour del Trentino (l’atleta di Valdagno, infatti, ne ha inaugurato l’albo d’oro). Sull’ultima salita importante, quella del Monte Tablat, Rigon ha preso l’iniziativa ed ha cominciato ad aumentare il ritmo: solo Baretto è stato in grado di tenergli la ruota e nel finale si è preso agevolmente un successo che consolida la sua leadership nella classifica generale. Fino a quello strappo, però, la sfida era stata appassionante ed incerta. Baretto si era mantenuto più coperto, forse anche per amministrare le energie in vista della maratona di domani (88 km), alla quale Igor parteciperà anche se gli sarebbe bastato difendersi nella gara breve (48 km), per fare propria la “1000 Grobbe Bike”. Al rilevamento di Passo Vezzena, piazzato dopo 12 km di gara, insieme con lui c’erano anche Giancarlo Paperini (ieri terzo) e il trentino Ivo Zulian, un terzetto compatto che il toscano ha provato ad allungare con alcuni scatti, sistematicamente annullati. Alla fine la tattica, votata all’attacco di Paperini, gli ha strappato energie senza portare risultati concreti.
La sorpresa della giornata è stata, oltre allo scatenato Rigon (42 anni e non sentirli), Riccardo Milesi, che ha riscattato la prova opaca di ieri con un bel terzo posto, conquistato allo sprint sul fassano Ivo Zulian. Dario Steinacher, altoatesino di Chiusa, ha invece bissato il quinto posto di ieri, due piazzamenti che lo mantengono sul secondo gradino della graduatoria generale della categoria elite (alle spalle di Baretto). Ivo Zulian comanda invece la classifica degli under-29, Massimo Piva (che oggi ha quindi superato Birtele, secondo ieri) quella degli atleti compresi fra 30 e 34 anni, Riccardo Milesi quella degli atleti compresi fra 35 e 39 anni Flaviano Rigon quella degli under 44, Roberto Capponi quella degli under 49, Ivo Savi quella degli over 50.
In campo femminile abbiamo assistito ad una gara in sostanza identica a quella di ieri. Anche stavolta Annabella Stropparo ha lasciato che Anna Ferrari si sfogasse nella prima metà della gara per poi andarla a riprendere. Al primo intermedio, quello di Passo Vezzena, la Ferrari aveva un minuto di vantaggio sulla diretta avversaria e tre sulla messicana Campuzano, ma sul Monte Tablat pagava 20 secondi sulla campionessa italiana (che sta correndo con alcuni vistosi cerotti sulla gamba sinistra, ciò che resta dell’ultimo infortunio), che al termine diventeranno novanta. Podio uguale a quello di ieri, dunque, quello fissato dalle macchine fotografiche in sede di premiazione.
I giochi più importanti, tuttavia, devono ancora aprirsi. Domani mattina, infatti, si disputeranno, in contemporanea, la terza ed ultima tappa della “1000 Grobbe Bike” e la “100 Km dei Forti”, la competizione marathon che attira i migliori pedalatori italiani. Il percorso della prima competizione, lungo 58 chilometri, rappresenta anche la prima parte del percorso della “100 km”, che attraversa tutto l’Altopiano di Luserna e poi si sposta su quello di Lavarone. Un totale di 88 chilometri che richiedono polmoni e muscoli d’acciaio. Ad Igor Baretto, Dario Steinacher, Ivo Zulian e Massimo Piva si aggiungeranno per l’occasione anche Ramon Bianchi (il vincitore della Rampiledro) e i due campioni della Full Dynamix Massimo Debertolis e Leonardo Paez. Partenza alle ore 9.00 da Parco Palù.
Oggi pomeriggio c’è stato spazio anche per i più piccoli, bambini e ragazzi che hanno dato vita alla “Mini 1000 Grobbe Bike”, una pedalata non competitiva che ha avvicinato i ragazzini al mondo della mountain bike. Gli oltre 150 iscritti si sono divisi in cinque gruppi (rosso per i piccoli accompagnati da genitori, blu per biciclette e rotelle, arancio per under-6, giallo per under-10 e verde per under-14) e hanno animato Parco Palù per più di dure ore. Poi merenda e premiazioni per tutti, senza vincitori né vinti.
Le voci dei protagonisti della seconda tappa della “1000 Grobbe Bike”:
Igor Baretto (Scott Racing Team): “Oggi ho pensato soprattutto a non sprecare energie in vista della 100 km dei Forti di domani. Perciò ho cercato di stare a ruota degli avversari, anche se non è stata una passeggiata perché prima Paperini e poi gli altri hanno provato più volte a scattare e sono stato costretto a ricucire gli strappi. Poi nell'ultima salita Rigon ha impresso un ritmo forsennato e dopo 200 metri mi sono girato accorgendomi che avevamo preso un vantaggio importante. Rigon poi mi ha lasciato vincere. Un successo che voglio dedicare proprio a lui”.
Flaviano Rigon (Scott Racing Team): “Nella prima tappa sono partito senza strafare, ma oggi ho deciso di provare a forzare. Purtroppo quest'anno ho corso poche gare per un problema alla schiena ed essere riuscito a pedalare su questi ritmi mi da una significativa iniezione di fiducia per i prossimi appuntamenti. Non ho ancora deciso se domani farò o meno la marathon, dipenderà dalle mie condizioni al bivio. Perché ho lasciato vincere Baretto? Perché era giusto così e perché è il più forte”.
Ivo Zulian (Mtb Casentino Bike): “Neppure oggi è andata come volevo. Puntavo almeno al terzo posto, vista la defaillance nella prima tappa. Purtroppo, appena scollinato, sull'ultima salita non mi sono reso conto che ero già sulla linea del traguardo ed era troppo tardi per lanciare lo sprint. Peccato. Domani sicuramente farò la lunga, anche se con un lotto di partenti così qualificato sarà ardua piazzarsi a ridosso del podio”.
Giancarlo Paperini (Cicli Olympia): “Ho provato in tutti i modi ad attaccare perché sentivo di avere la gamba giusta. Purtroppo Baretto è sempre riuscito a rintuzzare i miei allunghi e quindi i miei tentativi di fuga sono andati a vuoto. Poi nella discesa da Forte Belvedere ho avuto problemi con il freno posteriore e non riuscivo a tenere alta la mia velocità, perdendo inevitabilmente il contatto dai primi. Spero vada meglio domani nella 100 km dei Forti, gara alla quale sono molto affezionato anche perché in passato ho ottenuto un paio di secondi posti assoluti”.
Massimo Piva (Sc Pergine): “Essere fra i primi per un amatore come me è sempre una grande soddisfazione. Oggi poi sono risultato il migliore della mia categoria, la M1, precedendo Federico Birtele. Direi ottimo. La condizione è buona e spero di fare una buona prestazione nella 100 km dei Forti”.
Annabella Stropparo (Scott Racing Team): “Ogni giorno va meglio sono proprio felice, nonostante le mie ferite al ginocchio non siano ancora completamente cicatrizzate. Per questo preferisco partire lenta e quando la gamba è calda cerco di forzare. Anche nella seconda tappa Anna Ferrari è partita forte, e al decimo chilometro aveva circa un minuto di vantaggio, poi nella discesa del Tablat ho ridotto il gap, riuscendo a superarla nella salite del Monte Rust. Domani? Penso proprio di fare la marathon”.
Daniela Campuzano (L'Arcobaleno Carraro Team): “Ho fatto quello che potevo, d'altronde con due atlete così forti come la Stropparo e la Ferrari non potevo avere ambizioni particolari: sembrano di un altro pianeta. Per quanto riguarda la mia gara sono contenta e devo ammettere che mi sono anche gustata il percorso. Questo è un posto incantevole”.
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