Ansys ha annunciato oggi la sua partecipazione al Osteoporotic Virtual Physiological Human Project (VPHOP), partito lo scorso autunno ad opera di un consorzio europeo. Il progetto VPHOP mira a sviluppare una nuova generazione di tecnologie mediche, volte a prevedere il rischio di osteoporosi e di fratture ossee per ogni singolo paziente, oltre a migliorare diagnosi e terapia. Il software Ansys è stato utilizzato per simulare la varietà degli aspetti meccanici e fluidodinamici all'interno dell’anatomia umana, basandosi sui dati raccolti in ambito anatomico, fisiologico e patologico. L'osteoporosi è una condizione piuttosto comune e potenzialmente pericolosa per la vita, e causa una riduzione della massa ossea ai pazienti che ne soffrono, rendendo le ossa deboli, fragili e sensibili a fratture. Tra il 30 e il 50 per cento delle donne e tra il 15 e il 30 per cento degli uomini è destinato a dover affrontare fratture osteoporotiche. In Europa il numero di fratture a seguito di osteoporosi è pari a circa 4 milioni ogni anno. Le conseguenti disabilità e spese mediche ammontano a 30 miliardi di EURO l'anno. Con l’invecchiamento della popolazione, il costo è destinato a raddoppiare entro il 2050 (fonte: International Osteoporosis Foundation).
Gli approcci attuali all'osteoporosi si concentrano sulla prevenzione delle fratture attraverso una valutazione dei rischi, basata su dati storici per popolazioni di riferimento simili. VPHOP adotta un approccio diverso, personalizzando la valutazione del rischio sul singolo paziente. Il progetto si svilupperà sulla base di modelli al computer specifici per ogni paziente, costruiti tramite le convenzionali tecniche di immagini diagnostiche, e quindi elaborando i risultati di simulazione ottenuti tramite software ANSYS, così da prevedere i carichi quotidiani di sollecitazione nello scheletro, per attività abituali e non. I modelli al computer permetteranno ai medici di predire per ciascun paziente il reale rischio di frattura e anche la sua posizione, non solo per il momento attuale, ma anche per gli anni a venire.
"Gli approcci attuali alla valutazione del rischio di frattura semplificano eccessivamente quello che è un problema estremamente complesso e sfaccettato", ha dichiarato il Dott. Marco Viceconti, coordinatore del VPHOP. "Questi approcci raggiungono un livello di accuratezza del 60-70 %, ma, applicando le più moderne tecnologie e utilizzando le procedure di analisi che stiamo sviluppando, riteniamo che saremo in grado di migliorare sostanzialmente".
"Il nostro software di simulazione ingegneristica multi-fisica ha un potenziale enorme nel campo della biomeccanica e della farmacologia. Il fatto che siamo in grado di svolgere un ruolo importante nel VPHOP, contribuendo a migliorare ed estendere la vita di milioni di persone, è tanto lusinghiero quanto straordinario", ha affermato Jim Cashman, presidente e amministratore delegato di Ansys, Inc. "Questo progetto dimostra anche come il nostro software può essere un vero e proprio driver per lo sviluppo di approcci medici mirati sui pazienti. Una volta acquisita la geometria di una parte anatomica di una persona – il ché è facilmente possibile tramite scansione TAC o risonanza magnetica – si ha a disposizione anche la tecnologia per eseguire simulazioni strutturali, fluidodinamiche, termiche e con campi elettrici e magnetici, che sono critici per il funzionamento del corpo umano. Il potenziale di crescita per questo tipo di simulazioni nel settore sanitario è immenso."
Il progetto VPHOP è condotto da un consorzio di 19 organizzazioni europee, tra cui Ansys Francia. Si tratta di uno dei tanti studi nell’ambito della iniziativa di ricerca finanziata dalla Commissione Europea e chiamata "The Virtual Physiological Human".
In corsa per quattro anni fino al 2012, il consorzio VPHOP consentirà ai medici di fornire prognosi accurate e attuare strategie di trattamento più efficaci, basate sia su farmaci che su interventi mirati. Sarà inoltre sviluppata una banca dati, che potrebbe poi essere utilizzato per qualsiasi modellazione specifica di ogni paziente, per applicazioni che spaziano dall’osteoporosi alle malattie cardiovascolari all’aneurisma cerebrale.
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