Arbor Networks ha annunciato la disponibilità della versione 5.1 di Arbor Peakflow SP, la più avanzata piattaforma per il monitoraggio del traffico e la protezione delle infrastrutture di rete. In questa nuova release Arbor ha introdotto una versione 40Gig del proprio sistema integrato TMS (Threat Management System), che identifica e rimuove chirurgicamente qualunque attacco rivolto contro il layer applicativo e il layer di rete senza interrompere il flusso del traffico legittimo. La release Peakflow SP 5.1 incorpora inoltre nuove funzionalità per proteggere i server e le infrastrutture DNS esposte a un numero significativo di attacchi diretti contro il layer applicativo. Peakflow SP 5.1 è anche il primo prodotto a fornire piena visibilità e protezione per il traffico IPv6, aiutando i clienti Arbor nella transizione verso questo protocollo. "Questa release incorpora un paio di novità assolute: la rimozione a 40Gig degli attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial-of-Service) e quelli rivolti contro il layer applicativo, e la totale protezione e visibilità per il traffico IPv6, una caratteristica destinata ad assumere un'importanza sempre maggiore per i service provider nostri clienti impegnati nel transitare verso il protocollo IPv6 nei mesi e negli anni a venire", ha affermato Rob Malan, co-fondatore e Chief Technology Officer di Arbor Networks. "Arbor Networks è impegnata nel fornire soluzioni pienamente rispondenti alle esigenze dei clienti relativamente all'oggi, al domani e al futuro più lontano".
La minaccia DDoS per gli Internet Data Center Nel corso degli anni il ruolo, le dimensioni e la complessità degli Internet Data Center (IDC) sono mutate drasticamente. Dal punto di vista delle aziende, ciò che una volta era una server farm interna che impiegava un set limitato di applicazioni è diventata oggi un'infrastruttura altamente complessa comprendente apparecchiature di rete collegate a Internet, una miriade di prodotti per la sicurezza e innumerevoli server che utilizzano una moltitudine di applicazioni basate su IP. Per quanto riguarda i service provider, l'IDC è diventato un centro di profitto che fornisce servizi "in-cloud" quali posta elettronica, backup, VoIP (Voice over Internet Protocol), applicazioni multimediali e Web hosting. Per i grandi content provider o fornitori di servizi e-commerce, l'IDC aperto a Internet rappresenta il cuore del business: in sua assenza queste realtà non esisterebbero neppure. Nonostante queste nuove tecnologie e tendenze promettano risparmi consistenti, esse sono anche fonte di nuove sfide associate alla sicurezza, alla disponibilità e alle prestazioni. Un attacco DDoS rivolto contro un utente del data center o i servizi cloud ha in sé il germe per interrompere i servizi di tutte le altre organizzazioni che utilizzano la medesima infrastruttura cloud multitenant.
"Il modello cloud può avere successo soltanto se le aziende sono certe che i propri dati siano adeguatamente protetti e i propri servizi costantemente disponibili", ha osservato Michael Suby, Director di Stratecast (una divisione di Frost & Sullivan). "Le particolari capacità della piattaforma Peakflow combinano totale visibilità sull'intera rete, controllo delle applicazioni e protezione, fornendo ai service provider e agli operatori dei data center la capacità di mantenere la disponibilità dei servizi anche nel corso di attacchi sofisticati rivolti contro il layer applicativo. Questo tipo di approccio stratificato nei confronti della protezione dell'infrastruttura è esattamente ciò che serve per fronteggiare l'attuale panorama complesso delle minacce. Senza la capacità di eliminare unicamente il traffico associato agli attacchi, gli operatori di rete sono costretti a completare l'opera iniziata dagli attaccanti interrompendo i servizi non soltanto per la vittima designata, ma anche per tutti gli altri utenti dell'infrastruttura cloud-based attaccata".
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!