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ATARDE torna con “Palestra (cura di me)”: un viaggio tra fragilità e ironia

Dopo il successo di “piccola ostrica”, ATARDE torna con un nuovo singolo, “Palestra (cura di me)”, disponibile da venerdì 20 febbraio. Il brano rappresenta il secondo tassello del suo nuovo progetto discografico, aprendo un capitolo che esplora con lucidità e leggerezza le piccole vittorie e gli inevitabili fallimenti che accompagnano la crescita personale e le relazioni.

Il giovane artista anconetano, nome d’arte di Leonardo Celsi, 24 anni, continua a distinguersi per una scrittura intima e autentica, capace di raccontare le insicurezze contemporanee con una cifra stilistica riconoscibile. In “Palestra (cura di me)”, la “sensazione universale di non sentirsi abbastanza per qualcuno” diventa il fulcro narrativo di un brano che indaga il confine sottile tra ammirazione e autosvalutazione, tra il desiderio di essere visti e la paura di non bastare.

La palestra è qui un simbolo evocativo: rappresenta il tentativo ingenuo di trasformarsi esteriormente per colmare un vuoto interiore, un atto di cura apparente che, nel tempo, svela la sua fragilità. L’ironia e l’autocritica si intrecciano, restituendo un racconto coerente con la visione artistica di ATARDE, che non cede mai al cinismo, ma si muove su un equilibrio raro tra leggerezza e profondità emotiva.

Sul piano sonoro, il brano si muove tra sonorità pop e sensibilità indie, creando un equilibrio naturale che lo rende perfetto per entrare nella routine quotidiana d’ascolto senza perdere autenticità. “Palestra (cura di me)” conferma la capacità di ATARDE di unire immediatezza e introspezione, continuando un percorso evolutivo già evidente nel precedente EP “muschio” del 2024, che aveva segnato un’apertura verso atmosfere più elettroniche e sperimentali.

Nato come artista indipendente tra le mura della sua cameretta, Leonardo Celsi ha intrapreso un percorso di crescita costante. Dopo le prime pubblicazioni su SoundCloud e la firma con Universal Publishing nel 2021, ha pubblicato l’album di debutto “difetti di forma” con Pezzi Dischi e Island Records. L’album, ripubblicato in versione ampliata nel 2023, gli ha permesso di farsi conoscere anche dal vivo, con concerti che hanno consolidato un seguito sempre più affezionato.

La primavera 2024 è stata un punto di svolta per il progetto ATARDE: l’uscita dell’EP “muschio” lo ha portato su alcuni dei palchi più importanti d’Italia, dal Concertone del Primo Maggio allo Spring Attitude e al Poplar Festival. La freschezza del suo sound e la spontaneità dei testi gli hanno garantito un posto di rilievo nella nuova scena indie-pop nazionale. Nel 2025, ATARDE ha collaborato con il produttore e amico Fudasca alla scrittura dei ritornelli dei brani “Quanto ti importa” e “Sognare in grande” di Mecna, segno della crescente riconoscibilità del suo stile autoriale.

Oggi il giovane artista vive ad Ancona e sta lavorando al suo primo album, in uscita a maggio 2026. Un progetto che promette di essere un ritorno alle origini, “un disco che saprà di sale, poiché queste canzoni sono state a mollo in mezzo alle onde dell’Adriatico per molto tempo”. Un racconto personale, generazionale e al tempo stesso universale, in cui l’intimità della scrittura si coniuga con una visione musicale matura e coerente.

Con “Palestra (cura di me)”, ATARDE conferma la sua capacità di trasformare stati d’animo comuni in canzoni lucide e condivisibili, che parlano con delicatezza delle fragilità di una generazione. È un invito a guardarsi allo specchio con più indulgenza e ironia, accettando che, nella cura di sé, spesso si nasconde il desiderio più profondo: quello di sentirsi finalmente visti.

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