Per quest'ultima settima di febbraio, l'Auditorium Parco Della Musica propone come sempre un gran numero di appuntamenti, tra musica, spettacolo, arte ma non solo. Questa settimana per il ciclo 'Lezioni di Rock' si 'studia' Aretha Franklin con “Aretha Now”. La più grande voce femminile della musica soul, la regina della black music, è senza dubbio lei. Cinquanta anni di carriera, una sequela di successi interminabile, un percorso artistico che è riuscito a comprendere il gospel e il soul, l’hip hop e la dance, la grande canzone americana e il rock, interpretati dalla grande cantante americana con il suo inconfondibile stile. Aretha Now è uno degli album chiave della sua storia, un disco che contiene gli elementi importanti della tradizione e le chiavi di volta per comprendere il futuro della black music. Ernesto Assante e Gino Castaldo accompagneranno gli 'studiosi' alla scoperta della musica dell’anima e della sua più grande voce nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock, domenica 21 febbraio alle ore 11 al Teatro Studio. Domenica 28, altro appuntamento con la storia del rock: “Led Zeppelin II”al Teatro Studio, ore 11. Il rock di oggi, quello indipendente, alternativo, libero e incontaminato, non esisterebbe se non ci fossero stati, quaranta anni fa, i Led Zeppelin a tracciare la strada. Una strada di autonomia creativa, di indipendenza dal mercato, che li ha resi, all’alba degli anni Settanta, la più grande rock band del mondo. Il loro secondo album mette in scena quello che Jimmy Page sognava dalla fine degli Yardbirds, una perfetta sintesi di rock, blues e folk, una miscela esplosiva sostenuta dal ritmo travolgente di John Bonham e John Paul Jones, che si materializza nel corpo e nella voce di Robert Plant. Led Zeppelin II è uno splendido scrigno di gioielli rock, da Whole lotta love a Heartbreaker, fino ad arrivare a Moby Dick, brani che non hanno età, che fanno vibrare il cuore, che rappresentano il rock come tutti vorrebbero che fosse sempre.
Per le Lezioni di Giornalismo al Parco della Musica, Gianni Mura, protagonista del quarto appuntamento, affronta il tema del giornalismo sportivo, incalzato dalle domande di Andrea Satta, cantante dei Têtes de Bois e ciclista incallito. Gianni Mura è probabilmente il più famoso giornalista sportivo italiano. Inizia a muovere i primi passi nel giornalismo sportivo fin da giovane, nel 1964, quando inizia a collaborare con la Gazzetta dello Sport diventando nel 1967 giornalista professionista. Scrive anche per il Corriere dell’Informazione, Epoca e L’Occhio. Nel 1976 inizia la collaborazione, che continua ancora oggi, con il quotidiano La Repubblica scrivendo ogni domenica per tutta la durata del campionato di serie A la rubrica intitolata "Sette giorni di cattivi pensieri". Sull'allegato Il Venerdì si occupa invece di recensioni enogastronomiche insieme alla moglie Paola. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo Giallo su giallo, vincitore del Premio Grinzane - Cesare Pavese per la narrativa 2007, ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo. Nel 2008 pubblica un altro libro dedicato alla stessa corsa “La fiamma rossa.Storie e strade dei miei tour”. L'appuntamento è il 22 febbraio al Teatro Studio alle ore 21.
Per i Processi alla storia, febbraio è il mese di Marianna De Leyva. Si chiamava così la vera Monaca di Monza. A lei si ispirò il Manzoni, per il suo romanzo, pur mutando le date e trasformando alcuni particolari. Da allora, la Monca di Monza e' stata presentata di volta in volta come un'eroina sfortunata, la vittima di una societa' avversa, la sciagurata e crudele amante del conte Paolo Osio. E ancora, l’arrogante sostenitrice della sua innocenza e, subito dopo, la peccatrice disposta ad accettare umilmente la punizione. Forse, più semplicemente, era il prototipo della donna da marito, come ebbe a dire lei stessa; ma era stata monacata a forza. Sangue bollente, indipendente, ribelle, volitiva, caparbia, fiera delle sue origini e della sua superiorità di censo che le permetteva di spadroneggiare. Qualcuno la definì un mostro, forse a ragione. Ma era vittima a sua volta. Di questa donna, altera e debole allo stesso tempo, si occuperà il secondo dei Processi alla Storia organizzati all'Auditorium dalla Fondazione Musica per Roma in scena il prossimo 22 febbraio (Sala Sinopoli ore 21). Con la tecnica del processo penale, scandaglieremo una personalità complessa, in chiaroscuro, suscettibile di grandi lodi ma anche di critiche severe. E di condanne, come effettivamente avvenne nel 1608, quando un tribunale stabilì che fosse murata viva in una cella larga tre braccia e lunga solo cinque, con la porta e la finestra cementate e due piccoli buchi per i pasti. Ad interpretare la "nostra" Monaca di Monza sarà un personaggio d'eccezione, Irene Pivetti, già presidente della Camera e poi personaggio pubblico impegnato nel sociale, come presidente della Onlus LTBF, Learn to be free, che si occupa di formazione professionale e di individuazione e reperimento di occasioni di lavoro per i meno abbienti. Ad accusarla, idealmente, davanti alla platea, sarà un magistrato di carriera, molto noto alle cronache e anche al mondo dei media: Simonetta Matone, già procuratore della Repubblica dei minori e Roma e oggi capo di gabinetto del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, oltre che ispiratrice della legge sullo stalking. La difesa sarà affidata ad regina del Foro milanese, Annamaria Bernardini de Pace, celebre avvocato matrimonialista, esperta di diritto di famiglia e autrice di innumerevoli saggi divulgativi sulla materia. Infine, sullo scranno più alto, a presiedere la Corte sarà il parlamentare Gaetano Pecorella, avvocato e giurista, legale del premier Berlusconi e già presidente della commissione Giustizia della Camera. Al termine, come consuetudine, sarà il pubblico a decretare la sentenza, con un meccanismo di voto semplice e veloce; mentre in chiusura il presidente della Corte emetterà un secondo verdetto, più tecnico e basato sui principi della legge, anche per fornire alla platea un parametro di comparazione con il convincimento che si è formato in sala. Anche questa serata, come già avvenuto per lo spettacolo di gennaio, rappresenterà un'occasione per fare beneficenza, con una raccolta di fondi per la Onlus Learn To Be Free presieduta da Irene Pivetti, che si occupa della creazione di opportunità di lavoro particolare per persone in difficoltà economica, sociale, culturale, o di salute.
Secondo appuntamento di performance After Fluxus il 26 febbraio con la partecipazione degli artisti Cesare Pietroiusti, Raimundas Malašauskas e Tonino Battista. Le tre performance sono state pensate come un percorso/itinerario nel tempo e nel luogo, iniziando con quella di Malašauskas nello spazio espositivo di George Maciunas, per arrivare poi allo Spazio Risonanze dove avranno luogo la performance sonora di Tonino Battista e la lezione di Cesare Pietroiusti. Gli appuntamenti: Auditorium Arte ore 20.30 Intervista psichica # 2- George Maciunas Interviewed by Raimundas Malašauskas è una live performance sull’assenza/presenza dell’artista che riattiverà lo spazio espositivo di Auditorium Arte sulle note del primo movimento in loop della Sonata in E minor Opus 7 No. 2 di Edward Grieg, memore di un recente contatto romano con George Maciunas sulla scia di una prima intervista psichica realizzata a New York nel 2001. Come spiega Malašauskas: “Questa volta il medium sarà un altro, ma le risposte potrebbero rimanere le stesse. Parlare con i morti non è mai un tema concluso”. Pianista: Lucio Perotti
Spazio Risonanze ore 21.00 Body & Sound del musicista Tonino Battista è un’opera per tre corpi umani ed elettronica. Musicisti: Antonio Caggiano, Flavia Ricevuto, Rodolfo Rossi Regia del suono: Giacomo dè Caterini
ore 21.30 Una Lezione è un’idea di Iacopo Seri e una performance di Cesare Pietroiusti con l’assistenza di Filipa Ramos. All’interno dello Spazio Risonanze sarà organizzata una vera a propria lezione universitaria in cui verrà analizzato e discusso "Rizoma", capitolo introduttivo del libro Mille Piani di Gilles Deleuze e Felix Guattari. L'unica variante alla prassi accademica sarà che tutti gli uditori, durante tale lezione, dovranno bere almeno un litro di vino a testa. E' un lavoro sui meccanismi dell'attenzione e sul precario, imprevedibile rapporto fra distrazione, pensieri paralleli e versioni della realtà; una rigorosa verifica sperimentale della celebre frase di Deleuze e Guattari: "L'ubriachezza… un'irruzione trionfale della pianta in noi". Si ricorda che la performance è aperta a tutto il pubblico, anche ai non iscritti alla lezione, che può sostare nello stesso spazio e assistere all’intera durata della performance.
Tra gli altri appuntamenti, le Lezioni di Musica, con ospite Giovanni Bietti (domenica 28 febbraio Sala Sinopoli ore 11), PMJO rielabora Miles Davis (sabato 27 febbraio – Sala Sinopoli ore 21), Biosphere porta la sua ambient music venerdì 26 febbraio - Teatro Studio ore 21.
Discussione 1
Auditorium Parco della Musica (Roma)
FLUXUS BIENNIAL - After Fluxus
Ore 20.30 Venerdì 26 Febbraio 2010
Intervista psichica # 2
George Maciunas interviewed by Ramundas Malašauskas
Arrivo, visito velocemente la sala dedicata a Maciunas quando poi Lucio Perotti si mette al pianoforte e incomincia a suonare si raduna tutto intorno un cospicuo numero di persone che si dispone a semi cerchio. Finito il primo brano musicale capisco che è arrivato il mio momento, mi tolgo la giacca che appoggio li accanto e vado in mezzo alla folla vicino al pianoforte e saltando strillo "E meno male che c'è Maurizio Cattelan.... E meno male che c'è Maurizio Cattelan" Nessuno mi interrompe e il pianista continua a suonare come se nulla fosse il pubblico non riesce a capire se ciò facesse parte della performance o meno. Dopo un paio di minuti qualcuno dell’organizzazione mi fa gentilmente cenno di smettere, io nonostante stessi quasi svenendo per la fatica gli faccio segno guardando l’orologio che avevo quasi terminato il mio blitz-perfomance. Continuo così ancora per un altro paio di minuti. Quando esausto smetto, inaspettatamente tutto il pubblico mi saluta con un bel applauso.
Quando poi vistosamente affaticato seduto su una sedia sotto il portico dell’Auditorium qualcuno mi chiede perchè lo avessi fatto, rispondo che era un omaggio a tre menti indubbiamente geniali come George Maciunas, Simone Cristicchi e Maurizio Cattelan e comunque ognuno poteva tirare le proprie conclusioni.
Pino Boresta