Quando l’arte ispira l’arte: esattamente 72 anni fa usciva nelle sale di tutto il mondo “Biancaneve e i Sette Nani”, primo lungometraggio d’animazione in assoluto, capolavoro destinato a passare alla storia come “la follia di Walt Disney”. Un’impresa epica costata al suo creatore un milione e mezzo di dollari dell’epoca, un’ipoteca sulla casa e mesi di durissimo lavoro: una follia, appunto, nella quale il genio instancabile di Walt non smise mai di credere combattendo contro pregiudizi e ostacoli di ogni tipo. A partire dal prossimo 2 dicembre questo capolavoro torna a brillare, completamente restaurato e rimasterizzato, nell’alta definizione Blu-ray: ecco l’occasione per celebrare questo magnifico viaggio con una mostra interamente dedicata alla creatività dei giovani artisti ispirata proprio dal capolavoro disneyano. Il Concorso “Freedom to create”, di cui l’omonima mostra è l’atto conclusivo che presenta al pubblico i risultati, è stato organizzato in collaborazione dall’Accademia di Belle Arti di Brera, Fondazione Cineteca Italiana e The Walt Disney Company, riservato agli studenti dell’Accademia, ha avuto come tema la realizzazione di opere liberamente ispirate al film “Biancaneve e i Sette Nani”. Le opere in concorso, di cui trentuno sono arrivate alla selezione finale e sono esposte in mostra, sono il risultato di una serie di interpretazioni e intuizioni generate dall'approfondita visione del lungometraggio e quindi liberamente rielaborate. Per scoprire che poi, alla fine, Biancaneve resta pur sempre l’incarnazione della purezza assediata dal Male e che la casa dei nanetti è ancora il rifugio sicuro in cui ci piacerebbe nasconderci.
La giuria, composta da rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dell’Accademia Disney e dell’Associazione Atelier Gluck Arte di Milano, ha decretato le opere vincitrici. Prima quella dal titolo “Nuova Luce” di Giulia Cannella (21 anni). Un’opera onirica, vera e propria installazione realizzata con la tecnica teatrale dei fondali sovrapposti, che ha come soggetto la casetta dei sette nani sprofondata in un’atmosfera che richiama il tema del sonno, del passaggio a nuova vita. Così la descrive la vincitrice: “Si addormenta bambina per svegliarsi, con un bacio, donna. È il cosiddetto momento liminale. Un rito di passaggio. (...) Biancaneve è investita da una ‘nuova luce’ nella sua vita. L’opera è costruita in maniera tale da esaltarne la trasparenza e la leggerezza. Simboleggiando luce ed effimerità del momento vissuto da Biancaneve”. Seconda vincitrice è Sara Romani che con l’opera “Biancaneve sono io”, una fotografia che la rappresenta di profilo e in penombra con una piccola mela disegnata sul collo. La mela rappresenta per Sara qualcosa che ha segnato la vita di Biancaneve permettendole di diventare ciò che è, ossia una donna. Matteo Sturba, al terzo posto secondo questa giuria, ha realizzato un lavoro di stampa su allumino lavorando invece sul “rapporto di alterità che si instaura tra i due canoni estetici rappresentati da Biancaneve e da Grimilde”, ha commentato il giovane, “ e l’invidia della matrigna che anima questo rapporto”. 'Credere nelle proprie idee, nella Fantasia che porta a creare ‘Arte’, lasciare un segno indelebile nella vita di ognuno di noi. Pensieri resi reali dal Walter Elias Disney', ha argomentato infine il Professore G. Mariani Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Brera, “un esempio tangibile per lo studente che si pone di fronte ad un cammino culturalmente importante.'
La mostra, allestita presso Atelier Gluck Arte di Milano (Via Gluck 45), ha aperto al pubblico il 26 novembre pv e rimarrà visitabile fino al 5 dicembre (ingresso gratuito, dalle 10.00 alle 18.00). Durante tutto il periodo di apertura il pubblico potrà votare la propria opera preferita mezzo coupon direttamente presso la mostra: il premio del pubblico consisterà in una simbolica mela dorata che da simbolo della favola si trasforma nell’omaggio all’opera più bella: da Biancaneve a Paride!
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