arà in scena fino al 28 marzo al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli (via Montecalvario, 16) "Brutto", piece del giovanissimo autore tedesco Marius von Mayenburg messo in scena da Carlo Cerciello con Roberto Azzurro, Paolo Coletta, Monica Nappo, Alfonso Postiglione. E' la storia di Lette (Roberto Azzurro) che deve presenziare ad una convention con la presentazione di una propria invenzione, quando scopre che Karlmann (Paolo Coletta), suo collega, è stato selezionato per farlo al posto suo. Il suo datore di lavoro, Scheffler (Alfonso Postiglione) spiega a Lette che la scelta è data dal fatto che lui è troppo brutto. Lette consulta sull’argomento sua moglie Fanny (Monica Nappo), che gli conferma la sua assoluta bruttezza fisica. Sembra che Lette fosse all’oscuro della sua mancanza di bellezza. Lette consulta, quindi, il chirurgo estetico Scheffler e si fa fare un’operazione che lo trasforma in un uomo bellissimo. Le cose sembrano cambiare in positivo la vita di Lette, che non solo, ora, può tenere la sua presentazione e fa letteralmente impazzire di desiderio sua moglie e in genere tutte le donne, ma, alla convention, diventa l’oggetto sessuale delle brame della 73enne Fanny, una veterana della chirurgia estetica e del figlio di lei Karlmann. I guai per Lette, però non tardano ad arrivare: il chirurgo Schleffer, per soldi e ambizione, decide di clonare la faccia di Lette. Carlo Cerciello, regista e attore napoletano che nel suo curriculum ha la messa in scena di opere di Schnitzler e Ionesco, definisce così "Brutto": 'L’opera, che potrebbe, a buon diritto, collocarsi nel genere “teatro dell’assurdo”, sotto le apparenze di una divertente satira sociale rivela una complessa riflessione sull’identità. Viviamo tempi in cui sembra impossibile sottrarsi alla seduzione dell’immagine. Siamo ciò che appariamo esteriormente. Non è casuale che il fenomeno mediatico del momento, ivi compresi i pericoli di sottrazione di identità ad esso connessi, abbia un nome composto: Facebook, dove face sta per volto e book per libro. “Il tuo volto è come un libro, in cui gli uomini possono leggere strane cose” dice Lady Macbeth al marito, temendo che, suo malgrado, possa tradire le segrete intenzioni criminose della coppia shakespiriana. Ogni volto, infatti, dichiara la sua storia, il suo vissuto, la sua individualità espressiva, le sue emozioni, pur nelle sue naturali imperfezioni.'
Si potrà notare, dalla trama, come i personaggi conservino gli stessi nomi e siano impersonati dagli stessi attori. Non è un errore, ma è la quintessenza dell'opera e del discorso portato avanti da von Mayenburg e Cerciello: 'Oggi, però, l’estetica dell’immagine è il segno distintivo della nostra identità, per cui l’essere brutti, secondo i canoni estetici correnti, non piace più a nessuno. Apparire “belli” a tutti i costi è il passepartout per il successo garantito. Ecco, “Brutto” mette in luce tutto questo, sfida attori e pubblico sul piano dell’apparenza. Con un meccanismo volutamente provocatorio, infatti, gli attori mantengono il loro volto nudo, incuranti del cambio di personaggio, indifferenti ai cambiamenti del volto che i personaggi subiscono come conseguenza delle operazioni di chirurgia estetica, cui si sottopongono per cambiare identità. A loro volta, i personaggi, pur diversi tra loro, sono contraddistinti da un unico nome, proprio a sottolineare la confusione e lo smarrimento della vera identità. In “Brutto” l’incubo diventa realtà, l’apparenza la vera identità, assistiamo impotenti e complici alla cancellazione delle differenze, alla clonazione delle identità.' Lo spettacolo, prodotto da Ente Teatro Cronaca, è in cartellone fino al 28 marzo e gli orari dello spettacolo sono dal lunedì al sabato alle 21 e la domenica alle 18. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Daniela Ciancio, il disegno luci Cesare Accetta e le musiche di Paolo Coletta.
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