ono stati presentati questa mattina nella splendida cornice della Sala della Musica di Palazzo Bellini (sede della Fondazione della Banca Popolare di Novara) a Novara i campionati europei disabili di sci nautico in programma dal 18 al 23 agosto a Recetto, sede anche del Centro tecnico federale dello sci nautico. A moderare la conferenza è stato Jacopo Volpi, vicedirettore di Rai sport, che ha salutato i presenti ed introdotto i relatori: il Presidente della Federazione Italiana Sci Nautico Silvio Falcioni; il Vicepresidente del CONI e Presidente del Comitato Paralimpico Italiano Luca Pancalli, il Presidente della Fondazione Banca Popolare di Novara Franco Zanetta, il Presidente del CONI Regione Piemonte Gianfranco Porqueddu. Presenti, inoltre, il giornalista de Il Corriere della Sera Claudio Arrigoni, l’atleta di punta della nazionale sci nautico disabili Giancarlo Cosio e i compagni di squadra Uber Riva e Daniele Cassioli accompagnati dal tecnico Tino Mazzola, e il campione del salto in lungo Roberto La Barbera.
Ad aprire la conferenza è stato il “padrone di casa” Zanetta: “Sono orgoglioso di ospitare questa presentazione. La nostra Banca cerca sempre di essere vicina al territorio, mettendo a disposizione le proprie sale e agendo sul territorio con interventi particolari tramite la Fondazione. Questi Campionati sono un appuntamento molto importante per la nostra provincia e soprattutto per lo sport”.
Ha poi preso la parola il Presidente della Federazione Silvio Falcioni. “La nostra Federazione è stata la prima a estendere la propria struttura anche al settore disabili. L’impegno è da anni costante ed è stato ampiamente ripagato dagli straordinari risultati che questi atleti hanno ottenuto. Sono orgoglioso che anche quest’anno l’Italia sia un punto di riferimento per questo sport a livello continentale in quanto ospiteremo non sono i campionati europei disabili, ma anche i campionati europei giovani che si terranno a Segrate dal 6 al 10 agosto. Non potevamo non chiudere questo quadriennio olimpico con il nostro fiore all’occhiello:il settore disabili. Colgo l’occasione per ringraziare la Regione Piemonte e AAMS che sono sempre al nostro fianco”.
“L’azione della FISN nel settore disabili è il segno tangibile che i tempi cambiano – ha dichiarato Luca Pancalli – bisogna dare atto alla Federazione e soprattutto merito per aver percorso e precorso i tempi. Lo sci nautico non è disciplina paralimpica ma sappiate che ho già da tempo iniziato a muovermi in questa direzione affinché possa diventarlo”.
Anche Porqueddu ha fatto eco a Pancalli, sottolineando quanto “in Piemonte è sentito questo sport e tanto si sta facendo per accrescerne ulteriormente lo sviluppo sia nel settore disabili che non”.
La seconda parte della mattinata è stata poi dedicata alla tavola rotonda “Unicamente sport” dove i temi sport e disabilità sono stati affrontati oltre che da Pancalli e Arrigoni anche dalle esperienze dirette di Roberto La Barbera e Giancarlo Cosio.
“L’esperienza di atleta normodotato prima e disabile dopo mi ha permesso di poter applicare il modus vivendi, particolare ed unico che ha l’atleta, anche alla mia attività di oggi – dichiara Pancalli - Il titolo di questa tavola rotonda parla da solo: unicamente sport, perché lo sport è uno e uno solo, che si esprime se vogliamo in modalità differenti ma che ha un unico obiettivo, uguale per tutti gli atleti normodotati e non. Lo sport è elemento unificante. Essere “normali” è uno stato mentale, sia che uno sia abile o meno”. E’ stata la volta poi di Claudio Arrigoni che ha introdotto una breve riflessione sulla storia e comunicazione dello sport per disabili: “Lo sport disabile è relativamente giovane, nasce all’incirca dopo la seconda guerra mondiale. La giovane età e il progresso hanno fatto sì che le potenzialità di questo sport siano in primis i margini di miglioramento, che sono enormi. Pensiamo a Pistorius: è solo a un decimo delle proprie potenzialità. Non parlo solo dei risultati, quelli vengono o meno per tutti gli atleti, ma dal punto di vista mediatico ha portato un’esplosione di attenzione sulla categoria disabili. Non dimentichiamo il linguaggio – ha proseguito Arrigoni – E’ cambiato anche il linguaggio dello sport. Basti pensare agli Stati Uniti dove non si usa più la parola disabile, ma si parla di atleta con una disabilità, perché l’accento va posto sull’atleta e non sulla disabilità”. Gli ha fatto eco Pancalli il quale ha sottolineato quanto il caso Pistorius abbia fatto bene al movimento: “senza Oscar quando mai avremmo visto uno correre senza gambe in prima serata su tutte le tv nazionali e non?” un ulteriore segno di quanto l’atteggiamento sia cambiato rispetto all’epoca pre-Pistorius: il focus ora è sull’atleta non sulla sua menomazione fisica.
Sul caso Pistorius si è poi espresso anche Roberto La Barbera: “C’è stato chi ha detto che io sia contro Oscar. La mia posizione riguarda esclusivamente la partecipazione di un disabile alle Olimpiadi a tutti i costi, ma non sull’atleta Oscar. Ci sono molti atleti che corrono come lui, con la stessa disabilità, ma nessuno ha le sue prestazioni. Pistorius è davvero molto più avanti tanto che è solo per poco che non ha ottenuto la qualificazione alle Olimpiadi. Ora c’è solo Pechino davanti a me – ha continuato la medaglia d’argento ad Atene 2004 nel salto in lungo – E sarà dura. Ora sto bene, dopo lo stop dello scorso anno dovuto a una lombosciatalgia paralizzante che mi ha tenuto fermo per quattro mesi, mi sono ripreso e anche se non mi sento competitivo al massimo darò il meglio di me”.
Giancarlo Cosio, il campione del mondo in carica nello slalom, ha poi raccontato la propria esperienza sportiva: “Ho praticato diversi sport prima di arrivare allo sci nautico, dal nuoto al ciclismo. E’ sempre stata una sfida, con l’obiettivo di abbattere le barriere alla ricerca dell’integrazione. Ricordo che mi presentai al centro di Castellanza con il solo obiettivo di allenarmi e battere il record dell’ora in bicicletta. Proprio in quel periodo ricordo che la squadra della Mapei, quella di Bugno, stava facendo dei test per studiare la pedalata rotonda a una gamba sola. Dopo sei mesi battemmo il record dell’ora”. Poi venne lo sci nautico: “Dopo il primo anno di pratica dello sci nautico lasciai perdere, semplicemente perché non c’erano le strutture adatte. Fu solo dopo l’apertura di Recetto e quindi con l’avvio di tutta l’organizzazione curata da FISN che ripresi a sciare seriamente con gli ottimi risultati che ho ottenuto”.
Ha concluso la tavola rotonda Roberto Ghiretti, Presidente dell’omonimo Studio di Parma: “Lo sport è generatore culturale. Unicamente sport: non si parla solo di integrazione, ma è un interscambio totale, delle stesse esperienze, delle stesse sensazioni. Lo Sport va vissuto come una nuova forma di società civile, che non si chiama che civiltà”.
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