“Non voglio entrare nel merito dei temi scientifici, ma i nostri consulenti sono convinti delle loro tesi. Questa perizia è già una conquista. Qui si circoscrivono le lesioni che possono essere causate da cadute o da un pestaggio. Per quanto riguarda il resto non voglio urlare allo scandalo, ma questa perizia contiene molte incongruenze. La mia battaglia è una battaglia di verità, non voglio trovare per forza un colpevole, voglio la verità sulla morte di mio fratello. Quando è stato detto che Stefano era uno spacciatore, nessuno ha obiettato era vero. Io accetto tutto, ma quello che dicono queste tesi scientifiche devono trovare riscontro nei fatti. E’ sbagliato dire che mio fratello fosse un tossicodipendente all’ultimo stadio”.
E’ quanto raccontato in diretta a Tgcom24 da Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi. Continuando a parlare della perizia aggiunge: “Non voglio contestare la perizia e mettermi in contrasto con i periti nominati dalla corte. Da cittadina però, non posso non pormi delle domande. Le lesioni sulle mani di mio fratello vengono indicate come segni tipici da tossicodipendenza. Le analisi del sangue e delle urine non hanno riportato presenza di droga, quindi non era ciò che si vuole far passare. Io accetto tutto, ma mi si deve spiegare come sia possibile che un ragazzo di 31 anni dopo poche ore dall’arresto rimanga paralizzato. Prima si dice che non c’erano gli estremi per un ricovero, poi si parla dell’installazione di un catetere: sono queste le incongruenze di cui parlavo”.
Sul fatto che Cucchi abbia rifiutato il cibo in carcere, la sorella racconta: “Stefano non era in sciopero della fame. In un certo momento ha sospeso l’assunzione di cibo per poter incontrare l’avvocato e denunciare il pestaggio. Si fa di tutto per dire che mio fratello però quelle fratture se le sia procurate prima di finire in carcere”.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!