Cima da Conegliano, il Daniele arricchisce la mostra

Cima da Conegliano, il Daniele arricchisce la mostra

Una nuova opera arricchisce il percorso espositivo della mostra dedicata a Cima da Conegliano (1459/1460 – 1517/1518), ospitata fino al 2 giugno a Palazzo...

Una nuova opera arricchisce il percorso espositivo della mostra dedicata a Cima da Conegliano (1459/1460 – 1517/1518), ospitata fino al 2 giugno a Palazzo Sarcinelli, nel cuore della sua amatissima città natale. Si tratta di "Daniele nella fossa dei leoni", una tavola conservata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Con una abilità e controllo stupefacenti – con questa tecnica nessun errore è consentito – su di un fondo ocra, Cima orchestra la storia lavorando con sottilissime lumeggiature in oro a conchiglia a simulare una dorata fusione bronzea, e giunge alla definizione dell’immagine con il semplice infittirsi o diradarsi del tratto. Il tema raffigurato è narrato da Daniele 6, 17-23 e dalle Aggiunte apocrife 14, 23-42. Due sono le ingiuste condanne da scontare, per il profeta Daniele: lesa maestà e sacrilegio nei confronti del re Dario dei Medi. Un soggetto squisitamente devozionale, Daniele nelle vesti di salvatore dell’anima nella sua ultima ora, “la fossa - come ricorda Giorgio Fossaluzza - è intesa come immagine dell’inferno, o meglio del sepolcro, e il profeta appare come prefigurazione proprio del Cristo risorto. I due leoni, come “angeli probatori”, sono simbolo della natura selvaggia, sono testimoni del giusto”. Poco si sa delle vicende di committenza e collezionistiche, come pure appare controversa, anche per la particolare tecnica, la datazione. Quanto realmente interessa a Cima è l’abituale dialogo con la scultura classicista di Tullio e Antonio Lombardo, non solo riecheggiati nel dichiarato omaggio all’antico, ma anche nella strutturazione di forme e posture.

L’esposizione, prodotta e organizzata da Artematica, col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Conegliano, della Provincia di Treviso e della Regione Veneto e la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico e etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda Lagunare e della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese - main sponsor Fondazione Antonveneta, sponsor Stefanel - curata da Giovanni Carlo Federico Villa, coadiuvato da un comitato scientifico che comprende i maggiori studiosi italiani e stranieri su Cima da Conegliano, quali Peter Humfrey, David Alan Brown, Mauro Lucco e Matteo Ceriana, presenta 39 opere, provenienti dalle maggiori istituzioni pubbliche mondiali, come la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, in grado di ricostruire la vicenda artistica di Cima, uno dei geni sublimi della storia dell’arte, uno degli interpreti più alti del fare artistico, autore di dipinti entrati nei manuali anche per la stupefacente sapienza tecnica e la meticolosa descrizione oggettiva di una realtà vissuta concretamente.

Catalogo Marsilio editori.

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