Non solo opere prime e seconde italiane, nel listino di Cinecittà Luce, che l'AD del gruppo Luciano Sovena ha presentato a Sorrento. E' Lourdes di Jessica Hausner, vincitore di numerosi premi tra cui il Fipresci e La Navicella, il nome di punta del listino. Altra importante coproduzione è 'Una donna a Berlino' di Max Faeberboeck (già autore di Aimée & Jaguar), dal diario dei drammatici giorni del '45 e dell'occupazione sovietica della città, una città borbardata e messa in ginocchio. Testo lucido che non fa sconti a nessuno, il libro, scritto da una donna tedesca rimasta anonima, è stato libro pubblicato in venti paesi (in Italia da Einaudi con l'introduzione di Hans Magnus Enzensberger). L'autrice, la cui identità era nota al giornalista e critico Kurt Marek (autore, con lo pseudonimo di C.W. Ceram, della celebre storia dell'archeologia "Civiltà sepolte"), venne accusata di immoralità alla prima edizione tedesca, apparsa nel '59. Così il libro tornò sugli scaffali solo dopo la sua morte avvenuta nel 2001. Il diario inizia il 20 aprile 1945: per sfuggire alla furia dei soldati russi che violentano le donne tedesche di qualsiasi età e condizione, l'autrice, giornalista e fotografa, sceglie un "amico" e protettore tra i nemici, l'ufficiale Andrej. Protagonisti sono Nina Hoss e Evgeny Sidikhin. John Turturro ha realizzato a Napoli un documentario sulla canzone napoletana con un cast veramente impressionante, in cui figurano nomi storici della scena musicale partenopea come James Senese, Fausto Cigliano, Massimo Ranieri, Lina Sastri, Peppe Barra, Pietra Montecorvino, Pino Daniele. Nelle prime immagini, viste a Sorrento, un Fiorello inedito, che sembra uscito da un racconto orientale, canta una ballata tradizionale. Titolo provvisorio Passione e un'uscita prevista a giugno 2010, magari dopo il Festival di Cannes. Una storia napoletana è anche l'opera prima Il fodero di Paola Livia Randi, con Gianfelice Imparato e Beppe Servillo, una commedia post-Gomorra dai toni grotteschi sulle infiltrazioni del sistema camorristico nella società, dove un timido scienziato che non riesce a sfondare nella carriera universitaria si convince a chiedere una raccomandazione, a caro prezzo, a un amico d'infanzia, ambiguo politico locale. Altra opera prima è Venti sigarette di Aureliano Amadei, con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini e Giorgio Colangeli, che ripercorre la vicenda autobiografica del regista, coinvolto nell'attentato in cui a Nassirya persero la vita 19 italiani, il 12 novembre del 2003. Una storia in soggettiva, ma dai forti contorni politici, prodotta da Tilde Corsi, Gianni Romoli e Claudio Bonivento e girata in Marocco. Dodo Fiori, produttore di Good Morning, Aman e autore dell'opera prima Il silenzio intorno, dirige La strategia degli affetti, una storia di disamore tra un padre, architetto cinquantenne, e il figlio adolescente che non riesce ad essere all'altezza delle sue aspettative. Con Paolo Sassanelli e David Nebbia. Opera seconda anche Le quattro volte, che si muove tra documentario e finzione con un occhio antropologico e punta evidentemente a Cannes. Il film, dallo sguardo piuttosto originale a giudicare dalle prime immagini viste nel trailer, è stato girato sull'Appennino calabrese da Michelangelo Frammartino, autore premiatissimo per Il dono, che nel 2004 fu uno dei film-caso dell'anno. A produrre questa storia, che segue i percorsi di un'anima attraverso le varie forme dell'esistenza, dal mondo minerale a quello umano, è la Vivo Film di Gregorio Paonessa e Marta Donzelli. Incuriosisce molto anche il docu-cartoon L'arte della felicità di Alessandro Raik che raccoglie testimonianze di personalità della cultura occidentale e orientale (tra queste il Dalai Lama, Thich Nhat Hanh, Massimo Cacciari, Zygmunt Bauman, Umberto Galimberti e Adriano Sofri) e le rielabora in forma creativa. Infine un'anticipazione: Cinecittà Luce distribuirà King Lear con Al Pacino per la regia di Michael Radford, un progetto che riprende l'esperienza scespiriana del Mercante di Venezia.
Cinecittà Luce, ecco i film del 2010
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