Cinema indipendente, La banda del Brasiliano a Milano

Cinema indipendente, La banda del Brasiliano a Milano

Grande successo per la rassegna Yes, we want to be indipendent attualmente in corso a La Scheggia di Milano, ogni giovedì, fino al 29 aprile prossimo.

Grande successo per la rassegna Yes, we want to be indipendent attualmente in corso a La Scheggia di Milano, ogni giovedì, fino al 29 aprile prossimo. Nove incontri, suddivisi in tre sezioni, per approfondire il concetto di indipendenza produttiva nel cinema mondiale, europeo, italiano, milanese. A questi si è aggiunto un evento speciale da non perdere: dopo il successo in Toscana e a Roma, per la prima volta a Milano verrà proiettato il film "La banda del Brasiliano", diretto e prodotto dal Collettivo John Snellinberg. Il film è un perfetto esempio di cinema indipendente, realizzato in proprio dal pratese Collettivo Snellinberg, con pochi mezzi e tante idee. Divertente, drammaticamente attuale, La banda del Brasiliano utilizza il linguaggio del poliziottesco degli anni '70 per raccontare un'Italia in preda alla crisi economica e avvelenata da un conflitto generazionale latente.Il risultato è una commedia paradossale e ironica, grottesca e tristemente divertente. Il Collettivo John Snellinberg sarà presente a La Scheggia sabato 10 aprile, a partire dalle 19.00 per l'Aperitivo del Brasiliano con shottini, cocktail anni settanta e chiacchiere in libertà. Alle 21.00 verrà proiettato il film "La banda del Brasiliano". "La Banda del Brasiliano", poliziesco in salsa pratese, nasce da una doppia esigenza: raccontare una forma di malessere sociale, uno scontro generazionale sotterraneo e pericoloso; farlo attraverso quel veicolo che un tempo se ne faceva espressione naturale e diretta, il cinema poliziesco italiano. "La Banda del Brasiliano" è pertanto una specie di poliziesco, con tutti gli elementi tipici della tradizione. Ma anche una riflessione sulle difficoltà di girare un poliziesco oggi e una commedia amara e nostalgica verso un’epoca, gli anni Settanta, che per motivi anagrafici non abbiamo potuto vivere. "La Banda del Brasiliano" è anche un tentativo di parlare di cose come il precariato, la flessibilità o la mancanza di ideali, senza raccontare le solite storie di call center e di trentenni in crisi. E' un film su una generazione che è incapace di dare forma alla propria rabbia, e che resta impantanata nella melma di un Paese vecchio, ostile, testardo. Una generazione umiliata che trova tutte le porte chiuse e si accomoda in sala di attesa, ad annegare nella frustrazione e nel proprio stesso sarcasmo. "La Banda del Brasiliano" prende in prestito i modelli, il linguaggio di un cinema feroce e dissacrante per raccontare la lotta di questa generazione totalmente disillusa, che cerca il conflitto e il corpo a corpo con i propri nemici, ma resta vittima della propria inettitudine e mancanza di convinzione. Un gruppo di ragazzi incapaci di tradurre la propria rabbia in azione provano a vivere come se fossero in un poliziesco, e a risolvere le cose come le avrebbe risolte Henry Silva: la violenza diventa una goffa farsa, mentre questa "specie di poliziesco" viene fatto gradualmente e dichiaratamente a brandelli. Girato in digitale tra l’estate e l’autunno del 2008 tra Prato, Livorno e Napoli il film è stato realizzato con un budget di appena 2.000 euro, grazie all’impegno volontario di una troupe di professionisti e appassionati di cinema.

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