VMware ha fornito la propria piattaforma software al Credito Valtellinese per un ampio progetto di consolidamento dei server che ha coinvolto i due datacenter del gruppo bancario. Realizzato in due fasi distinte da Bankadati, la società che all’interno del Gruppo si occupa di gestione e sviluppo tecnologico, il progetto ha visto la creazione di oltre 500 server virtuali, che ora gestiscono le principali applicazioni business dell’azienda. Questi server virtuali sono ospitati su soli 15 server fisici dotati di VMware Infrastructure, con risparmi significativi a livello di hardware e consumi energetici e una decisa semplificazione della gestione complessiva. “Il Gruppo Credito Valtellinese dispone di due datacenter distinti, uno a Sondrio e uno a Settimo Milanese,” Christian Manzia, servizio architetture sistemi dipartimentali di Bankadati. “Il Datacenter di Settimo Milanese è stato il primo ad essere virtualizzato, nel momento in cui ci siamo trovati ad affrontare la problematica di un suo trasferimento fisico. Abbiamo reso virtuali le macchine grazie a VMware e con grande semplicità abbiamo traslocato virtualmente un centinaio di macchine, ospitandole su soli 6 server fisici”.
I vantaggi economici e di gestione sono stati immediatamente evidenti, tanto che qualche mese dopo è stato preso in esame il secondo datacenter, situato presso la sede di Bankadati a Sondrio, per una sua generale modernizzazione e ottimizzazione. Qui i server fisici erano più numerosi, circa 200, vista la presenza di macchine di test oltre a quelle di produzione. E’ stato mantenuto lo stesso elevato rapporto tra macchine fisiche e virtuali, trasferendo di fatto in poco tempo l’intero datacenter su una decina di server fisici.
“Al di là degli immediati vantaggi economici legati alla riduzione delle macchine, e di conseguenza dei consumi energetici, il risultato più significativo per noi è stata la decisa semplificazione dell’infrastruttura, resa più dinamica, flessibile e reattiva dal passaggio al virtuale”, commenta ancora Christian Manzia. “Ora siamo in grado di rispondere alle sollecitazioni del mercato con una tempestività prima impensabile. Creare un nuovo server e metterlo a disposizione del business è diventata questione di poche ore, rispetto ai diversi giorni che erano necessari in precedenza.”
L’adozione di VMware Infrastructure sia in ambiente di produzione che in ambiente di test ha reso molto più flessibile e dinamica l’infrastruttura, consentendo allo staff IT del Credito Valtellinese di adattare con grande semplicità il proprio parco macchine alle esigenze applicative. Ora sono circa 500 le macchine virtuali presenti in azienda, attive su una quindicina di server fisici, con vantaggi davvero significativi a livello di gestione.
Gli ottimi risultati ottenuti sul consolidamento fanno sì che al momento siano allo studio ulteriori progetti legati alla virtualizzazione: “Intendiamo procedere in questo percorso di modernizzazione dell’infrastruttura per sfruttare al meglio le possibilità che vi offre la virtualizzazione”, spiega ancora Manzia. “Per questo stiamo pianificando per i prossimi mesi un progetto di disaster recovery.”
“Il consolidamento dei server è una delle applicazioni tipiche della virtualizzazione, e permette di ottenere risultati significativi in tempi estremamente brevi”, commenta Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia. “Nel caso del Credito Valtellinese, questi sono stati ulteriormente amplificati dalle dimensioni del loro datacenter, che anno reso ancor più evidenti le riduzioni dei consumi energetici. Più in generale, si tratta dell’ulteriore conferma di quanto strategica possa essere la virtualizzazione in realtà dove la flessibilità e la dinamicità sono requisiti essenziali”.
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