“Ho dovuto attendere che tutti i passeggeri avessero assegnata una cabina. Io sono salita sulla nave e mi hanno detto di andare a salutare il capitano e l’equipaggio, così mi è stato detto di lasciare le valigie nell’ufficio del capitano e non nella sua cabina. Io ho lasciato la mia valigia nell’ufficio, ma se anche l’avessi lasciata nella sua cabina e si volesse sostenere che io sia l’amante di Schettino, rispondo che i miei vestiti erano nella valigia e non nell’armadio”.
E’ la ricostruzione fatta in diretta in esclusiva a Pomeriggio Cinque da Domnica Cemortan, l’hostess moldava che si trovava a bordo della costa Concordia nella notte del naufragio all’Isola del Giglio. Sul giallo del ritrovamento della fotografia di Schettino nel suo bagaglio, l’hostess ha spiegato: “E’ un errore della stampa. La foto di cui si è tanto parlato non era nel mio bagaglio ma è finita lì perché molti oggetti sono stati mischiati”.
Tornando a quanto avvenuto nella notte del naufragio, la Cemortan ha continuato nel suo racconto: “Sì, mi sono cambiata per andare a cena nella cabina di Schettino. Ripeto: se fossi stata l’amante di Schettino avrei messo i vestiti nell’armadio. Non capisco perché tutti vogliano sapere se io sono o meno la sua amante. La cosa essenziale è sapere la verità di quanto accaduto. Schettino quella sera mi ha detto che ero bellissima e mi ha baciato la mano”.
Raccontando della cena domnica ha spiegato: “Ho cenato con i miei amici membri dell’equipaggio. Dopodiché ho chiamato il mio capo, Manrico Giampedroni per farmi assegnare una cabina e mi ha detto di salire a cena dove stavano terminando in compagnia di Schettino e lì mi è stato offerto il dessert”.
E poi la sua presenza in plancia: “Io in plancia ero l’unica ospite perché il capitano ci aveva invitato a vedere il panorama del Giglio mentre eravamo a tavola”.
Infine l’incidente: “Abbiamo avuto un incidente, ma non abbiamo sentito l’urto contro le rocce perché eravamo a prua. Ricordo che il capitano disse che bisognava capire la situazione, cosa fosse successo”.
Su quanto accaduto nei momenti precedenti l’impatto, ha spiegato: “Io ero dietro a tutti vicino alla porta di uscita e c’era silenzio e potevo capire bene. Schettino si è messo a dare ordini e i marinai ripetevano gli ordini impartiti. A mio parere l’errore è che qualcuno ha sbagliato la sequenza degli ordini, perché credo che Schettino sapesse esattamente cosa stesse facendo. Un ufficiale ripetè erroneamente l’ordine di Schettino e lui si arrabbiò tantissimo, poi ci fu l’impatto con la roccia. Credo che l’errore si stato fatto dall’ultimo ufficiale della catena”.
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