Due eventi interessanti questa settimana per riscopire alcune figure della Storia del Cinema. Il 26 maggio, al cinema Trevi (Roma, vicolo del Puttarello 25, Fontana di Trevi), alle19.00, nell’ambito del festival Corso Polonia 2010, l’Istituto Polacco di Roma e la Cineteca Nazionale propongono un omaggio al regista Michal Waszynski (1904-1965). Il titolo è "Le vite immaginarie di Michal Waszynski. Incontro con Samuel Blumenfeld". Chi fu realmente il regista dei più bei film polacchi degli anni Trenta, fra cui il celebre "Dibbuk"? Un produttore dal fiuto infallibile, scopritore di Audrey Hepburn e collaboratore di Orson Welles, o un truffatore, che girava su una Cadillac bianca e si spacciava per principe? L'incredibile storia di Michal Waszynski - soldato nell'esercito di Anders, protagonista della Hollywood sul Tevere, vissuto a Roma fino al 1960 - sarà raccontata da Samuel Blumenfeld, giornalista di «Le Monde» e autore del libro "L'homme qui voulait être prince. Les vies imaginaires de Michal Waszynski" (Grasset, 2006). ore 19.00 Incontro con Samuel Blumenfeld a seguire "Lo sconosciuto di San Marino" (1948) Regia: Michal Waszynski; collaborazione alla regia: Vittorio Cottafavi; soggetto: Cesare Zavattini; sceneggiatura: Giulio Morelli, C. Zavattini, V. Cottafavi; fotografia: Arturo Gallea; scenografia e costumi: Boris Bilinski; musica: Alessandro Cicognini, Giuliano Conte; montaggio: Mario Serandrei; interpreti: Anna Magnani, Vittorio De Sica, Aurel M. Miloss, Antonio Gandusio, Giuseppe Porelli, Renata Bogdanski; origine: Italia; produzione: Film Gamma; durata: 79' Durante la seconda guerra mondiale molti sfollati si rifugiano nella Repubblica di San Marino. Fra questi, vi è un giovane straniero, che ha perso la memoria e si mette in luce per il suo altruismo, suscitando l'entusiasmo del parroco e il consenso di tutti. La guerra sta finendo, i tedeschi si stanno ritirando e finalmente si può festeggiare rendendo grazie al Signore con una processione. Lo straniero improvvisamente riacquista la memoria e si rivede vestito da ufficiale nazista mentre ordina una strage durante una processione. Egli non può che provare orrore per le sue azioni…
Mentre il 27 maggio ci sarò la presentazione del documentario "La città di Angiolina: Trieste ai tempi del film Senilità" di Gloria De Antoni e Oreste De Fornari. Dopo la proiezione del documentario, incontro con gli autori Gloria De Antoni e Oreste De Fornari. A seguire "Senilità" di Mauro Bolognini (1962). Modera l'incontro Enrico Magrelli. Protagonista di "Senilità", il film di Mauro Bolognini del 1962, ispirato al romanzo di Italo Svevo, è insieme a Claudia Cardinale, nel ruolo di Angiolina, ragazza spregiudicata quanto enigmatica, la città di Trieste, che fa da sfondo alle sue avventure amorose. "La città di Angiolina", il nuovo documentario di Gloria De Antoni e Oreste De Fornari prodotto dalla Cineteca del Friuli, si propone di far rivivere quei giorni di 50 anni fa, attraverso i ricordi di quanti hanno partecipato o soltanto presenziato alle riprese del film, gli attori, Claudia Cardinale e Philippe Leroy, il costumista Piero Tosi, le comparse triestine, lo scrittore Claudio Magris e Tullio Kezich, scomparso l'estate scorsa, a cui il documentario è dedicato. Memorie, commenti e confronti sono stati raccolti dai due autori in modo inconsueto, intervistando i testimoni sui luoghi delle riprese, importunando i passeggeri di un tram, oppure pedinando un'attrice (Betsy Blair) nelle sue deambulazioni nei giardini pubblici di Trieste in un giorno di pioggia. Senza dimenticare gli interventi di Lelio Luttazzi, l'unico non testimone delle riprese, presente nel documentario come una sorta di genius loci che dispensa riflessioni e ricordi sulla Trieste di ieri. ore 20.30 "La città di Angiolina: Trieste ai tempi del film Senilità" (2010) Regia: Gloria De Antoni, Oreste De Fornari; montaggio: Letizia Caudullo;riprese: Davide Del Degan, Michele Federico, Marco Monti;consulenza storica: Carlo Gaberscek; consulenza musicale: Massimo Cigaina;grafica: Raffaele Cappelli;montaggio del suono: Stefano Grosso; origine: Italia; produzione: Cineteca del Friuli, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorato al Turismo e della Friuli Venezia Giulia Film Commission; durata: 50' un mosaico policromo e prismatico dove si alternano cinema e televisione, bianco e nero e colore, 8mm e 35mm, brani del film di Bolognini e cinegiornali d'epoca, in un montaggio liquido che restituisce nel gusto di oggi la radiografia di un film simbolo della città di Trieste. Ingresso gratuito
ore 21.30 Incontro moderato da Enrico Magrelli con Gloria De Antoni, Oreste De Fornari, Livio Jacob a seguire "Senilità" (1962) Regia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Italo Svevo; sceneggiatura: Goffredo Parise, Tullio Pinelli, M. Bolognini; fotografia: Armando Nannuzzi; scenografia: Luigi Scaccianoce; costumi: Piero Tosi; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Claudia Cardinale, Anthony Franciosa, Betsy Blair, Philippe Leroy, Aldo Bufi Landi, Franca Mazzoni; origine: Italia/Francia; produzione: Zebra Film, Aera Film; durata: 110' Un uomo già maturo, Emilio, s'innamora di una ragazza, Angiolina, ma le continue infedeltà della donna lo costringono a lasciarla. Quando la sorella si suicida per una delusione d'amore, Emilio resterà solo per sempre. «In un film dove tutti sono variamente perdenti, patetici e sgradevoli, e dove la macchina da presa molto spesso non è all'altezza dei personaggi, ma è in plongée o li riprende dal basso, Bolognini probabilmente cercava nella narrazione in prima persona un mezzo per infondere un po' di pathos. Emilio, peraltro, è afflitto da un io debordante: non fa che ripetere "provo compassione di me stesso", "avevo punito me stesso". È l'uomo decadente, arrivato a un eccesso di consapevolezza e incapace di avere un rapporto diretto con la realtà» (Bocchi-Pezzotta).
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