Marylin, Ava e Gilda: che taglia avevano le icone della seduzione cinematografica? “Atomica”, come sanciva il più grande riconoscimento che una diva dell’epoca potesse ottenere. E poi le bellezze italiane degli Anni ’50, che Vittorio De Sica definì ‘maggiorate’: una generazione di dive tutte concorrenti al titolo di Miss Italia, con cui si incoronava la bellezza simbolo del nostro Paese. Negli Anni ’60 le forme giunoniche della Ekberg della Dolce Vita, emblema di edonismo e del boom economico, conquistano l’immaginario maschile. Neppure la contestazione negli anni ’70 mette in discussione il fascino delle linee morbide, che trionfano nella commedia erotica all’italiana. E persino nei ’90, quando la moda esalta la magrezza ai limiti dell’anoressia, di fatto tutti i media esaltano e celebrano le maggiorate: le “buxom baby”.
Ce n’è abbastanza per dire che, oggi come ieri, “gli uomini preferiscono le tonde”?
Elena Mirò, che ha da sempre seguito l’evoluzione delle linee dolci della femminilità, presenta una collezione nella quale le forme vengono elevate a straordinario strumento di seduzione e di eleganza. Grande ritorno del micro tailleur, con gonne o abiti. Intriganti giochi di pizzo per velare/svelare il corpo con un’arte sottile.
I tessuti da uomo, rigorosi ed austeri, sono abbinati a “delikatessen” di georgette in un elegante equilibrio tra maschile e femminile, tra forza e dolcezza.
Anche i colori giocano su nuovi contrasti. Tinte di base naturali illuminate dai lampi dei colori delle pietre preziose: il rubino, lo smeraldo e l’ametista.
Le curve-à-porter di Elena Mirò sono la risposta al quesito. Gli uomini continuano a preferire le tonde
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