Il film "Mutande Pazze" di Roberto D'Agostino, uscito nel 1992 e riproposto in allegato all'ultimo numero di "Ciak", è diventato una sorta di presagio vent'anni or sono dell'attuale epoca della cosiddetta "mignottocrazia". A parlarne al "Chiambretti Night" di domani (sabato 5 marzo, Canale 5, ore 00.20) intervengono il regista stesso della pellicola, l'attore Enrico Brignano e l'ex Letterina convertita all'arte Ludmilla Radchenko. "La realtà ha superato la fantasia - interviene D'Agostino al 'Chiambretti Night' - il film era una metafora della nostra società. Negli anni '80 in questa Belle Epoque, in questa 'Me Generation' che poi diventerà Facebook, si è capito che chiunque di noi poteva diventare una star, non solo per 15 minuti come diceva Warhol, ma per 15 anni. Una sorta di prostituzione mediatica davanti a una telecamera, in cui si usava il proprio sesso come un grimaldello per il successo, in cui le stesse famiglie inducevano alla prostituzione...Erano le 'ragazze acqua e sciacquone'. Si è passati dal post-moderno al postribolo. La società dello spettacolo di Guy Debord è diventata lo spettacolo della società".
Oltre all'intervento di Enrico Brignano in quanto interprete di alcune commedie sexy a tema, spicca altresì la presenza dell'ex Letterina Ludmilla Radchenko, la quale ha abbandonato il mondo dello spettacolo per convertirsi alla Pop-Art, riproducendo, tra le altre opere, un quadro raffigurante Ruby che inneggia alla dignità delle donne. Radchenko, un tempo nella scuderia di Lele Mora, nel corso della puntata giudica "vergognosa" l'ipotesi di una possibile discesa nell'arena politica dell'agente.
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