Prosegue con Le ultime regine, reportage al femminile di Sandra Magliani realizzato in Guinea Bissau, Storie di Confine, il programma di Videonews (testata diretta da Claudio Brachino) in collaborazione con Retequattro e Mediafriends. Con i reportage esclusivi di Storie di Confine, giunto quest’anno alla 4° edizione, Retequattro continua ad accendere i riflettori non solo sulle realtà più degradate del mondo, ma anche sui progetti di aiuto e sostegno alle popolazioni bisognose realizzate da Mediafriends, la Onlus creata da Mediaset, Medusa e Mondatori. Dopo il viaggio nel cuore del Senegal, l’inviata del programma si è recata in uno dei paesi più poveri del mondo e rarissimo caso di società matrilineare, la Guinea Bissau, per raccontare come l’associazione Enzo B. abbia costruito un Centro per il trattamento ambulatoriale per Hiv-Aids, nella Capitale. Da questa clinica dove si curano donne sieropositive e si fa prevenzione per evitare che il virus si trasmetta ai neonati, parte il viaggio alla ricerca delle ultime regine. Dopo aver intervistato alcune “schiave” moderne, prostitute e ragazze madri che danno in adozione i loro figli perché non hanno possibilità di nutrirli e farli crescere con loro, la giornalista s’immerge nella cultura antica, quasi incontaminata, della tribù dell’isola di Canhabaque, la più impenetrabile dell’arcipelago Bijagos.
Grazie all’aiuto del missionario antropologo Luigi Scantamburlo, la troupe del programma ha avuto la possibilità di accedere ai villaggi della tribù e conoscere alcune donne: le adolescenti che, attraverso i durissimi riti di iniziazione, stanno per entrare nel mondo degli adulti, le anziane che accompagnano le più giovani in questo passaggio, e la gran sacerdotessa, ultima regina di Canhabaque.
Solo a Storie di confine, inoltre, la cerimonia finale dell’iniziazione, un evento straordinario che si verifica ogni vent’anni, in cui le giovani in trance, possedute dagli spiriti dei defunti, ritornano dalla foresta ai loro villaggi e alla loro vita.
Qui è il momento in cui si manifesta in tutta la sua potenza la natura matriarcale della società: le donne non solo partoriscono fisicamente i figli, ma anche spiritualmente, ed è loro il compito di traghettare le anime dannate (dei giovani morti prima di essere iniziati e, quindi, prima di essere persone) nel luogo del riposo e della pace.
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