Cantautorato alt-blues. Sangue e polvere. Salvezza e sacrificio. Il terzo disco di Gian Luca Mondo è un rumoroso, ironico, visionario Golgota d'amore. Con dentro tutta l'assoluta debolezza e la deragliante bellezza dei petali.

Sarà disponibile dal 21 ottobre “Petali”, il nuovo lavoro del cantautore piemontese ma genovese d'adozione Gian Luca Mondo. Il disco viene anticipato dal singolo "Il Dilemma del Porcospino" da oggi su YouTube e conclude la “trilogia fantasma” iniziata con “Piume” nel 2010 e fino ad oggi mai veramente portata a termine in quanto il secondo lavoro, “Perle”, è stato abbandonato da Gian Luca in fase di realizzazione.
“Petali” esce per l'etichetta Controrecords di Davide Tosches e raduna dodici canzoni scritte in brevissimo tempo e tutte radicalmente devote al blues, da Bob Dylan andando a ritroso sino a Blind Willie Johnson, Skip James, Robert Johnson e Hank Williams. Blues che in fase di registrazione ha incontrato il lavoro sonoro della produzione di Carlo Marrone dei Murder e della direzione artistica di Alec Dreiser. I due hanno rivestito i brani di chitarre sferraglianti e apocalittiche, atmosfere elettrico-cosmiche, scampoli di elettronica basilare e fiati di frontiera esaltando ancora di più l'estrema visceralità delle tracce.
“Petali” è un rumoroso, ironico, visionario Golgota dove ogni canzone è la tappa di un percorso di dannazione e salvezza, scaturito da un sacrificio d'amore che del petalo ha tutta l'assoluta debolezza e la deragliante bellezza. Perché, come canta Gian Luca Mondo nella title-track: “avevo perso ogni cosa / ora invece / seguendo tutti questi petali / ho trovato / dove è sbocciata la Rosa”.
A rappresentare idealmente il primo passo della salita verso quel monte sacro che fa coincidere amore, dolore e salvezza c'è "Il Dilemma del Porcospino", sorta di talkin' blues dal passo travolgente e mistico così presentato da Gian Luca: "Ho sognato che ero un porcospino. Mentre mi aggiravo in un paesaggio sconosciuto con colori pennarello mi venivano in mente pensieri da porcospino. Avevo freddo e solitudine nel complesso. Vidi una bella e sinuosa porcospina e la volli abbracciare, per scaldarmi e toccarla. Ahi! Mi punsi, avendo anche lei le spine. Impossibilitati ad amarci prendemmo una spina intinta di sangue di porcospino e scrivemmo una canzone. Al risveglio mi sono completamente scordato il sogno".
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