E’ la fine di un’epoca. Giorgietto Giugiaro lascia la scrivania di presidente onorario della Italdesign, società storica da lui fondata nel 1968. Lascia definitivamente le redini della sua “creatura” ai tedeschi e nello stesso tempo lascia gli italiani “orfani” della sua creatività, del suo genio, di un maestro.
Dalla sua matita hanno visto la luce delle vere e proprie pietre miliari del panorama automotive mondiale. Oltre 200 modelli, che gli sono valsi una carriera sfavillante e universalmente riconosciuta. Dal 2002 fa parte dell’Automotive Hall of Fame e nel 1999 è stato insignito del titolo di Car Designer del Secolo, conferitogli a Las Vegas da una giuria di 120 giornalisti ed esperti internazionali.
L’elenco di automobili pensate da Giugiaro è interminabile: dall’Alfasud alla 159, passando per Alfetta e Giulia. E poi Audi 80 Lancia Delta, Maserati Kubang e Renault 19, Saab 9000 e Seat Ibiza e tante altre. Ma basterebbe citare soltanto la Fiat Panda e la Volkswagen Golf per rendere l’idea di quanto possa aver influito la sua matita, nell’intero panorama automobilistico. Lascia Giorgietto Giugiaro, con un comunicato di poche righe nel quale si annuncia la cessione del restante 9,9% al Gruppo Volkswagen, che già dal 2010 deteneva il 90%.
Una storia la sua, cominciata nel 1955, quando a 17 anni entrò in Fiat, assunto dal Centro Stile della Casa di Torino. Da lì, una crescita impressionante che, dopo esperienze maturate in Bertone e Ghia, culmina nella creazione più importante della sua vita professionale: l’Italdesign.
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