i chiama Salvador Cabanas, calciatore di nazionalità paraguaiana, il protagonista di questa vicenda che ha dell’incredibile e per certi versi anche del miracoloso. Esattamente due anni fa la tragedia sfiorata: un colpo di pistola in testa in un bar di Città del Messico. Svegliatosi dal coma dopo una settimana, il giocatore promise di tornare a giocare. Per quello che gli successe fu già un miracolo sopravvivere a quel terribile agguato ed era davvero impensabile che l’atleta potesse tornare in campo con la pallottola ancora incastrata nella testa perché rimuoverla è rischioso. Oggi Cabanas può dire di aver vinto la partita più importante della sua vita. Il centravanti torna in attività nel 12 de Octubre, squadra che milita nel campionato paraguaiano di serie B. Ricominciare a giocare era un’utopia, il massimo che si poteva sperare per lui era il normale recupero della attività motorie; e invece con tenacia, caparbietà e tanta forza di volontà Cabanas ha lottato con tutte le sue forze per realizzare il sogno smentendo clamorosamente le previsioni dei medici. Da marzo di quest’anno le condizioni di salute del trentunenne sono migliorate a tal punto da essere in grado di giocare una partita amichevole con il suo club e partecipare al ritiro della nazionale sudamericana a ottobre. I medici hanno finalmente dato il via libera al ritorno in campo, la pallottola incastrata non darà nessun problema e oggi Cabanas firmerà il contratto.
“Siamo felicissimi. Abbiamo sempre creduto che il sogno si potesse avverare, e oggi, dopo l’ok dei medici, possiamo finalmente esultare”. Queste le parole della moglie del giocatore.
Questo è quello che noi chiamiamo il bello del calcio. Questo è quello che noi chiamiamo idolo da prendere come esempio.
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