Da domani, 5 febbraio, andrà in onda su Mya, alle 21.15, l'ultima stagione di "Gossip Girl". E’ uno dei finali seriali più attesi degli ultimi anni. Si conclude, dopo sei stagioni, il teen drama che dagli Stati Uniti all’Europa è diventato un vero e proprio fenomeno generazionale. La serie, basata sugli omonimi libri di Cecily Von Ziegesar, è stata ideata dal “papà” di “The O.C.” Josh Schwartz e in questi anni ha raccontato le vicende di un gruppo di ragazzi della lussuosa Upper East Side di Manatthan. La cosiddetta Blackberry-Generation passata non senza traumi dalla Fifth Avenue alla recente crisi economica. Lanciato in America nel 2007, uno dei teen drama più amati e chiacchierati di sempre ha travalicato il piccolo schermo per diventare oggetto di culto e discussioni, oltre a lanciare un gruppo di giovani interpreti, verso la celebrità.
Nel corso degli anni, a trarre vantaggio dal successo del teen drama sono emersi: Blake Lively è ormai costantemente sulla copertina di Vogue, nonchè musa di stilisti come Karl Lagerfeld e ricercata da grandi registi del calibro di Oliver Stone; Leighton Meester è una delle attrici più gettonate dai tabloid, esempio di stile ed eleganza per moltissime teenager in tutto il mondo; Taylor Momsen è diventata leader del gruppo rock sempre più in auge The Pretty Reckless; Ed Westwick è stato testimonial per il noto stilista tedesco Philipp Plein e nel gennaio scorso si è unito al cast del film di Clint Eastwood “J.Edgar” in cui recita accanto a Leonardo Di Caprio; Chace Crawford è stato recentemente scritturato, insieme a Cameron Diaz e Jennifer Lopez, in “Che cosa aspettarsi quando si aspetta”, adattamento cinematografico dell'omonimo bestseller (a maggio nelle sale cinematografiche).
La serie prevede un finale al fulmicotone e svelando la misteriosa identità della blogger che dà il titolo al telefilm, colei che per anni ha pubblicato online segreti, pettegolezzi e vicissitudini del gruppo di ragazzi protagonisti. Il merito del teen drama è di aver segnato una vera e propria epoca; quella degli smartphone, dei social network, quello insomma di un nuovo tipo di comunicazione che oggi, come sei anni fa, non smette di svilupparsi nel bene e nel male.
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