Mulino Bianco presenta il modello della colazione all’italiana, messo a punto grazie alla collaborazione di un gruppo multidisciplinare di esperti e studiosi: l’antropologo Marino Niola, la nutrizionista Marisa Porrini, lo psichiatra e psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet e la psicologa Silvia Vegetti Finzi. Per la prima volta è stata elaborata un’evoluzione della classica piramide nutrizionale per evidenziare come per gli italiani la prima colazione sia un corretto mix di alimenti e relazioni affettive. Non è un caso che nella nostra lingua la parola colazione abbia un doppio significato, diverso da quello di molti altri paesi; significa pasto, ma ha in sé anche il concetto di relazione che deriva da “collazione ”, cioè “mettere insieme”; l’idea del pasto comune, del condividere insieme cibo e relazioni. Al centro del nuovo modello troviamo la piramide degli alimenti per iniziare al meglio la giornata, dalla base al vertice, i cibi da consumare di più e quelli da limitare: prodotti da forno, in tutte le loro varietà, latte e yogurt, frutta, bevande (tè, caffè, orzo, cacao), zucchero, miele, marmellata e infine burro. Attorno alla piramide prendono forma le parole che rappresentano i gesti, le emozioni, le attenzioni che al mattino consentono a tutti di iniziare la giornata con il giusto apporto affettivo: tempo, energia, amore, ritualità, calore, piacere, cura, fiducia, scoperta, ottimismo.
La presentazione del nuovo modello dà il via al progetto Colazione all’italiana: un gesto d’amore attraverso il quale Mulino Bianco intende riaffermare la validità di un modello alimentare che va oltre il suo valore nutrizionale; un modo di iniziare la giornata che affonda le radici in tradizioni sociali e riti quotidiani che accompagnano il risveglio degli italiani, il 93% dei quali fa colazione abitualmente in casa. Sebbene il tempo medio dedicato a questo appuntamento sia solo di 10 minuti, per gli italiani è un rito carico di implicazioni sociali e psicologiche. La colazione all’italiana, fatta prevalentemente consumando una bevanda calda, un prodotto da forno e un frutto, circondati dal calore della casa, dagli affetti che donano una coccola o un sorriso, è un modo molto più caldo, piacevole ed equilibrato per iniziare la giornata; una “cerimonia del risveglio” che dà il la a tutte le attività, incidendo sulla qualità delle relazioni familiari, ma anche sul livello di benessere complessivo. Il progetto “Colazione all’italiana: un gesto d’amore” di Mulino Bianco nasce per essere vicino alle persone. La prima tappa è prevista a Perugia in occasione della manifestazione Breakfest, l’evento del risveglio, dedicato interamente alla prima colazione. Mulino Bianco sarà protagonista di tanti appuntamenti e iniziative, tra le quali la presentazione di un importante reportage fotografico, realizzato in giro per l’Italia, dedicato al risveglio degli italiani. Successivamente, a partire da maggio, partirà un tour che porterà Mulino Bianco a dare il risveglio con la colazione all’italiana in più di 100 piazze delle medie e piccole città del Paese. “È la prima volta che viene presentato un modello sulla colazione che coniuga sia la sfera nutrizionale sia quelle psicologica e sociale, ed era necessario poiché l’alimentazione è un ge sto carico di valore simbolico e profondo per tutti noi”, dichiara Eugenio Perrier, direttore Brand Development Mulino Bianco. “Con il progetto presentato oggi Mulino Bianco intende partire dalle origini della colazione all’italiana e riaffermarne i valori, portandoli direttamente a casa degli italiani. Vogliamo condividere il piacere della colazione all’italiana perché più sana, più equilibrata e più alda: un gesto d’amore verso se stessi e per i propri affetti”.
Il risveglio al mattino e la colazione sono quindi momenti di scambio; un dare e ricevere amore e dolcezza. Oggi la maggior consapevolezza in campo nutrizionale suggerisce di suddividere in modo più equilibrato l’assunzione di cibo. Ciò è dovuto anche al cambiamento delle abitudini sociali che ha di fatto diminuito il tempo dedicato al pranzo. “La colazione è diventata per molti un vero pasto, uno dei due poli nutrizionali della giornata insieme alla cena” – commenta Marino Niola, antropologo – “Il nostro ritmo giornaliero è un pendolo che oscilla tra la mattina e la sera, l’andata – al lavoro e a scuola – e il ritorno a casa. Ecco che la prima colazione è caratterizzata da una grande intensità, non solo sul piano nutrizionale, ma anche su quello relazionale. Per quanto veloce, è il momento in cui ci si incontra, in cui la madre – e sempre più spesso anche il padre – si fanno perdonare l’assenza della giornata”.
C’è dunque un investimento importante sulla qualità del tempo della prima colazione, che significa tempo dedicato alle relazioni familiari e in particolare al saluto del mattino. “Uscire di casa significa crescere, affrontare la scoperta, l’avventura ma anche la separazione, oltre che le sfide del giorno che si apre” – sostiene Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta – “La prima colazione dà la sicurezza di avere una sufficiente riserva di affetti, di stima e di fiducia per tollerare le difficoltà della giornata; non ha bisogno di tempi lunghi. Ma per tutti il mattino deve essere un momento di qualità, perché ammorbidisce la separazione”.
Se la colazione è un rito, assume importanza anche la sua preparazione: dobbiamo fare in modo che l’ambiente sia accogliente. Per la prima colazione il luogo di incontro ideale è la cucina, la stanza più informale ma anche la più intima della casa, la più adatta ad accogliere nel suo cerchio grandi e piccoli. “Ci sono modi diversi di viverla, ma l’essenziale è la relazione che connette cibo e affetto; non solo per quanto riguarda i simboli e le emozioni suscitate dai singoli alimenti, ma anche per il modo con cui la prima colazione viene proposta” – conclude Silvia Vegetti Finzi, psicologa – “ Se i componenti della famiglia siedono intorno ad una tavola ben apparecchiata, usano stoviglie gradevoli, si scambiano gesti gentili, si guardano e si parlano, il ‘buon inizio’ è garantito e con esso l’augurio di un sereno ritorno a casa”.
Quali caratteristiche deve avere la colazione ideale? Nel nostro Paese a colazione c’è una netta predilezione per il dolce piuttosto che per il salato: dal Nord al Sud, con poche eccezioni, a colazione si mangiano biscotti, torte, brioche e marmellata. Anche se il menù andrebbe scelto in base alle specifiche esigenze d’età e di fabbisogno energetico, molti nutrizionisti sono concordi nell’affermare che la migliore colazione è proprio quella all’italiana: permette di fare il pieno di energia con i carboidrati complessi (gli amidi dei cereali) e semplici (presenti nella marmellata). “In generale è costituita da latte e caffè o una bevanda calda, accompagnata da prodotti da forno, marmellata e frutta” – spiega Marisa Porrini, nutrizionista. “Grazie alle sue caratteristiche la colazione all’italiana è in grado di apportare diversi benefici all’organismo: poiché aiuta a distribuire meglio l’energia durante la giornata e a seguire un’alimentazione in linea con le raccomandazioni nutrizionali, migliorando anche l’assunzione di nutrienti come il calcio, alcune vitamine e la fibra. Un altro aspetto positivo è il controllo della sensazione di fame, che può essere migliorato introducendo prodotti integrali e frutta intera”.
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